Sono tutti figli loro

//   1 dicembre 2011   // 0 Commenti

Le rivolte giovanili in Inghilterra hanno evidenziato che il giocattolo può rompersi. Il sistema liberal-capitalista ha trovato, mediante il consumismo e la cultura calvinista
che professa l’elevazione spirituale dell’uomo attraverso l’appagamento materiale dei bisogni, il volano del suo massimo profitto. La Gran Bretagna, patria della musica da “sballo”, dagli anni sessanta in poi è sempre stata considerata La Mecca delle masse giovanili europee inneggianti al nichilismo di stampo sessantottardo, frutto del comunismo e del tanto peggio tanto meglio. Con una differenza: che i giovani russi marciavano al passo dell’oca nella Piazza Rossa educati sciovinisticamente ad onorare la “Santa Madre Russia”, mentre ai giovani occidentali nelle scuole ed università, troppo spesso culla di molti docenti ignoranti e nullafacenti, hanno insegnato a bruciare la bandiera. Questi giovani in Inghilterra, esempio del fallimento del multiculturalismo, hanno trovato un terreno di coltura ottimale. Il consumismo necessita di società deboli per ottenere con il minimo investimento il massimo risultato. Hanno fatto in modo che si formassero masse di ammaestrati consumatori, senza tenere conto che creando falsi bisogni si corre il rischio che, nel momento in cui non se li possono più permettere, esse vogliano soddisfarli a qualsiasi costo. E’ un po’ come per il drogato: una volta che è stato reso dipendente londra2dalla droga per vendergliela, nel momento in cui non ne ha e la vuole è disposto ad ammazzare il padre e la madre pur di procurarsela.
Quelle cose che sono avvenute ora in Inghilterra in guerra le chiamano danni collaterali mentre in economia vengono definite esternalità negative di produzione. Questi sono i frutti velenosi di una visione del mondo distorta, fondata sui falsi miti dell’avere, del materialismo e del progresso in contrapposizione con tutte le dottrine
tradizionali incentrate sull’Uomo e l’essere.


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