“Sheila Jordan”, la voce autentica del jazz in Conservatorio

//   20 maggio 2018   // 0 Commenti

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Sheila Jordan Quartet

Sabato 19 maggio al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano è salita sul palco l’amatissima cantante jazz internazionale, una delle più longeve ed attive dell’epoca d’oro del bebop. Di origine nativa-americana e cresciuta nell’età d’oro del jazz, all’età di 90 anni Sheila Jordan  dona ancora concerti dal vivo densi di emozione e divertimento riportando nei canoni del jazz più raffinato l’intensità e la potenza delle voci della sua terra di origine alla quale sente di appartenere e che, pur essendo newyorkese di adozione, non ha mai rinnegato. Performer e insegnante, Sheila Jordan gira ancora il mondo con il suo immancabile trolley cantando ovunque la chiamino e  trasferendo la sua passione alle nuove generazioni di  musicisti e cantanti.

Charlie Parker disse di lei: “Sheila ha un orecchio musicale che vale un milione di dollari!”.

L’incontro con la stampa si è tenuto nella Sala Verdi alle ore 18.00 con la presentazione del Cd “Lucky to be me “(Sheila Jordan Quartet – Roberto Cipelli, pianoforte;  Attilio Zanchi, contrabbasso e Tommy Bradascio, batteria), registrato dal vivo in Italia, per poi proseguire alle ore 20.30 con il concerto ( ingresso gratuito) del Sheila Jordan Quartet dove l’artista americana si è esibita accompagnata da Roberto Cipelli, Attilio Zanchi e Tommaso Bradascio, alcuni tra i più rinomati jazzisti italiani di fama internazionale.  La VJO – Verdi Jazz Orchestra, cioè la “big band” degli allievi del Conservatorio diretta da Pino Jodiceha accompagnato  Sheila Jordan in alcuni pezzi del suo repertorio appositamente arrangiati per questa formazione.

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Sheila Jordan Quartet e Verd Jazz Orchestra

Biografia: Sheila Jeannette Dawson nasce nel 1928, a Detroit, Michigan, da una famiglia di origine nativa americana. Cresciuta in estrema povertà in Pennsylvania, la terra dei minatori, Sheila Jordan iniziò a cantare che era ancora bambina, e poco più che adolescente stava già lavorando nei club di Detroit. Fu grandemente influenzata da Charlie Parker, che rimase per tutta la vita un suo amico, mentore e ispiratore. Essendo una giovane donna bianca che frequentava i locali del jazz nero, l’aspirante cantante subì le angherie dei poliziotti della Motor City e, sollecitata da Parker, partì per New York City nel 1951. Qui si sposò con il pianista di Charlie Parker, Duke Jordan, e studiò con Charlie Mingus e Lennie Tristano, un guru per molti dei più avventurosi improvvisatori dell’epoca. Nel ‘62 incise “Portrait of Sheila”, per il  Blue Note e diversi altri dischi che includono un album con il pianista Steve Kuhn, l’album: “Home”, che include una raccolta di poesie di Robert Creeley messe in musica ed arrangiate da Steve Swallow, ed un album in duo con il contrabbassista Harvie Swartz dal titolo “Old Time Feeling”, che include vari standard che Sheila Jordan esegue tuttora regolarmente nel suo repertorio. “Ambasciatrice del jazz”, come lei stessa ama definirsi, Sheila Jordan porta avanti ininterrottamente un’intensa attività concertistica e didattica in tutto il mondo. E’ stata spesso in Italia suonando con numerosi affermati musicisti italiani, tra cui Paolo Fresu, Attilio Zanchi, Roberto Cipelli, Tommaso Bradascio con i quali ha sviluppato nel tempo lunghe e stabili collaborazioni.

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Masha Sirago, scrittrice

Le vicende personali di Sheila Jordan si sono spesso intrecciate con le vicende storiche degli Stati Uniti dagli anni ’30 ad oggi, comprese le grandi discriminazioni sociali e razziali che allora vigevano anche nel mondo musicale. Uscita con fatica da un matrimonio difficile, Sheila Jordan è sempre riuscita a rialzarsi affrontando le difficoltà per una donna sola, bianca ma con una figlia afroamericana, di guadagnarsi da vivere con un lavoro ordinario e riuscendo ugualmente a coltivare la sua passione per la musica senza mai arrendersi. Oggi  è riconosciuta per il suo ruolo e il suo valore. Vocalist ma anche arrangiatrice e scrittrice di testi originali, pioniera dello stile “bass and voice”, i segni distintivi che la contraddistinguono sono un timing impeccabile, frequenti e inaspettati cambiamenti di altezza del suono e una straordinaria e originalissima capacità di improvvisare melodie e testi, molto apprezzata dai critici. E’ stata insignita di numerosissimi riconoscimenti alla carriera, tra cui nel 2008 il  Mary Lou Williams Women in Jazz for Lifetime of Service, nel 2011 il NEA Jazz Master Award – Lifetime Honors Award, la più alta onorificenza del jazz e, ultimo in ordine cronologico,  l’ “Honorary Degree of Doctor of Fine Arts” conferitole pochi mesi fa dall’University of Massachusetts di Amherst .

La sua biografia, Jazz Child: A Portrait of Sheila Jordan, scritta da  Ellen Johnson, è stata pubblicata nel 2015 http://www.jazzchildthebook.co

Masha Sirago, ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com –  www.mashasirago.com

 


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