Sono un uomo delle istituzioni e sono indignato

//   24 agosto 2011   // 0 Commenti

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Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

SONO UN UOMO DELLE ISTITUZIONI E SONO INDIGNATO

pontida lega nord 10Quando nacque il partito della Lega Nord ed il suo giornale politico “la Padania”, sin da allora mi sono sentito offeso per la crudezza e l’irriverenza degli argomenti usati dai suoi esponenti nell’affrontare temi politici e sociali altamente sentiti, contro l’Unità d’Italia, il Federalismo (poi trasformatosi in fiscale), l’Inno Nazionale e così via.

Quel partito negli anni è cresciuto acquisendo ottimi consensi elettorali, concentrati in massima parte al nord ed in particolare nel suo territorio storico, la Padania. Si è organizzato, sguinzagliando i suoi Parlamentari in giro per l’Italia, affidando ad ognuno di loro la responsabilità di una regione con lo scopo precipuo di espandere il verbo statutario, del tipo prendere o lasciare. Ho visto fiorite le prime spinte leghiste anche al centro Italia, ammantate dall’ipocrisia del messaggio pubblicitario della scritta sul simbolo della Regione dove la lista veniva presentata.

pontida lega nrodNon mi sono dato per vinto, volevo constatare di persona e comprendere le ragioni e le motivazioni reali che spingevano codesti ad essere così “incazzati”. Alcuni passaggi li ho persino, condivisi, ritenendoli giusti e motivati. In Senato sono stato ricevuto dal responsabile della Lega Nord per la Calabria, a costui ho esposto le mie idee e mi sono anche proposto per apportare un contributo migliorativo e sostanziale seguendo la mia idea di autonomia territoriale in Calabria.

Ci salutammo e da allora non ho saputo più nulla.

Oggi quello stesso partito è al Governo della Nazione, ha la responsabilità di Dicasteri importanti e può determinare scelte e programmi che possono incidere sul futuro del nostro Paese.

Scusate se è poco.

Il suo leader indiscusso, ancora oggi, esprime concetti autonomisti e secessionisti che vanno al di là della semplice e pura concezione di uno stato giusto ed equanime. I suoi annunci minacciosi e sublimali del tipo “…fratelli la Padania sta arrivando…”, lanciati, fateci caso, sempre durante sagre paesane o nel corso di comizi locali e strettamente partitici, non offrono propriamente un quadro distensivo e solidale con coloro che come me sono del Sud e che appartengono pure alle Istituzioni, quelle stesse alle quali lui e gli altri hanno giurato fedeltà nel corso del loro insediamento davanti al Capo dello Stato.

Voglio manifestare la mia indignazione, libero di esprimere il mio pensiero né più, nè meno, come fanno costoro che sconquassano i sacri valori sui quali fonda la nostra Carta Costituzionale.

Ne avrebbero ben donde di lagnarsi e di lamentarsi i cittadini italiani costretti a bersi “il pappone” quotidiano propinatoci dai giornali e dalle tv su iniziative politiche del tutto irrazionali, come lo spostamento dei Ministeri al nord o di natura folcloristica come l’elezione di Miss Padania o il campionato del mondo della Padania, il tutto a bordo di auto blu di Stato con tanto di lampeggiante e scorta.

Non me ne vogliano i suoi sostenitori, non si può “parlare bene e razzolare male”.

La legalità passa anche attraverso l’equilibrio delle dichiarazioni e delle posizioni ufficiali che devono saper esprimere pubblicamente ed in privato gli uomini a maggior ragione se sono al Governo ed hanno responsabilità pubbliche.

Bene ha fatto Berlusconi a “stoppare” Bossi, affermando il principio indiscusso dell’identità nazionale, “l’Italia c’è e ci sarà sempre” –  gli ha ricordato.

In un contesto di grande difficoltà economica tanto profonda quanto generalizzata, verrebbe da stupirsi se non ci si indignasse più di ieri. Le rimpatriate devono cessare e deve cessare lo stato di agitazione che uno dei massimi partiti italiani insinua nella coscienza degli Italiani. La disperazione del momento e le difficoltà economiche e strutturali delle nostre famiglie, potrebbero accendere la miccia portentosa della rabbia ed innescare rivoluzioni. Personaggi squallidi e menti occulte, potrebbero fomentare la protesta e sollevare gli animi ancora di più, lo dimostrano i numerosi contatti ricevuti sul web da siti ultra-nazionalisti o autonomisti che stanno nascendo e proliferano in giro per l’Italia.

E’ giunto il tempo della responsabilità e della volontà solidale. Tutti insieme a difesa del nostro patrio suolo per riportare in auge la nostra bella e meravigliosa Italia.


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