Somalia, la crisi si aggrava. Il morbillo colpisce i campi rifugiati

//   10 agosto 2011   // 0 Commenti

crisi umanitaria somalia

L’operazione di trasferimento dei rifugiati somali dal sovraffollato centro di transito nella città di Dollo Ado, in Etiopia, al nuovo campo di Hilaweyn è giunta ieri al suo quarto giorno. Dall’avvio del programma, il 5 agosto, sono stati dislocati circa 4.000 rifugiati. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) – che si occupa dell’aspetto logistico – trasferisce circa 1.000 rifugiati ogni giorno e conta di concludere l’operazione entro due settimane.

A seguito dell’insorgenza di sospetto morbillo nei campi di Dollo Ado, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e le agenzie partner nel settore medico effettuano screening e vaccinazioni a tutti i bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 mesi e i 15 anni prima che si spostino a Hilaweyn. Nel primo giorno di attività – venerdì scorso – sono stati vaccinati quasi 300 bambini, tra i quali sono stati isolati 7 casi con sospetto morbillo per essere curati.

Procede inoltre la preparazione per l’espansione della campagna di vaccinazione contro il morbillo a Kobe, il campo più colpito nell’area di Dollo Ado. Con il sostegno dell’UNICEF e del Ministero etiopico della salute, oggi saranno trasportati in aereo a Dollo Ado altri vaccini. L’inizio della campagna di vaccinazione a Kobe è in programma per giovedì. Le agenzie partner nel settore medico hanno poi avviato una campagna di mobilitazione delle comunità su larga scala per sensibilizzare e informare sui sintomi del morbillo, in particolare sulle “3R” – red eyes, rash e runny nose, cioè occhi rossi, eruzioni cutanee e naso che cola.

A Dollo Ado sono stati inviati anche materiali informativi sulla salute in lingua somala. Le informazioni vengono fornite nei centri di distribuzione di cibo, nei punti di raccolta dell’acqua e presso i centri medici e della nutrizione. Per accrescere la sensibilizzazione sul tema, sono stati coinvolti anche leader religiosi e comunitari, in particolare per incoraggiare le famiglie a portare gli ammalati ai centri medici.

I rifugiati infatti non sono abituati a chiedere assistenza medica per i malati. Questa costituisce una delle sfide principali emerse nella risposta all’insorgenza della malattia. Per far sì che i casi siano identificati e inviati immediatamente nelle cliniche al fine di ricevere le cure necessarie, è stata intensificata la sorveglianza all’interno dei campi.

Complessivamente tuttavia nei campi i casi di sospetto morbillo costituiscono una percentuale relativamente limitata sul totale dei decessi. Diarrea, infezioni delle vie respiratorie e malnutrizione restano ancora le principali cause di morte. Per affrontare la questione dell’alta mortalità nei campi, è in corso di elaborazione una strategia specifica che delinei gli interventi prioritari. Una particolare attenzione continuerà ad essere assegnata al miglioramento dei programmi sull’acqua, sui sistemi igienico-sanitari e sulla nutrizione.

All’aeroporto internazionale di Aden Adde di Mogadiscio è atterrato ieri alle 13:15 ora locale il primo volo del ponte aereo umanitario dell’UNHCR in Somalia - il primo trasporto aereo dell’Agenzia da più di 5 anni a questa parte. Oltre 31 tonnellate di aiuti sono state scaricate dal cargo Iluyshin IL-62 e immediatamente distribuite ai camion in attesa.

A causa della quantità di merce, per le operazioni di scarico sono state necessarie oltre 2 ore. Gli aiuti – teli di plastica per allestire alloggi, materassi, coperte, taniche per l’acqua e utensili per contenere e cucinare cibo – sono stati portati in un vicino deposito dove saranno raggruppati in quasi 2.500 kit d’assistenza d’emergenza (Emergency Assistance Packages, EAP). Nei prossimi giorni i kit saranno distribuiti negli insediamenti di sfollati somali intorno a Mogadiscio.

L’arrivo di un secondo aereo – con un carico identico – è previsto per giovedì 11 agosto. Il terzo volo umanitario – che trasporterà anche biscotti ad alto contenuto energetico – è in programma invece per la prossima settimana.

L’arrivo degli aiuti è stato tempestivo e necessario poiché nei depositi dell’UNHCR a Mogadiscio sono rimasti soltanto 7.400 EAP. Per l’Agenzia è fondamentale rifornire le scorte da cui vengono prelevati gli aiuti in distribuzione a Mogadiscio e nel sud del paese. L’UNHCR si sta preparando a consegnare assistenza a circa 180.000 persone – entro la fine del mese – a Mogadiscio e in Somalia centrale e meridionale. Le precarie condizioni di sicurezza in queste ultime aree continua ad ostacolare le attività di assistenza dell’Agenzia – quanto mai necessaria.

Per sostenere la campagna di raccolta fondi “EMERGENZA SOMALIA”, è possibile donare tramite carta di credito o bonifico bancario chiamando il numero verde 800 298 000, sul sito www.unhcr.it, oppure tramite conto corrente postale: N° 298 000 intestato a UNHCR. Specificare la causale: EMERGENZA SOMALIA.


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