Pronto per andare on line? I 5 errori da non commettere mai (e come evitarli)

//   29 agosto 2019   // 0 Commenti

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In Italia, il 68% degli utenti effettua acquisti online. E secondo le statistiche, il 74% delle aziende del Belpaese si prepara ad investire sull’on line, per vendere su piattaforme proprietarie o ad hoc.

Sembra che, nonostante il ritardo rispetto a molti altri Paesi europei, anche in Italia l’e-commerce abbia preso piede. Non solo e-commerce tuttavia: se oggi effettuare un acquisto on line è la norma, è consuetudine anche reperire informazioni sul web per qualsiasi tipo di transazione.

Se, ad esempio, occorre rivolgersi ad un avvocato, si effettuerà una ricerca geolocalizzata per individuare i professionisti più vicini, si consulteranno poi i siti web, si leggeranno le recensioni, il tariffario e i servizi disponibili. Appare chiaro, quindi, come sia determinante poter contare su una solida presenza on line: da un lato occorre essere raggiungibili e visibili nelle ricerche effettuate dagli utenti, dall’altro lato occorre che l’immagine che diamo di noi stessi sia coerente ed efficace allo scopo.

Se per il primo punto (la visibilità on line) è consigliabile rivolgersi ad un consulente SEO che sia in grado di posizionare il nostro sito in base a determinate parole chiave, per il secondo punto è necessaria una visione più ampia affinché venga attuata la migliore strategia di marketing in base al contesto, alla concorrenza e al settore. Vediamo quindi quali sono i 5 errori più comuni quando si decide di andare on line.

  1. Trascurare il mobile: è un aspetto prettamente tecnico, è vero, ma è importantissimo che il sito web della nostra attività sia compatibile con i dispositivi mobili. Oggi, più della metà delle ricerche vengono effettuate tramite smartphone o tablet: è pertanto indispensabile che gli utenti possano visualizzare e navigare correttamente all’interno del nostro sito. Ovviamente, la velocità è uno degli aspetti prioritari. Soprattutto, durante la navigazione da mobile. Uno degli obiettivi primari della consulenza SEO dovrebbe essere quello di ottimizzare il sito, incluse le performance.
  2. Non interagire con gli utenti: per evitare di spersonalizzare la comunicazione e l’interazione con l’utente è importante attuare alcune strategie per minimizzare la distanza inevitabile tra il potenziale cliente e chi offre un servizio o un prodotto. Uno degli strumenti ideali, ma spesso sottovalutati, è la chat interna. Si tratta di un sistema di messaggistica istantaneo che permette di interagire in tempo reale con il servizio clienti o un addetto pronto a fornire tutte le informazioni richieste. Molto utili sono anche gli strumenti esterni, quali Facebook Messenger o Whatsapp. È possibile anche ricorrere ai chat bot, in grado di fornire informazioni standardizzate in attesa che un operatore possa dare assistenza.
  3. Non spiegare chi siamo e qual è la nostra storia: la pagina Chi siamo o About us è fondamentale. Soprattutto se si tratta di una start up o di un’azienda poco conosciuta è necessario presentarsi al pubblico e fornire tutte le indicazioni utili affinché i potenziali clienti possano farsi un’idea e, in seguito, fidarsi.
  4. Non imparare dalla concorrenza. Prima di approdare on line, è molto utile un’approfondita analisi di mercato (obbligatoria anche se l’attività è già avviata) che valuti come si comporta la concorrenza, quali sono le strategie adottate e così via. È fondamentale imparare dagli errori dei nostri competitor e ‘copiare’ le idee che funzionano.
  5. Tralasciare la sicurezza: il cliente ha bisogno di essere rassicurato. Ciò si traduce nella necessità di attivare il protocollo HTTPS per la navigazione sicura e, nel caso di un e-commerce, prestare attenzione a come avvengono i pagamenti. Le testimonianze e le recensioni da parte degli utenti che hanno già testato il servizio, ovviamente, saranno le benvenute.


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