Siglato un accordo tra Confindustria Vicenza e il MIT di Boston per l’alta ricerca tecnologica

//   3 febbraio 2012   // 0 Commenti

art 2221 1 1roberto zuccato 300x208Confindustria Vicenza punta sul MIT, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, per avvicinare le imprese vicentine alla miglior ricerca avanzata del mondo e favorire l’innovazione di prodotto. L’Associazione Industriali vicentina ha siglato di recente con il MIT e con Continuum – società anch’essa di Boston tra le più innovative nel mondo della consulenza per l’innovazione – un accordo che darà modo alle aziende di avviare contatti e rapporti costanti con le strutture del grande centro di ricerca americano. L’accordo, che ha la sponsorizzazione della Banca Popolare di Vicenza e di Studio Adacta, rappresenta la prima parte del progetto “Seme del futuro”, nato su iniziativa del Gruppo Giovani per avvicinare le imprese vicentine alla miglior ricerca avanzata del mondo. “L’accordo mette a disposizione delle imprese una serie di servizi e di informazioni strategiche per tenere il passo delle innovazioni mondiali e possibilmente anticiparle – osserva il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato -. Possiamo dire con orgoglio che si tratta di una novità in ambito nazionale: è la prima volta, infatti, che un’associazione imprenditoriale italiana stringe un accordo di questo genere con il grande centro di ricerca americano”. All’iniziativa hanno aderito finora quindici aziende, attive un po’ in tutti i settori produttivi presenti nel Vicentino. “Le aziende che hanno aderito possono avere accesso al mondo della conoscenza del MIT attraverso la consultazione di un data-base – spiega Paolo Mantovani, vicepresidente di Confindustria Vicenza, delegato al progetto “Seme del futuro” -. Sarà anche possibile realizzare visite ai laboratori del MIT e avere incontri con docenti di riferimento, così come si potranno ospitare in azienda alcuni stagisti del MIT per un periodo di collaborazione utile ai giovani ricercatori per acquisire esperienze operative all’estero e alle aziende vicentine per portarsi ‘in casa’ per un certo periodo un giovane cervello cresciuto nell’istituto di ricerca bostoniano. Infine, sarà possibile avere accesso alle conferenze organizzate dal MIT nel mondo, occasioni esclusive di crescita”.  Un’ulteriore garanzia di concretezza del progetto è data dal ruolo svolto da Continuum: quello di coordinatore e facilitatore per aiutare le imprese a diventare sempre più innovative e districarsi all’interno del “mondo MIT”, fatto di oltre cento laboratori di ricerca.  “Siamo partiti dall’eccellenza mondiale nel campo della ricerca per iniziare un cammino durante il quale le aziende avranno modo di attrezzarsi meglio sul tema dell’innovazione di prodotto e di processo – spiega Paolo Mantovani -. Il MIT diventa il primo punto di contatto  In seguito sarà possibile realizzare altri accordi con altri enti di ricerca, italiani e stranieri”. Ma il collegamento con il MIT ha anche un’altra “ricaduta” positiva, che va oltre l’aspetto della ricerca tecnologica e ha a che fare con la necessità che le aziende imparino sempre più a lavorare in rete. “Questo progetto permette anche alle aziende di capire quali obiettivi comuni si possono raggiungere e come sviluppare una visione strategica comune – osserva Mantovani -. E’ dunque anche una forma di aggregazione tra imprese, un modo di fare rete. Una necessità che sta crescendo nelle nostre imprese e sulla quale, come associazione, stiamo insistendo molto”. A fine febbraio le imprese interessate prenderanno parte a una missione a Boston, per visitare il MIT e Continuum.


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Roberto Zuccato


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