Effetto domino

//   29 settembre 2011   // 1 Commento

rivolte grecia

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

Segnali inquietanti si stanno profilando all’orizzonte in occasione della manifestazione proclamata dalla Cgil a Roma il prossimo 15 ottobre. Il pubblico impiego ed il personale della scuola scenderà in piazza per contestare la manovra economica varata dal Governo per arginare la crisi finanziaria.

Fin qui niente di male.

Dare fondo alle proteste civili e democratiche di coloro che non condividono le misure restrittive che vanno a colpire direttamente le tasche degli italiani è giusto e persino doveroso, direi.

Il nostro problema riguarda un aspetto ancor più preoccupante, se vogliamo, che ha a che fare con l’ordine pubblico e con l’occulta regia diretta ad innescare disordini e scontri con le forze dell’ordine approfittando del clima di tensione e di insoddisfazione generalizzata.

Il momento è delicato. Il pericolo che possano verificarsi incidente gravi ed il  ripetersi di quanto è accaduto a Genova, dove c’è scappato il morto, non è solo un’ipotesi.

In altri interventi ho avuto modo di manifestare l’allarme mettendo in guardia organizzatori ed promotori di manifestazioni autorizzate, dal pericolo di comparti equivoci che nulla hanno a che fare con il diritto sacrosanto allo sciopero. Mi riferisco a gruppi ben coordinati tra loro che si infiltrano nei cortei con lo scopo di creare scompiglio e praticare guerriglia urbana.

Di questo passo il rischio di una guerra civile, uno scontro ideologico e fisico potrebbe affacciarsi pericolosamente. Peraltro, le condizioni ci sono tutte. A cominciare dalle tensioni politiche alimentate dai leader dei vari schieramenti contrapposti la cui conflittualità ha raggiunto limiti ai livelli di guardia.. Passando, poi, attraverso una crisi finanziaria difficile e complessa capace di minare il binomio stato-cittadino. E finendo negli scontri di piazza, contro coloro che rappresentano idealmente le Istituzioni. Un percorso netto e compiuto che porta allo sgretolamento della società civile nelle sue componenti migliori.

La tesi che vi sia un coordinamento estremista in grado di “sfruttare” il malcontento della gente inscenando disordini e distruzioni, è assodato. Le forze dell’ordine non sono viste come un baluardo della legalità, bensì l’oppositore ed il despota contrapposto da abbattere e combattere.

Non a caso il Ministro dell’Interno, su segnalazione del Sap, il Sindacato Autonomo di Polizia, nella persona del suo segretario generale Nicola Tanzi, il 10 settembre scorso ha ammesso la possibilità che i violenti scontri in Val di Susa, possano essere causati da appartenenti a centri sociali e non all’iniziativa di singoli e sprovveduti. Un fatto senza precedenti che ammette inequivocabilmente l’esistenza di forze organizzate estranee ed esterne al sistema democratico in grado di offendere e colpire lo stato di diritto.

Il questo particolare momento il nostro è un paese a rischio di rivoluzione. Il sistema appare debole, poco attendibile ed in crisi di identità. Il dilagarsi della protesta potrebbe trovare asilo nei soggetti meno abbienti e man mano trasbordare in altri settori dove la disperazione e la difficoltà della famiglie e di chi perde il  posto di lavoro è una triste realtà.

La Grecia nella sua disperata corsa contro il tempo diretta ad evitare il fallimento ed la messa in mora da parte dell’Europa, ha subito un colpo spaventoso al proprio interno. La popolazione non può fare altro che protestare il dissenso contro una classe dirigente inadeguata ed impreparata a salvaguardare i conti pubblici e per ciò stesso i propri cittadini.

L’humus entro il quale prospera e si alimenta la rivolta ha una caratteristica del tutto prevedibile e si chiama povertà ed indigenza che ingenera disperazione, rabbia e forte dissenso.

Quanto sta accadendo nel paese Ellenico, potrebbe avere un effetto domino su di noi. Scongiurare che ciò avvenga è una necessità di ordine pubblico, prima ancora che un bisogno economico-finanziario, non sottovalutiamolo.


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1 COMMENT

  1. By mauro pantano, 19 agosto 2017

    Di fonte ad una crisi economica senza precedenti e ad una rappresentanza politica non ingrado di gestire le emergenze in modo autorevole ed equo,abbiamo un popolo disorientato, privo di ideali e valori politici di riferimento, privo di un orizzonte di rappresentanza in grado di offrire una affidabilità risolutiva dei problemi in costante lievitazione.
    Una analoga situazione, alla fine degli anni settanta, inizio anni ottanta,con una gioventu piena di ideali rivoluzionari e con dei profondi credo di riferimento politico, avrebbe avuto effetti deflagranti.
    Certamente la situazione attuale non deve essere sottovalutata,ma le frange di rivolta violenta sono una componente marginale rispetto ad un oceano di sofferenza silenziosa ed inerme.

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