Settima edizione di “Mia Photo Fair” a Milano

//   13 marzo 2017   // 0 Commenti

Giovanni Gastel, Photo & Contemporary (Torino)

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Giovanni Gastel

Settima edizione di Mia Photo Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte e di immagine in movimento, presso gli spazi spazi di The Mall nel quartiere di Porta Nuova a Milano, dal 10 al 13 marzo 2017 e ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli.

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Giovanni Gastel racconta a Masha Sirago

Quale direzione sta prendendo la fotografia? Quali sfide deve affrontare nell’epoca della moltiplicazione indiscriminata delle immagini? Quali sfide deve affrontare con la facilità di sofisticazione e della diffusione virale incontrollata? Sono risposte che si possono cercare, partendo ognuno dalle rispettive esperienze professionali, visitando gli spazi espositivi di Mia Photo Fair per orientarsi nel sempre più caotico oceano delle immagini che, ormai,  in questa “società liquida” come ha affermato il filosofo Baumann, stanno sovrastando il valore della parola. Ormai lo scambio di immagini senza  commenti scritti è irrefrenabile, dove ci porterà? Che tipo di società si sta creando?  Mi fermo qui, non pongo altri quesiti ma rispondo con la canzone di Battisti: “lo scopriremo solo vivendo”.

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Gianni Pezzani

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Masha Sirago, scrittrice

A Mia Photo Fair quest’anno sono presenti 80 gallerie provenienti da 13 diverse nazioni, presenta  un ricco programma culturale, una sezione dedicata all’editoria e, per la prima volta, tre focus legati ad altrettante aree geografiche, Brasile, Ungheria e Principato delle Asturie. Il format consolidato vede da un lato le gallerie, cui viene lasciata la possibilità di proporre collettive o progetti monografici e dall’altro, Proposta Mia, ovvero una selezione di fotografi che espongono il proprio lavoro individualmente. Ma c’è anche chi ha affermato “vengo senza gallerista perché mi mangerebbe la metà dei guadagni”.

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"Morfologia dell'acqua" di Gianni Pezzani (Bag Gallery)

Fin dal giorno dell’inaugurazione del 9 marzo con inviti a collezionisti, giornalisti, operatori del settore,ecc. gli stand della fiera hanno visto la presenza e una folla di appassionati degli scatti d’autore, delle stampe vintage, del bianco e nero, di moda, dei fotomontaggi, del reportage, tutti attratti da una forma d’arte che può avere costi contenuti per gli acquirenti, per i collezionisti o anche per i giovani visitatori del sabato e della domenica con zainetto in spalla. Nella passeggiata tra gli stand della fiera, ci si lascia facilmente affascinare da “Sade” di Albert Watson (London, 1992), 142x107cm, Edition of 10+2APs di Opiom Gallery; “The crossing” di David Yarrow (Amboseli, Kenia 2015), Archival pigment print, size 132x198cm, Edition:9/12 standard, Galleria Paola Colombari;  “Norcia, Anni 50” di Mario De Biasi, vintage gelatin silver print, 24x30cm – open edition, firmata dall’autore, di Admira. Durante la manifestazione che attira chiunque sia affascinato dalla comunicazione per immagine, si può incontrare la cordialità di Fabio Castelli, collezionista, direttore e ideatore di Mia Photo Fair.

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BNL

Giovanni Gastel non ha bisogno di presentazioni, in quanto nella sua carriera ha collaborato con oltre 50 testate italiane e internazionali, pubblicato più di 130 copertine, realizzato oltre 500 tra campagne e cataloghi per le numerose committenze nei settori della moda, del design, dell’arte, del costume e oltre 300 ritratti in bianco e nero e colore. Lo incontro presso lo stand della Galleria Photo & Contemporary (Torino) e l’artista racconta della sua mostra antologica a Palazzo della Ragione dal titolo “Giovanni Gastel, 40 anni di storia e immagini” (dal 23 settembre al  13 novembre 2016) ma anche alcune sue osservazioni e pensieri sul mondo della fotografia, con ricordi e aneddoti sulla sua infanzia e le prime collaborazioni con le riviste di moda, i pensieri sulla Vita e sul suo “universo alternativo”  e asserendo che “l’eleganza è un valore di ordine morale” . Mi ha raccontato tutto questo nella video registrazione Giovanni Gastel racconta a Mia Photo Fair 2017 (3’46″ © copyright Masha Sirago), clicca su https://www.youtube.com/watch?v=7JkjcCvZAyk. Al termine, Giovanni Gastel ha simpaticamente giocato con me coi “selfies” e, nel porgergli la mia macchina fotografica, voit-là uno scatto tout-court davanti alle sue opere esposte, in conclusione alla piacevole conversazione.

