Accordo fra i sindaci per “NON AIUTARE GLI ALLUVIONATI”

//   2 novembre 2011   // 0 Commenti

veneto alluvione 300x199I sindaci si mettono d’accordo per non dare gli anticipi.
Da maggio gli alluvionati erano in attesa della emanazione da parte del commissario per l’alluvione dei criteri per la distribuzione dei contributi.
Infatti questa ordinanza come aveva dichiarato il commissario Zaia più volte avrebbe finalmente aperto la porta al secondo acconto a favore delle famiglie e imprese alluvionati; dopo il primo acconto distribuito fra dicembre e gennaio gli alluvionati non avevano ricevuto altri soldi, Zaia aveva promesso la distribuzione entro giugno di un ulteriore anticipo pari al 50% del rimborso spettante, ma poi il ritardo della rendicontazione da parte dei comuni prima e l’attesa del visto della corte dei conti poi avevano ritardato la definizione dei criteri e delle percentuali di rimborso fino al 5 agosto data in cui è stata emanata l’ordinanza OC 22.
A quel punto nasce il misfatto, provato dalle dichiarazioni qui sotto riportate, i sindaci dei comuni più colpiti si mettono d’accordo per non erogare il 50% sul rimborso spettante.
La cosa è gravissima per due ragioni:

a) i sindaci che ora hanno la disponibilità dei fondi non vogliono aiutare i loro concittadini e imprenditori probabilmente per paura di erogare in alcuni casi somme oltre quello che poi sarà il saldo, così che per difendersi da pochi “furbetti” danneggiando la loro intera collettività, questo vuol dire essere burocratici e non rappresentati dei cittadini;

b) i sindaci di fatto bloccano l’intero meccanismo dei rimborsi, infatti il meccanismo si basa sul fatto di poter presentare tutte le fatture quietanzate dei lavori e spese fatte, ma le famiglie e le imprese più colpite non sono in grado di finanziare il 70% mancante dopo il primo acconto ( in alcuni casi, specie per le imprese, l’acconto non è arrivato neanche al 20% del danno a causa del fatto che per le scorte è stato anticipato al massimo il 15% del danno subito e nulla per le colture in campo); in altre parole il 50% dell’anticipo avrebbe permesso di ridurre la necessità di ricorrere a prestiti permettendo alle famiglie e alle imprese gravemente più colpite di effettuare almeno la parte più importante dei lavori necessari per continuare. Infatti finora le uniche famiglie che hanno chiesto il saldo sono quelle che hanno avuto i danni minori e sono quindi riuscite già ad effettuare i lavori, chi è stato fortemente colpito e ha danni ingenti non riesce invece a terminarli per mancanza di fondi.

Il fatto è grave perchè dimostra la volontà di questi sindaci di difendere solo il proprio incarico e di non ricoprire degnamente la loro principale funzione “ rappresentare e difendere gli interessi dei propri cittadini”

Danieli Alberto
comitato alluvionati Casalserugo e membro del coordinamento dei comitati alluvionati veneto.
cell 348 2337599

vedi qui sotto allegati:
tratto dal sito del Comune di Caldogno:

http://www.comune.caldogno.vi.it/archivio2_notizie-ed-eventi_0_257_0_1.html
Abbiamo la certezza di poter dare il massimo previsto dall’ordinanza Berlusconi con rimborsi nella misura del 75% dei danni subiti e oggetto di ripristino.

