Sclerosi Multipla: nuovi dubbi sullo studio AISM del Metodo Zamboni

//   5 gennaio 2012   // 1 Commento

di Alessandro Rasman

ccsvi sclerosi multipla 300x227Ieri 3 gennaio 2012 l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ha emesso un comunicato dai toni trionfalistici intitolato “Studio CoSMo avanti tutta” con il malcelato intento di propagandare il proprio studio epidemiologico “Cosmo”, ancora in corso, sulla possibile correlazione tra la sclerosi multipla (SM) e l‘insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), scoperta nel 2007 dal prof. Paolo Zamboni (Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara).

Anche il sottotitolo del comunicato è tutto un programma: “È il più grande del mondo nel suo genere, una macchina molto complessa che darà dati certi sulla correlazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale e sclerosi multipla. Un bilancio a un anno dalla partenza” (NB: nessuno studio in medicina può fornire dati “certi”…).

Al riguardo andrebbero fatte due importanti considerazioni che evidenziano come lo studio AISM abbia importanti vizi che verosimilmente ne influenzeranno i risultati finali.

Il primo riguarda il fatto che già prima della partenza dello studio, nel settembre 2010, il prof. Zamboni, chirurgo vascolare di fama internazionale e scopritore della CCSVI, fu costretto alle dimissioni dal comitato scientifico AISM e poi dichiarò alla stampa quanto segue (fonte Ansa):
“Il protocollo stabilito dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) rischia di non riuscire a dimostrare nulla a causa di alcuni difetti di procedura”.
E ancora: ”Avevo chiesto di aspettare qualche mese per formare gli operatori che devono fare gli esami e mi è stato detto di no. Ho suggerito allora di ridurre il campione, in modo da farlo esaminare solo da tecnici già formati, ma anche questa richiesta è stata rifiutata. In queste condizioni la sperimentazione rischia di non dimostrare nulla, perchè un tecnico non formato non è in grado di trovare la malformazione dei vasi sanguigni che secondo noi è alla base della Sclerosi”.

Il medico ferrarese che fu poi sostituito da Erwin Stolz, della Clinica Neurologica dell’Università di Giessen in Germania infine dichiarò ”Si tratta di un esperto di ecodoppler del cranio mentre per dimostrare il mio metodo gli esami vanno fatti al collo e al torace. Lo scetticismo c’è in tutte le associazioni sulla sclerosi multipla del mondo, che hanno fondi soprattutto dalle case farmaceutiche”.

La seconda considerazione riguarda le irrituali dichiarazioni alla stampa rilasciate durante il congresso internazionale sulla sclerosi multipla ECTRIMS 2011 tenutosi ad Amsterdam nel mese di ottobre, dove il dr. Comi (neurologo del San Raffaele), uno dei due “principal investigators” dello studio, dichiarò alla stampa: “Già con l’analisi ad interim di Cosmo si è completamente sgonfiata l’ipotesi che la CCSVI sia una causa o una significativa concausa della sclerosi multipla”.

Tali dichiarazioni furono in parte confermate dalla stessa AISM che con un successivo comunicato nel suo sito scrisse: “A oggi, sulla base di dati preliminari, la presenza di CCSVI è stata osservata globalmente in meno del 10% dei soggetti esaminati”.

Tali dichiarazioni assumono carattere decisamente irrituale in qualsiasi studio scientifico a doppio cieco che possa definirsi tale se fatte prima che lo stesso sia concluso in quanto potrebbero influenzare gli operatori che ne fanno parte.

Alla luce di tutto questo e soprattutto dei continui studi di conferma sulla validità della teoria del prof. Zamboni che stanno invece arrivando da tutto il mondo (in Italia ad esempio dallo studio multicentrico coordinato dal prof. Bastianello dell’Università di Pavia pubblicato nell’ottobre scorso) emergono dunque seri interrogativi sulla bontà e sulla validità dello studio Cosmo dell’AISM che rischia di non poter dimostrare proprio nulla, con un notevole spreco di risorse provenienti anche dai malati e dalle loro famiglie.


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1 COMMENT

  1. By giorgio, 25 luglio 2017

    il 29-01-2011 mi sono fatto sturare (CCSVI) per un mese niente stanchezza mi sembrava di avere vinto la s.m. poi gradatamente sono peggiorato..peggio di prima. Se si riesce a vincere il problema della ristenosi (che non si vede con l’ecodopler come non si vedeva prima) mi farei rioperare anche oggi. Con tutte la cure che ho fatto e sto facendo è stata l’unico rimedio che mi ha fatto stare bene. Speriamo che in Italia smettano di bloccare le sperimentazioni!! GRAZIE DOTT ZAMBONI!!Giorgio Tavoni

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