Spagna, cura dimagrante per le regioni autonome

//   19 luglio 2011   // 0 Commenti

zapatero

Madrid- Tagli alla spesa pubblica, riduzione del numero di consiglieri e delle alte cariche. Stavolta i politicanti spagnoli hanno mantenuto le promesse fatte durante le amministrative del 22 maggio scorso: è partito in pompa magna il piano di cura dimagrante delle 17 regioni autonome spagnole con una massiccia ristrutturazione delle stesse.
Se in Italia si parla tanto di abolizione delle province e dei privilegi della cosiddetta ‘casta’, per una volta Madrid dà il buon esempio con un’austerity doverosa e necessaria per uno dei paesi che più ha risentito della crisi economica. D’altronde, la riduzione degli sprechi è figurata costantemente al primo posto in tutti i discorsi di investitura dei politici neo-eletti e di quelli confermati. Molti hanno inaugurato il proprio governo promettendo tagli al personale, spesso però senza quantificarne l’entità in termini di risparmio sul budget. José Antonio Monago, governatore dell’Extremadura, ha promesso un taglio del 50% delle alte cariche senza tuttavia presentare il piano di risparmio. Il presidente della ‘generalitat’ valenciana, Francisco Camps, ha invece annunciato che verranno risparmiati un miliardo e 150 milioni di euro. Peccato, però, che Camps stesso verrà a breve processato per tangenti, un vero e proprio controsenso.
Ma al di là delle eccezioni, qualcosa si è mosso. L’esecutivo delle Asturie ha eliminato 50 politici, annunciando la soppressione di ulteriori 200 posti. Il gabinetto delle Baleari prevede un taglio del 50% degli assessorati con un risparmio di 26 milioni di euro in stipendi e strutture amministrative. In Castilla y Leon, il leader Juan Vincente Herrera ridurrà le spese pubbliche di 4,2 milioni di euro. L’amministrazione madrilena è passata in tre anni da 15 a otto consiglieri risparmiando così un miliardo e 730 milioni di euro.

Privatizzazione degli aereoporti

E Zapatero? Il governo centrale ha deciso di privatizzare anche gli aeroporti: i diritti di gestione degli scali di Madrid e Barcellona sono all’asta – dal 30 luglio a novembre –  ad un prezzo di 5,3 miliardi di euro. Secondo il ministro delle Infrastrutture, José Blanco, gli introiti saranno sufficienti per colmare il deficit. Le concessioni avranno durata ventennale, con opzione rinnovabile per cinque anni. Alle due compagnie statali che gestiranno l’ operazione, rimarrà il 10 percento dell’intero capitale.


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