Il governatore Zaia ha quindi accolto tutte le richieste avanzate dai sindaci dei Comuni maggiormente alluvionati.
Nella città lagunare lunedì 8 agosto 2011 il governatore Luca Zaia ha incontrato i Sindaci dei Comuni maggiormente colpiti dall’alluvione di Ognissanti, per la presentazione dell’ordinanza che, sulla base delle richieste fatte nei mesi scorsi dagli stessi sindaci, fissa i criteri per effettuare il rendiconto dei danni e stanzia altri fondi a favore dei 10.040 alluvionati del Veneto, di cui 1.100 a Caldogno.
In sostanza i privati potranno essere rimborsati al 75% delle spese sostenute per ripristinare i danni con i seguenti massimali:
massimale di 30 mila euro per i beni immobili
massimale di 30 mila euro per i beni mobili registrati (veicoli) e i beni mobili non registrati (lavatrice, tavoli, camere da letto…) sulla base di un preciso prezzario elaborato dai Sindaci e accolto dal Governatore (allegato G all’ordinanza del Commissario Delegato n. 22 del 05.07.2011, riportato sotto alla voce “Allegati ordinanza…”). Per i veicoli rottamati (sono esclusi i veicoli radiati) il contributo verrà calcolato in base al listino Eurotax per la vendita.
Per quanto riguarda i tempi, i Sindaci dei Comuni maggiormente colpiti dall’alluvione si sono accordati di non dare più acconti, ma di andare direttamente al saldo nel momento in cui il cittadino o l’impresa prerfezionerà la domanda di contributo per i danni da alluvione con le fatture delle spese sostenute.
Continuano, intanto, gli accertamenti del Comune. Gli accertamenti presso le aziende che hanno presentato una domanda di contributo superiore ai 30.000,00 euro con obbligo di perizia asseverata saranno svolti dalla Regione e dalla Guardia di Finanza. Le aziende devono provvedere ad aggiornare la perizia presentata sulla base del prezziario approvato con l’ordinanza del Commissario Delegato n. 22 del 05.07.2011. Il Comune, successivamente, inoltrerà la pratica alla Regione e alla Guardia di Finanza che provvederanno a verifica e sopralluogo. Conclusi gli accertamenti verrà inviata una lettera personalizzata al singolo alluvionato, privato o impresa, comunicandogli l’importo del rimborso per il quale può presentare la documentazione, che è indispensabile per ottenere il saldo e che può essere utile in caso di richiesta di anticipi da parte di istituti di credito.
In tutto agli alluvionati del Comune di Caldogno spettano 14.048.502 euro (già ridotti al 75%), stabiliti in base alle domande di rimborso presentate: 2.687.430 euro per le attività produttive e 11.361.072 euro per i privati. Di questi il Comune ne ha già erogati circa 6 milioni sottoforma di acconti, la maggior parte dei quali assegnati tra Natale e Capodanno scorsi. Ne restano quindi ancora da erogare circa 8 milioni, anche se ci si aspetta di non utilizzarli completamente: è facilmente prevedibile infatti che ci sia una differenza al ribasso tra i preventivi presentati e le fatture delle spese effettivamente sostenute per il ripristino, che andranno presentate entro il 30 novembre 2011, salvo proroghe, di cui a Venezia si è già parlato.
Vi sono comunque dei casi particolarmente difficili che hanno necessità di deroga ai 30 mila euro massimi stabiliti per i danni alle abitazioni e che saranno analizzati nel caso ci siano dei risparmi dalle liquidazioni.
Approfittiamo, infine, per ringraziare di cuore il Commissario Delegato Luca Zaia, i suoi collaboratori e tutti i Sindaci dei Comuni alluvionati per la disponibilità dimostrata e per la sinergia creatasi durante i lavori di preparazione dell’ordinanza del Commissario

tratto dal sito del comune di Vicenza:
http://www.comune.vicenza.it/albo/notizie.php/66979

08/08/2011: Alluvione, rimborsi al 75% dei danni subiti. La soddisfazione di Variati: “E’ il massimo possibile: Zaia ha accolto tutte le richieste di noi sindaci”

“Ora abbiamo la certezza di poter dare il massimo previsto dall’ordinanza Berlusconi: da ‘rimborsi fino al 75%’ oggi passiamo a ‘rimborsi nella misura del 75%’ dei danni subiti e oggetto di ripristino. Il governatore Zaia ha quindi accolto tutte le richieste avanzate dai sindaci dei Comuni maggiormente alluvionati coordinati dal Comune di Vicenza”. È da poco tornato da Venezia con questa buona notizia il sindaco Achille Variati. Nella città lagunare questa mattina ha infatti incontrato il governatore Luca Zaia, assieme ai colleghi dei Comuni maggiormente colpiti dall’alluvione di Ognissanti, per la presentazione dell’ordinanza che, sulla base delle richieste fatte nei mesi scorsi dagli stessi sindaci, fissa i criteri per effettuare il rendiconto dei danni e stanzia altri fondi a favore dei 10.040 alluvionati del Veneto, di cui 2.500 di Vicenza.

In sostanza i privati potranno essere rimborsati al 75% delle spese sostenute per ripristinare i danni col massimale 30 mila euro per i beni immobili e di 30 mila euro per i beni mobili registrati (veicoli) e non registrati (lavatrice, tavoli, camere da letto…), sulla base di un preciso prezzario elaborato dai sindaci e accolto dal governatore. Per i veicoli rottamati il contributo verrà calcolato in base al listino Eurotax per la vendita. Ancora, a chi ha dovuto abbandonare la propria abitazione per sgombero verranno concessi fino a 400 euro mensili, maggiorabili se in famiglia ci sono disabili o anziani con più di 65 anni. E’ previsto un rimborso dell’80% fino al massimo di 5 mila euro, infine, per chi ha dovuto sgomberare la casa e sostenere quindi spese per traslochi.

Per le attività produttive il contributo per strutture, impianti, macchinari e attrezzature è del 75% senza massimale, mentre le scorte sono rimaste al 30% e i beni mobili registrati e non registrati al 75% fino al massimo di 30 mila euro.

“Per chi aveva qualche problema, quindi – sottolinea il sindaco -, ciò significa poter ora decidere di spendere per mettere a posto ciò che è stato distrutto dall’alluvione”.