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Masha Sirago davanti a "Lane fire" (2013) di Fabio Mantegna

Con l’artista e fotografo di moda Gianni Pezzani mi sono incontrata qualche settima prima dell’inizio di Mia Fair, al solito bar per fare due chiacchiere e assaporare un caffè, e tra fotografia, nebbia , il Po, le “mosche sui libri” (esposte lo scorso anno a Mia Fair: https://www.youtube.com/watch?v=3fGzENFAOH8 (2’19 © copyright Masha Sirago), i viraggi e l’arte di Tiffany “Animal academicum”,  fiorisce una videoregistrazione per raccontare la “Tensione superficiale”, ultimo lavoro sulla morfologia dell’acqua, con il quale Gianni  partecipa quest’anno a Mia Fair, presso lo spazio di Bag Gallery Pesaro:  lo racconta in https://www.youtube.com/watch?v=GoUYRnb8oac . (1’10″ © copyright Masha Sirago) .

Gianni Pezzani prosegue raccontandomi che “l’idea è scaturita durante un  viaggio nel gennaio 2002 quando ebbe modo di visitare  per caso il famoso castello Nero di Okayama detto castello del Corvo risalente al 1563 e dove, in un piccolo giardino, chiuso all’interno delle mura, usciva dal terreno un Bambù cavo a forma di tromba “che mi ha incuriosito, e un cartellino appeso mi invitava ad ascoltare ponendo l’orecchio come da piccole illustrazioni guida, simili a geroglifici. Con mio grande stupore ascoltai provenire dal tubo una musica prodotta dalla caduta di gocce d’acqua dentro ad una grande anfora di ceramica enorme sotterrata secondo tecniche giapponesi, dette Suikinkutsu. Oggi, finalmente, dopo anni di ricerche sono riuscito a produrre immagini sonore.  Le gocce d’acqua in caduta, tendono a seguire le stesse leggi della fisica e del legame idrogeno polare della loro chimica, ma i fattori di possibili varianti che poi interverranno sulla morfologia delle gocce in formazione sono quasi infinite, come se ogni goccia o serie di gocce in caduta fossero uniche e ben distinguibili da tutte le altre.  Ponendo il mio orecchio al bambù cavo del suinkinkutsu ascoltavo la musicalità dell’acqua cadere nella giara a me nascosta, con suoni sempre diversi e misteriosi, ma non riuscivo a comprenderne bene il motivo, mi immaginavo sferette d’acqua che sempre uguali cadessero con una frequenza casuale, singolarmente o in piccoli gruppi. Oggi riesco a capire meglio l’infinito concerto del suinkikutsu”.

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"Tensione superficiale" di Gianni Pezzani

I miei appunti fotografici negli spazi di The Mall proseguono con alcuni immagini del Calendario Lavazza 2017 “We Are What We Live”, composto da 12 coppie di fotografie affiancate. Metà uomo e metà ambiente, da una parte c’è il viso di un uomo o di una donna messi a nudo, ritratti nella loro essenza e naturalezza. Dall’altra c’è un luogo, un paesaggio, che rappresenta l’ambiente in cui abitano e la natura che lavorano. Negli scatti del fotografo francese Denis Rouvre è come se le due metà – uomo e ambiente – si sovrapponessero e si modellassero l’un l’altra: ogni ritratto è anche un paesaggio e ogni paesaggio finisce per essere un ritratto. L’area lounge della fiera accanto alla zona caffè artistico Lavazza è arredata con alcuni pezzi della collezione Kartell goes Sottsass,  sparsi qua e là, con pouff rivestiti con tessuti firmati Ettore Sottsass, sgabelli Pilasto e Colonna, i tavolini Top Top e le sedute Masters, entrambi design Philippe Starck.

