Shoah, Renzo Gattegna(UCEI):”Oggi i veri nuovi nazisti sono i negazionisti”

//   27 gennaio 2012   // 0 Commenti

renzo gattegna

Con queste parole il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha esordito nel suo discorso tenuto al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per celebrare il giorno della memoria, che ogni 27 gennaio, data dell’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, vuole ricordare il dramma dello sterminio degli ebrei ad opera della Germania nazista.

Gattegna ha usato parole ferme e risolute contro i negazionisti di oggi quando ha affermato che “essi sono i continuatori di quella feroce distruzione di milioni di esseri umani dei quali tentarono di annientare anche l’identità, mentre erano in vita, sostituendo i loro nomi con dei numeri incisi indelebilmente sulla loro pelle, infliggendo loro dolori e umiliazioni, per poi ucciderli negando anche la sepoltura, riducendo i loro corpi in cenere fino al totale annientamento e occultamento”.

E ha asserito che “Il Giorno della Memoria non è mai stato e non vogliamo che diventi mai una semplice commemorazione dei defunti, né vogliamo che appaia un evento dedicato esclusivamente alle vittime del popolo ebraico. Ferma restando la specificità della Shoah, che fu il tentativo di realizzare il genocidio perfetto, insuperato e insuperabile sia nella progettazione, che nella tecnica e nella sistematica violazione di qualsiasi diritto“, e ricorda, pero’, che in memoria di questi fatti “questa deve essere l’occasione di una riflessione condivisa che abbracci anche tutte le altre vittime di quella tragedia: gli oppositori politici, gli omosessuali, i disabili fisici e mentali, le popolazioni rom e sinti. Vogliamo che da questa riflessione si possa trarre un insegnamento e un monito, che non sia rivolto solo al passato, ma che ci porti ad interrogarci ancora oggi, giorno dopo giorno, sulla solidità etica del nostro presente per costruire insieme un futuro di pace e di giustizia. Perché non può esserci pace senza giustizia”.

“Questo è terribilmente necessario perché quel grido di dolore e di speranza, “Mai più”, che fu lanciato dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz e che da quel giorno anche noi abbiamo gridato ripetutamente, non è stato ancora sufficiente”. Il Presidente UCEI Renzo Gattegna si sofferma, poi, sulle altre stragi di popolazioni innocenti che stanno ancora avvenendo in tutti i continenti ammonendo: “nessuno dimostra di essere in grado né di prevenirle né di impedirle”.

Infine, prima di concludere, ha incitato tutti “a non cedere al pessimismo e alla disperazione e che invece aprano il nostro cuore alla speranza. Dal 1945 ad oggi, le nostre fortunate generazioni stanno vivendo il più lungo periodo di pace che la storia ricordi. I paesi di questo continente hanno adottato o stanno adottando carte costituzionali democratiche e rispettose dei diritti fondamentali. Alcune frange estreme ancora tentano di far prevalere teorie e comportamenti di tipo razzista, ma le società, in genere, reagiscono in maniera forte e sana. I crimini contro l’umanità commessi dai regimi dittatoriali al potere nel secolo scorso sono portati come esempi di degenerazione politica e morale”.

E dopo aver ringraziato e dimostrato la propria ammirazione verso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per i discorsi pronunciati, in diverse occasioni e in particolare nel corso delle precedenti cerimonie del Giorno della Memoria, con parole chiare, inequivocabili, e soprattutto, istruttive verso i giovani Renzo Gattegna ha concluso il suo discorso con un auspicio e una speranza“essere entrati in una nuova era nella quale non dovranno più prevalere i seminatori dell’odio e gli ideologi della diseguaglianza e del predominio dell’uomo sull’uomo”.


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