Sclerosi Multipla: gli effetti legati all’età potrebbero essere reversibili

//   1 febbraio 2012   // 0 Commenti

AmyWagersRicercatori sulle cellule staminali di Harvard (USA) e dell’Università di Cambridge (Regno Unito) hanno scoperto che la degenerazione legata all’età di malattie come la sclerosi multipla potrebbe essere reversibile.

I ricercatori, coordinati dalla prof.ssa Amy Wagers del Dipartimento sulle Cellule Staminali e Biologia Rigenerativa di Harvard e dell’Istituto delle Cellule Staminali di Harvard, hanno scoperto che la compromissione della capacità corporea di sostituzione delle guaine mieliniche protettive, che circondano le fibre nervose e permettono loro di inviare correttamente i segnali potrebbe essere reversibile, offrendo una nuova speranza che le strategie terapeutiche volte a ripristinare un’efficiente rigenerazione che possa essere efficace nel sistema nervoso centrale per tutta la vita.

In uno studio pubblicato sulla rivista medica “Cell Stem Cell” i ricercatori hanno concluso che i difetti nella rigenerazione delle guaine mieliniche che circondano i nervi, che si perdono in malattie come la sclerosi multipla, possono essere corretti almeno parzialmente dopo l’esposizione di una cavia animale vecchia al sistema circolatorio di una cavia giovane. La mielina è una sostanza grassa che protegge i nervi ed aiuta nella trasmissione veloce dei segnali tra le cellule nervose.

I ricercatori, utilizzando una tecnica chirurgica, hanno causato un danno mielinico sperimentale nel midollo spinale di cavie anziane (topi), creando piccole aree di perdita della mielina e hanno quindi esposto queste aree alle cellule trovate nel sangue delle cavie più giovani. Così facendo hanno scoperto che l’afflusso di alcune cellule immunitarie chiamate macrofagi, dalle cavie più giovani, ha aiutato le cellule staminali residenti a ripristinare un’efficace rimielinizzazione nel midollo spinale delle cavie più anziane. Questo effetto di ringiovanimento delle cellule più giovani nel sistema immunitario è stato aiutato in parte dalla maggiore efficienza delle cellule giovani ad eliminare i detriti della mielina causato dalle lesioni demielinizzanti. Studi precedenti avevano già dimostrato che questi detriti impediscono la rigenerazione della mielina.

La prof.ssa Wagers, che nello studio ha collaborato con il prof. Robin Franklin del Centro di Riparazione della Mielina dell’Università di Cambridge, ha spiegato che l’invecchiamento danneggia il potenziale rigenerativo del sistema nervoso centrale e che questo possa essere invertito suggerendo lo sviluppo di interventi terapeutici con cellule staminali o con farmaci che imitano i segnali di ringiovanimento trovati nello studio.

Tutto ciò potrebbe essere particolarmente utile nel trattamento di sclerosi multipla, che si estende tipicamente per molti decenni di vita ed è quindi probabile che sia influenzata dalle riduzioni legate all’età nella capacità di mielina di rigenerarsi. Nella SM il sistema immunitario attacca la guaina mielinica e impedisce alle fibre nervose nel cervello di inviare correttamente i segnali, che possono causare sintomi lievi come l’intorpidimento degli arti o quelli più gravi come perdere la capacità di camminare o parlare. Nelle persone più anziane la rimielinizzazione diminuisce significativamente, causando alla fine la perdita permanente delle fibre nervose.

“Per i malati di sclerosi multipla”, ha concluso il prof. Franklin, “questo significa che, in teoria, terapie rigenerative funzionano per tutta la durata della malattia. In particolare ciò significa che le terapie di rimielinizzazione non hanno bisogno di essere basate sul trapianto di cellule staminali, dal momento che le cellule staminali già presenti nel cervello e nel midollo spinale possono essere utilizzate per rigenerare la mielina, indipendentemente dall’età della persona. ”

Fonte:
http://www.focushms.com/features/age-related-effects-of-ms-may-prove-reversible/


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