Sclerosi Multipla: nuovi importanti studi sul Metodo Zamboni

//   19 dicembre 2011   // 0 Commenti

di Alessandro Rasman

ccsvi sclerosi multipla 300x227Sono stati recentemente pubblicati due studi basilari che migliorano le conoscenze emodinamiche della CCSVI, scoperta nel 2007 dal prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Malatte Vascolari dell’Università di Ferrara.

Il primo, pubblicato il 15 dicembre dalla prestigiosa rivista medica Journal of Applied Physiology ed intitolato “La pompa toracica influenza il ritorno venoso cerebrale?“, cambia la fisiologia del ritorno venoso cerebrale scritta nei libri di testo poichè in pratica spiega che:
- non è vero che la pompa toracica, ovvero la respirazione, aumenti la portata dalle vene intracraniche cerebrali verso il cuore. Aumenta la velocità e la portata solo delle vene giugulari ed azygos-vertebrali situate nel collo e nel torace;
- la respirazione è un meccanismo che abbassa la pressione atmosferica nel torace e quindi attira il sangue venoso verso il cuore, da tutte le parti all’infuori che dalle vene intracraniche. La ragione è dovuta alla presenza del cranio che è impenetrabile dalla pressione atmosferica;
- ne deriva che le uniche vene intracraniche che possono fare uscire sangue dal cranio quanto in eccesso grazie al meccanismo del respiro sono quelle dietro l’occhio perchè penetrabili dalla pressione atmosferica.

Nel secondo studio, pubblicato il 7 dicembre dalla prestigiosa rivista medica Phlebology ed intolato “Fusione di tecnologia di imaging delle vene intracraniche”, eseguito in collaborazione con il neuroradiologo prof. Stefano Bastianello dell’Università di Pavia fondendo in modo raffinato le immagini colorDoppler transcranico del prof. Zamboni con quelle di risonanza magnetica (MRI) del prof. Bastianello, si dimostra che attraverso il passaggio degli ultrasuoni nel condilo si raccolgono informazioni Doppler dal seno cavernoso e dai seni petrosi, smentendo così clamorosamente alcune critiche formulate da alcuni neurosonologi che accusavano Zamboni di essersi sbagliato nelle indagini sonografiche intracraniche a causa di un errato posizionamento della sonda ecografica.

Fonti:
http://jap.physiology.org/content/early/2011/12/08/japplphysiol.00712.2011.abstract
http://phleb.rsmjournals.com/content/early/2011/12/06/phleb.2011.011069.abstract


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