Al via un nuovo anno di Servizio Civile Nazionale. Sarà l’ultimo?

//   10 gennaio 2012   // 0 Commenti

serviziocivilelogo 300x168Una mattinata insieme a un centinaio di ragazzi e ragazze che hanno scelto di dedicare un anno della loro vita al Servizio Civile nazionale, un ideale passaggio del testimone tra volontari 2011 e 2012 sancito dalla consegna della Costituzione Italiana. È questa la sintesi dell’incontro “SERVIZIO CIVILE. TRA VOGLIA DI CRESCERE E DIMETTERSI IN GIOCO… UN ANNO IN CONFCOOPERATIVE” che si è tenuto ieri (9 gennaio), dalle ore 10 alle 13 a Palazzo Moroni a Padova. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Vincenzo De Bernardo, Responsabile Nazionale per il Servizio Civile di Confcooperative e Claudio Piron, Assessore alle Politiche Giovanili e Scolastiche del Comune di Padova.

«Sono quasi 250 i ragazzi che dal 2002 ad oggi hanno trascorso un anno della loro vita nell’ambito dei progetti di Servizio Civile Nazionale proposti dalle cooperative sociali del Consorzio Veneto Insieme, sede locale di Confcooperative Federsolidarietà» spiega Fabrizio Panozzo, Presidente Federsolidarietà Padova. «Di questi ben il 23% avvia un rapporto di tipo professionale con la cooperativa nella quale ha vissuto la sua esperienza da volontario e un altro 26% mantiene un legame, come volontario o collaboratore. È una dimostrazione concreta di quanto questo percorso sia professionalizzante e consenta di avere concrete opportunità di inserimento alla sua conclusione. Da non dimenticare che per i giovani coinvolti è un’esperienza di crescita come cittadino in termini di impegno civile, di cittadinanza, di partecipazione alla vita sociale e politica del Paese, elemento particolarmente rilevante soprattutto in questa fase socio-economica».

Il rischio concreto però è che questo sia l’ultimo anno di attivazione del servizio: la legge di stabilità, approvata in Parlamento lo scorso 12 novembre, ha decretato un taglio del 39% sui fondi – già esigui – destinati al servizio civile, e le risorse rimaste non sembrano sufficienti a garantire un nuovo bando per il 2012. «La possibilità che il servizio civile si interrompa – commenta Panozzo – assume connotazioni anche più gravi se si considerano le ricadute positive che questa esperienza ha, non solo in termini di crescita educativa, ma anche di efficienza economica pubblica: per ogni euro investito dallo Stato, ne vengono prodotti oltre tre in benefici, servizi e ricchezze per la collettività».

L’incontro del 9 gennaio ha visto la presenza sia dei 35 giovani che in tale data hanno terminato ufficialmente il loro anno di esperienza, sia dei 43 volontari di quest’anno, tutti tra i 18 e i 29 anni, saranno inseriti in cooperative sociali della provincia di Padova e verranno coinvolti in diversi ambiti di intervento: disabilità, salute mentale, etilismo, disagio minorile, emarginazione sociale, interventi di animazione e sostegno per bambini e ragazzi, educazione e promozione culturale.
Perdere questo prezioso patrimonio sarebbe davvero un peccato mortale.


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