Il Congresso USA taglia gli aiuti alla Palestina

//   6 ottobre 2011   // 0 Commenti

obama Netanyahu abu mazen

La legge del taglione colpisce implacabile. Se qualcuno sperava (o si era illuso) che la richiesta di riconoscimento formale all’Onu presentata da Abu Mazen rappresentasse l’inizio di nuova era, è stato prontamente e nuovamente smentito. La mozione palestinese è tornata indietro come un boomerang all’Anp, che si ritrova ora anche senza aiuti umanitari. Come paventato, infatti, il Congresso USA ha congelato i finanziamenti, tagliando circa 200 milioni di dollari di aiuti umanitari. A scapito di progetti alimentari, sanitari, educativi e istituzionali che restano senza copertura finanziaria.

La notizia non desta scalpore. Il Congresso aveva già usato quest’arma come minaccia, convincendo da un lato Obama a dar il suo sostegno incondizionato a Israele e porre il decisivo veto alla richiesta della Palestina al Palazzo di Vetro, dall’altro intimando Abu Mazen di ritirare la mozione. L’Anp non ha fatto retromarcia, si è vista chiudere la porta in faccia e ora paga l’estrema conseguenza. Tre Commissioni del Congresso hanno stabilito il congelamento dell’ultima tranche dell’anno fiscale, che avrebbe dovuta essere trasferita ieri nelle mani dell’USAID, agenzia governativa statunitense per gli aiuti, chiudendo i ‘rubinetti’ finanziari aperti dal 2008.
Un autentico dramma per la popolazione civile palestinese, già alle prese con un blocco di 7 miliardi di dollari l’anno causato dall’occupazione. Fondi che il diritto internazionale assegna ai palestinesi, ma che di fatto non vengono utilizzati. Sperare che il “dialogo” invocato da Obama per una nuova stagione di pace tra Israele e Palestina riparta su questi basi, francamente ci appare utopico.


Tags:

abu mazen

Netanyahu

Obama


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *