Sclerosi Multipla: da Milano un’altra conferma per il metodo Zamboni

//   10 ottobre 2011   // 0 Commenti

di Alessandro Rasman

ccsvi sclerosi multipla 300x227E’ stato pubblicato sul numero di agosto della rivista medica “Acta Phlebologica” del Collegio Italiano di Flebologia un interessante studio coordinato dal Dr. Pietro Maria Bavera, chirurgo vascolare della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano, sulla possibile correlazione tra la sclerosi multipla e l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), scoperta nel 2009 dal prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Malatie Vascolari dell’Università di Ferrara.

Questo lavoro riassume, sotto forma di studio osservazionale, i risultati di ben 560 esami ecodoppler eseguiti su altrettanti pazienti malati di sclerosi multipla. Gli esami sono stati eseguiti dallo stesso medico operatore utilizzando due apparecchi diversi ma con caratteristiche tecniche simili. Tutti gli esami sono stati effettuati seguendo le caratteristiche richieste dal “Protocollo Zamboni”, chirurgo vascolare che per primo ha osservato e classificato le specifiche tecniche di questo tipo di esame. Di fatto lo studio prevede la ricerca e quantificazione di anormalità morfologiche e flussimetriche del sistema venoso dei vasi del collo, più precisamente del sistema giugulare e vertebrale e, di riflesso, frequentemente anche della vena azygos.

Secondo gli autori i risultati ottenuti, per numeri e tipologie di anomalie venose e valvolari, in una percentuale decisamente importante fanno ritenere che non vi siano delle semplici coincidenze bensì delle possibili correlazioni tra la sclerosi multipla e l’insufficienza venosa cerebrospinale cronica, ormai nota come CCSVI. Lo studio del Dr. Bavera ha lo scopo di dimostrare, con un numero di casi interessante, quanto questo esame abbia aperto nuove strade nella diagnostica strumentale pur essendo limitato ad operatori esperti.

Prendendo spunto da questo ottimo studio è certamente opportuna una maggiore collaborazione tra i neurologi e gli esperti vascolari onde poter continuare ad indagare su questo campo di ricerca così innovativo, che finalmente guarda anche alle cause di una patologia gravemente invalidante come la sclerosi multipla, che colpisce oltre 60.000 italiani, con esordio soprattutto tra i 20 e i 40 anni e dunque nel pieno delle loro attività.

Fonte:
http://www.minervamedica.it/it/riviste/acta-phlebologica/articolo.php?cod=R43Y2011N02A0109


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *