Sclerosi Multipla: l’AISM non finanzierà lo studio Brave Dreams sul Metodo Zamboni

//   11 gennaio 2012   // 1 Commento

di Alessandro Rasman

zambonipaoloNella giornata di oggi 10.1.2012 l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ha emesso un breve comunicato intitolato “Brave Dreams: il parere del Comitato scientifico” dove è stato riportato il parere “negativo” da parte del proprio comitato scientifico in merito alla richiesta di finanziamento del progetto di ricerca “Studio Brave Dreams” promosso dalla Regione Emilia Romagna e coordinato dal prof. Paolo Zamboni (Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara) sulla correlazione tra la sclerosi multipla (patologia gravemente invalidante che colpisce 61.000 italiani, con esordio prevalente tra i 20 e i 40 anni) e l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), scoperta nel 2007 dallo stesso prof. Zamboni.

La decisione assunta dai vertici dell’AISM (che nel 2010 aveva addiritura raccolto nei banchetti fondi a favore degli studi sulla CCSVI…) rappresenta un’autentica doccia fredda per tutti coloro che credono ad una ricerca “pura”, non influenzata dalle case farmaceutiche, e sta provocando in queste ore la protesta dei malati e delle loro famiglie per una scelta che appare fortemente condizionata anche dal recente “diktat” sull’argomento da parte del Presidente della Società Italiana di Neurologia dr. G. Comi che, oltre ad essere anche un importante esponente della FISM-AISM, aveva attaccato sul piano personale durante una recente puntata della trasmissione “Report” di Rai Tre il collega neurologo dr. Fabrizio Salvi, principale collaboratore del prof. Zamboni negli studi sulla CCSVI nella sclerosi multipla.

Da un’analisi preliminare emerge inoltre anche un possibile conflitto d’interessi da parte di alcuni componenti del comitato scientifico della FISM-AISM che ha rigettato il finanziamento allo studio del prof. Zamboni

Si tratta purtroppo di una decisione potenzialmente oscurantista che non appare in linea a quanto avvenuto nella ricerca del 2011 dove sono stati pubblicati diversi studi diagnostici che hanno confermato una possibile correlazione tra la sclerosi multipla e la CCSVI (in Italia ad esempio quello coordinato dal prof. Bastianello dell’Università di Pavia) e che attendono il passo successivo di uno studio terapeutico effettuato su larga scala come proprio il Brave Dreams proposto dal prof. Zamboni.

Sarebbe ora auspicabile un ripensamento da parte dei vertici della FISM-AISM nell’esclusivo interesse dei malati e delle loro famiglie per una patologia dove purtroppo non si conoscono ancora né le cause né una terapia efficace per le forme maggiormente invalidanti come ad esempio quelle cronico-progressive.

Fonte:
http://www.aism.it/index.aspx?codpage=2012_01_ccsvi_brave_dreams


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1 COMMENT

  1. By luca, 25 aprile 1373

    Si sta smuovendo qualcosa ed ecco che subito vengono messi i bastoni fra le ruote!è una vergogna!Che speranza vogliono dare alla Sclerosi Multipla?L’interferone-beta che è una sola,che è cortisone più potente e basta,che praticamente non è una cura?siamo nel 2012 e la ricerca scientifica è rimasta al 1800.Continuiamo con l’interferone solo per interessi economici e politici ed intanto ci sono persone che vengono corrose e denigrate nel corpo e nell’animo da questa malattia insensata!!!!!BRAVVVVVVIIIIIII!

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