Sclerosi Multipla: parte in Sardegna uno studio sul metodo Zamboni

//   7 dicembre 2011   // 0 Commenti

di Alessandro Rasman

sassariCon determinazione n. 10425/1470 del 05.12.2011 il Centro Regionale di Programmazione della Regione Autonoma della Sardegna ha ritenuto ammissibile lo studio controllato e randomizzato in doppio cieco per la valutazione dell‘efficacia del trattamento endovascolare della CCSVI nei pazienti affetti da sclerosi multipla con disabilità compresa fra 2 e 6 nella scala EDSS di Kurtzke.

Il progetto scientifico è stato presentato dal prof. Giovanni Battista Meloni, docente dell’Università di Sassari e direttore dell’U.O.C. di Radiologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari e sarà uno dei primi studi randomizzati in doppio cieco che partiranno in Italia sul metodo Zamboni nella sclerosi multipla.

Si tratta di un’approvazione molto significativa che arriva subito dopo le polemiche innescate dal Presidente della Società Italiana di Neurologia che, durante un’intervista concessa al programma televisivo “Report” di Rai3, ha criticato questo tipo di studi e ha duramente attaccato il collega neurologo Dr. Fabrizio Salvi dell’Ospedale Bellaria di Bologna e principale collaboratore del prof. Paolo Zamboni, lo scienziato italiano dell’Università di Ferrara che nel 2008 ha scoperto l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), patologia di cui è stata ipotizzata una possibile correlazione con la sclerosi multipla.

Un plauso dunque ai ricercatori sardi che hanno presentato questo progetto in una Regione pesantemente colpita dalla sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante con esordio prevalente tra i 20 e i 40 anni, per la quale al momento non esiste ancora una cura.


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