Gnassi: “Caro Ministro Brambilla, Rimini è ancora la capitale del turismo romagnolo”

//   18 agosto 2011   // 0 Commenti

gnassi 300x167Per una volta ci sarebbe piaciuto che il Ministro del Turismo, Vittoria Brambilla, avesse detto ‘siamo anche Rimini e Riccione’ e non, come ha fatto ieri a Cesenatico, ‘ non siamo solo Rimini e Riccione‘”.
Dire che le dichiarazioni rilasciate a Cesenatico dal Ministro Brambilla in occasione dell’assegnazione del premio ‘Patrimonio d’Italia per la tradizione’, non siano andate giù al sindaco di Rimini Andrea Gnassi, è un eufemismo. Oggi, infatti, in un’intervista al Resto del Carlino, il numero uno della città malatestiana ha commentato duramente l’intervento del Ministro, volto, a suo avviso, a sminuire il ruolo chiave di Rimini nel turismo della riviera romagnola. “Un sistema turistico come quello romagnolo, per essere competitivo a livello internazionale, ha bisogno di una capitale – puntualizza – I piccoli centri (come Cesenatico, ndr) non riescono a far massa critica. Metà delle presenze in regione è garantita dall’offerta della riviera riminese, dato sufficiente per non ricevere complimenti in diminutio come quelli della Brambilla“. “Rimini è un’eccellenza, come dimostra il dopo Ferragosto - prosegue Gnassi - Il bello inizia ora: dopo il boom del 15, la capitale del turismo si appresta a vivere la sua seconda estate. Meeting, MotoGp, Sagra Malatestiana, Giornate del Pio Manzù, sono solo alcuni di questi eventi. Senza dimenticare la presentazione della stagione invernale del nuovo Palas e della Fiera. La vacanza a Rimini è davvero per tutti“. Insomma, per il sindaco riminese la Brambilla avrebbe dovuto pensare più ai problemi del turismo nazionale piuttosto che sminuire il ruolo di Rimini e Riccione. A partire dalla soppressione dei ponti festivi previsti dalla manovra bis: “Avrei gradito che, alle domande sull’eliminazione delle festività non concordatarie (i ponti, ndr), il Ministro avesse garantito il suo impegno per togliere di mezzo quella trovata strampalata – chiude – Un danno enorme per il turismo italiano“.


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