Sclerosi Multipla e CCSVI: ad un anno dall’audizione di Zamboni, in Lombardia è tutto fermo

//   14 gennaio 2012   // 1 Commento

ccsvi sclerosi multipla 300x227Esattamente un anno fa il professor Paolo Zamboni, ‘padre’ del protocollo di correzione chirurgica dell’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (CCSVI) quale terapia per la cura sintomatologica dei malati di sclerosi multipla, venne audito in Commissione Sanità di Regione Lombardia circa la possibilità di avviare una sperimentazione anche sul nostro territorio. “Da allora – dice Gabriele Sola, consigliere regionale dell’IdV che aveva richiesto quell’audizione – in Regione non si è fatto nulla, nonostante le tante promesse”.

Nel corso dell’audizione, infatti, l’Assessorato alla Sanità si dichiarò disponibile a creare un network comprendente alcuni centri di eccellenza per l’applicazione di un protocollo (a partire da quello del Professor Zamboni) finalizzato all’ampliamento della sperimentazione nella nostra Regione. “Network di cui – spiega Sola – ad oggi non c’è traccia“.

Non solo. “Qualche mese più tardi – ricorda ancora Sola – l’assessore dichiarò, rispondendo ad una nostra interrogazione, quanto segue: ‘È chiaro che siamo pronti per partire (…) Vi posso già dire che siamo a buon punto e che il coordinatore è uno scienziato notissimo, che è il professor Comi che gode di una stima a livello internazionale rilevante(…) Si sta ultimando il protocollo di procedura, in accordo anche con il Consiglio superiore della Sanità’.”

Era il 21 giugno 2011. Ad oggi, stando a quanto denuncia l’Associazione CCSVI e SM Lombardia, secondo lo stesso Comi non esiste alcun comitato scientifico nominato dalla Regione che stia valutando la CCSVI. “È semplicemente scandaloso che dopo un anno Regione Lombardia continui a menare il can per l’aia. Oggi abbiamo presentato un’interrogazione (in allegato) all’assessore Bresciani, perché vogliamo comprendere quali sono le reali motivazioni di questo immobilismo. La sclerosi multipla è una malattia degenerativa: chi ne è affetto non può adeguarsi alle lungaggini della politica. Ci risulta che in altre Regioni d’Italia, per esempio in Emilia Romagna, la pubblica amministrazione abbia stanziato fondi a sostegno della sperimentazione. Perchè in Lombardia è tutto al palo? Come mai il professor Comi nega l’esistenza del Comitato scientifico che lui stesso dovrebbe guidare? Che cosa sta accadendo nelle segrete stanze dell’assessorato? In gioco c’è la speranza di una vita migliore per migliaia di persone, oltre 60 mila in tutta Italia. Possibile che la nostra Regione, che si fregia di essere all’avanguardia in àmbito sanitario, resti colpevolmente inattiva su una questione di questa importanza?”.

Fonte:
http://www.ccsvi-lombardia.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/comunicato-stampa-SOLA.pdf


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