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"Grumo di case e nebbia" di Simona Nobili

Tra i galleristi incontro Riccardo Costantini Contemporary (Torino) alla sua sesta partecipazione al Mia Photo Fair, a cominciare dalla seconda edizione. Mi racconta che “le opere di Piero Mollica qui esposte sono fotografie dove l’architettura è semplicemente messa per realizzare foto che riportano alla stazione”, mentre la collettiva di sei artisti che lavorano con lui da anni – prosegue – “sono principalmente opere di piccolo formato con temi che vanno dal nudo, al lavoro sociale e al paesaggio (Francesco Pergolesi, Mario Daniele, Edoardo Romagnoli, ecc.).

La Galleria Blanchaert  presenta la fotografia di Stefano Benazzo, Claudio Montecucco, Giorgio Majno e  Candido Baldacchino. L’artista e curatore Jean Blanchaert è passato, lo scorso gennaio, a visitare “Allo Spazio Filatelia Milano in mostra le opere in formato francobollo di Tiffany “Animal academicum” con cartolina postale e annullo filatelico”: clicca su http://www.mondoliberonline.it/allo-spazio-filatelia-milano-in-mostra-le-opere-in-formato-francobollo-di-tiffany-animal-academicum-con-cartolina-postale-e-annullo-filatelico/67042/ condividendo in questo modo il valore della comunicazione letteraria e letterale con la realizzazione di una opera calligrafica: Jean Blanchaert racconta e disegna un ritratto di Tiffany su busta da lettera, con francobollo Tiffany “Animal academicum” (9’22″ © copyright Masha Sirago), clicca su : https://www.youtube.com/watch?v=nmEeTEnkzWA

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Piero Mollica, Riccardo Costantini Contemporary (Torino)

E a proposito di immagini che “viaggiano” con la tecnologia, quale gioia ricevere, tramite whatsapp, dalla mia amica fotografa e attrice Simona Nobili l’immagine di un piccolo borgo della Sabina, “grumo di case e nebbia”. La fotografia è stata scattata con Nikon Fm2 e Simona mi scrive che ha eseguito personalmente la stampa da negativo. Cerchiara (Rieti), 13x18cm, Stampa alla gelatina ai Sali d’argento.

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Masha Sirago e Fabio Castelli, direttore Mia Photo Fair

Anche per il 2017 viene promosso il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, assegnato da una giuria qualificata ai fotografi che prendono parte alla fiera esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Le opere finaliste vengono pubblicate su @bnl_cultura, l’account Instagram di BNL dedicato all’arte e alla fotografia. L’opera vincitrice entra a far parte del patrimonio artistico della Banca che ad oggi conta oltre 5.000 opere.

L’Area talk ospita una mostra che rende omaggio al mondo dei collezionisti privati italiani di fotografie. L’esposizione presenta una serie di opere di autori quali Julian Opie, Cindy Sherman, Olivo Barbieri, Thomas Struth, Nan Goldin, Carlo Mollino, Shirin Neshat e altri, quali Fabio Mantegna che, tra l’altro, mi ha scattato una foto davanti alla sua opera “Lane Fire” (2013), con la mia macchina fotografica e mentre leggevo la dicitura da lui riposta “Ho scelto questa fotografia perché mi ricorda il romanzo “Sulla strada” di Kack Kerouac” (Collezione Gemma De Angelis Testa).

Mia Photo Fair vede anche la partecipazione di FluxLaboratory, uno spazio sperimentale multidisciplinare con sede a Ginevra, Zurigo e Atene, che incoraggia il lavoro creativo e performativo attraverso incontri con il mondo della danza, dell’arte, della filosofia, della musica e della tecnologia, e con ArtOnTime, un progetto curatoriale itinerante, promosso da Artraising, sostenuto dalla Maison svizzera di orologeria Eberhard & Co. Il progetto ha l’obiettivo di finanziare e lanciare artisti nell’arte performativa con il crowdfunding. Appuntamento al prossimo anno, a Mia Photo Fair 2018!

Riproduzione riservata: testo, video e foto Masha Sirago © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com

 


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