Minori. Mugnai (Pdl): «La Toscana segua la ‘rossa’ Emilia Romagna. Lì i minori in affido non pagano i ticket».

//   3 dicembre 2011   // 0 Commenti

minori in affido

Il bubbone è scoppiato adesso perché – mesta e rimesta nella giungla di ticket, esenzioni e certificazioni – le comunità residenziali ed educative, non sanitarie, che hanno i minori in affido dai servizi sociali comunali si son rese conto di una cosa: i loro ospiti di età compresa tra i 7 e i 17 anni non hanno diritto a un baffo di esenzione. I più piccoli sì, perché rientrano nel codice di esenzione E01 per i ticket su prestazioni diagnostiche e specialistiche ambulatoriali. Per tutti gli altri, però, a sostenere per l’intero l’onere della spesa dovrà essere la comunità affidataria che, dai comuni, riceve per i ragazzi null’altro che una retta sociale, la quale non prevede di per sé il mantenimento sanitario.

«La questione – spiega il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Pdl) – ci è stata segnalata direttamente dagli operatori di alcune comunità educative che, rivolgendosi ai Cup, si vedono negare la possibilità di autocertificare il diritto all’esenzione. E il problema risiede in una carenza della Regione Toscana che, nella sua normativa, non prevede tra gli aventi diritto all’esenzione anche questi ragazzi». Mancanza di sensibilità? Svista? Forse. «Fatto sta che altre Regioni come la ‘rossa’ Emilia Romagna – fa sapere Mugnai – prevede questa categoria di ragazzi con una specifica codifica di esenzione. Si tratta della P99 (Prestazioni per la tutela della salute dei bambini in affidamento familiare o accolti in comunità residenziali) che attribuisce ai ragazzi “esenzione per tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche e per tutti i farmaci”. In Toscana, invece, per questi minori con evidente disagio sociale non è prevista alcuna facilitazione».

Mugnai, che ha appena ricevuto la segnalazione dalle comunità, mette i puntini sulle ‘i’: «La confusione generata dal tira e molla di tempi e metodi sulle esenzioni dai ticket – attacca – oltre a tutti i disagi per l’utenza porta a galla anche carenze insospettabili. Alla fine – conclude – se ciò contribuirà a sanare un vulnus normativo che danneggia i minori questo sarà probabilmente il solo aspetto positivo. Ora, visto che in questo momento le circolari correttive fioccano a più non posso, una delibera che modifichi le categorie di esenzione a favore di questa fascia debole della popolazione sarebbe quanto mai opportuna».


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