E per quanto riguarda i tempi, il sindaco Variati assicura: “A questo punto tutti noi sindaci ci siamo accordati per non dare più acconti, ma di andare direttamente al saldo a mano a mano che il cittadino o l’impresa ci presenta le fatture. Così chiudiamo seduta stante la pratica ed evitiamo i brodi lunghi all’italiana che tanto fanno male alle nostre famiglie e alle nostre imprese”.

Ora riprenderanno dunque gli accertamenti del Comune che erano stati sospesi proprio in attesa di conoscere i criteri oggettivi resi noti oggi da Zaia. Sulle 2.500 domande di rimborso presentate a Vicenza, sono 1.000 quelle che palazzo Trissino ha deciso di verificare, fidandosi quindi delle richieste di piccoli importi e tralasciando quelle da parte delle aziende superiori ai 30 mila euro: queste ultime perché già presentate con perizia giurata; sarà richiesto al perito di revisionare la propria perizia tenendo conto del prezzario stabilito con la nuova ordinanza della Regione.

Conclusi gli accertamenti verrà inviata una lettera personalizzata al singolo alluvionato, privato o impresa, comunicandogli l’importo del rimborso per il quale può presentare la documentazione, che è indispensabile per ottenere il saldo.

In tutto agli alluvionati del Comune di Vicenza, tra privati (1.925), attività produttive (535) e aziende agricole (40), spettano 26.098.000 euro (già ridotti al 75%), stabiliti in base alle domande di rimborso presentate: 12.370.000 euro per le attività produttive, 13.728.000 euro per i privati. Di questi il Comune ne ha già erogati 11.131.000 sottoforma di acconti, la maggior parte dei quali assegnati tra Natale e Capodanno scorsi. Ne restano quindi ancora da erogare quasi 15 milioni, anche se ci si aspetta di non utilizzarli completamente: è facilmente prevedibile infatti che ci sia una differenza al ribasso tra i preventivi presentati e le fatture delle spese effettivamente sostenute per il ripristino, che andranno presentate entro il 30 novembre, salvo proroghe, di cui stamane a Venezia si è già parlato.

“Vi sono comunque dei casi particolarmente difficili che hanno necessità di deroga ai 30 mila euro massimi stabiliti per i danni alle abitazioni – conclude Variati -. Ne abbiamo parlato, ma attendiamo prima di vedere se ci saranno dei risparmi dalle liquidazioni”.

ALLUVIONE. ZAIA: CHIESTA A SINDACI VALIDAZIONE DEFINITIVA DATI GIÀ COMUNICATI, POI ACCONTI

Comunicato stampa n° 1130 del 14/06/2011
(AVN) – Venezia, 14 giugno 2011
“Ho chiesto ai Comuni alluvionati che mi certifichino per l’ultima volta i dati relativi alle dichiarazioni di danno presentate. In settimana concluderemo gli incontri con istituzioni e cittadini sul territorio per spiegare lo stato della situazione e i contenuti dell’ultima ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri. E’ mia intenzione arrivare se possibile entro fine giungo a ordinanza che fissa i tetti di contributo, per poi procedere all’erogazione di un acconto pari alla metà dello stesso e attivare i meccanismi per la liquidazione definitiva”. Lo ha ribadito stamani il presidente del Veneto Luca Zaia, intervenendo sulla questione in occasione del consueto Punto Stampa al termine della seduta settimanale della Giunta regionale.
Il contributo può arrivare per i privati ad un massimo di 30 mila euro per i beni mobili e altrettanto per gli edifici, mentre per le imprese è compensabile il 30 per cento del valore delle scorte, il 75 per cento del valore di macchinari e mezzi d’opera; per arredi e veicoli è stato posto il tetto di 30 mila euro. Finora su 109 milioni dati ai Comuni in acconto, solo poco più di 38 risultano erogati, ma perché Comuni non potevano pagare gli arredi a causa della soglia minima di valore di mille euro per ciascun bene perduto.
“Partito il treno di tetti, il resto – ha fatto presente Zaia – è questione di ricevute, fatture e pratiche, raccogliere le carte e fare i conti. I Comuni dal canto loro dovranno validare le ricevute e stabilire la congruità delle spese”.
“Chiedo una cortesia ai media – ha concluso Zaia – non tacete nulla dell’alluvione, ma se affrontate casi specifici, partite da un nome e un cognome e discutiamone assieme: sentite me o qualche tecnico del Commissariato per il superamento dell’emergenza. Ci sono diversi aspetti da considerare, specie in situazioni particolari. Ci sono tantissime persone da aiutare, vogliamo e dobbiamo farlo, ma per questo bisogna che i furbetti vengano colpiti. Le situazioni anomale sono passate d’ufficio alla Guardia di Finanza, perché ricordo a tutti che stiamo parlando di soldi pubblici”.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *