Sclerosi Multipla: da Cleveland (Ohio) uno studio post-mortem che conferma la teoria di Zamboni sulla CCSVI

//   11 giugno 2012   // 0 Commenti

neurologyAncora un’importante conferma sulla teoria proposta dal prof. Paolo Zamboni (Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara) su una possibile correlazione tra l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), da lui stesso scoperta nel 2007, e la sclerosi multipla (SM), malattia gravemente invalidante che colpisce circa 63.000 italiani e per la quale purtroppo non si conoscono ancora né le cause né una terapia definitiva ed efficace per tutti.

E’ stato pubblicato sul sito della prestigiosa rivista medica “Neurology” un interessante studio intitolato “Una valutazione patologica dell’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI)”.

Secondo alcuni ricercatori americani di Cleveland, coordinati dal Dr. Claudiu Diaconu, l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale è una nuova teoria della patogenesi della sclerosi multipla che coinvolge delle alterazioni nel deflusso venoso cerebrale. C’è stato poco studio patologico delle strutture venose relative alla CCSVI.

Gli autori hanno prelevato da 7 pazienti deceduti con SM e da 6 controlli senza SM, le vene giugulari interne (IJV), la vena succlavia, la vena brachiocefalica e la vena azygos (AZY). Le vene sono state lavate, iniettate con silicone, sezionate in blocco e fissate. Sono state caratterizzate e fotografate con uno stereomicroscopio tutte le valvole e le anomalie strutturali.

Sono state quindi identificate anomalie valvolari intraluminali e di altra natura con potenziali conseguenze emodinamiche in 5 dei 7 pazienti con sclerosi multipla (7 anomalie) ed in 1 dei 6 controlli (1 anomalia). Queste anomalie includevano strutture membranose circonferenziali (1 SM, 1 controllo), strutture membranose orientate longitudinalmente (3 SM), valvola con cerniera unica al posto delle valvole delle vene giugulari (2 SM) e lembi valvolari ampliati e malposizionati (1 SM). Sono state osservate significative stenosi in 2 SM e in 1 controllo. Inoltre, sono state osservate diverse variazioni anatomiche minori senza conseguenze emodinamiche attese, in modo simile sia nelle SM e nei controlli. Queste includevano valvole con tre lembi, la presenza di valvole nell’azygos, ulteriori valvole (duplicati) di aspetto normale nelle vene giugulari interne e piccoli lembi valvolari accessori. E’ ancora in corso la valutazione istologica e sarà riferita in raccordo con ulteriori casi.

Al termine dello studio, secondo gli autori, l’esame post mortem delle vene giugulari interne ed azygos nei pazienti con SM e nei controlli senza SM ha dimostrato una varietà di anomalie strutturali, così come delle variazioni anatomiche. Le stenosi della parete venosa si sono verificate con una frequenza simile nei due gruppi. Tuttavia, la frequenza di anomalie intraluminali, con possibili conseguenze emodinamiche risultava superiore nei pazienti con sclerosi multipla rispetto ai controlli, anche se la dimensione dell’attuale campione è limitata. Questi risultati suggeriscono che gli studi con risonanza magnetica per la valutazione delle stenosi nelle pareti venose posono essere meno attendibili rispetto a quelli con l’ecografia per individuare le anomalie venose nella CCSVI. Inoltre, gli studi ecografici sulla CCSVI dovrebbero includere la valutazione mirata delle anomalie intraluminali.

Fonte: http://www.neurology.org/cgi/content/meeting_abstract/78/1_MeetingAbstracts/P05.125?sid=b4d6a576-7f9d-4206-b802-18db04ff6132


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