Schenetti e le sorelle Merini insieme per salvaguardare il Muro di Alda

//   17 gennaio 2012   // 0 Commenti

alda merini

Domenica 15 gennaio 2012, Graziella Schenetti artista presente all’ultima edizione della Biennale di Venezia, e Ref. Per il CONVAB (Comitato Nazionale per i Beni Storici Ambientali e Culturali) è stata ospite al TG24 negli studi milanesi SKY con due delle quattro figlie della illustre poetessa Alda Merini, Barbara Merini ed Emanuela Merini al fine di salvaguardare il patrimonio ereditario della poetessa, in particolare del famoso Muro di Alda Merini, parete nella quale lei stessa incideva numeri di telefono, disegni, tra i quali anche di Arnoldo Mondadori.
E’ attivo da pochi mesi una petizione raccolta firma online arrivata a oltre 6000 nomi, Salviamo Casa Merini.
E’ il mese di dicembre quando un’amica, conoscente della grande e sensibile Poetessa Alda Merini, segnala alla Schenetti l’appello delle figlie in merito alla famosa esistente nella casa sui Navigli, Via Ripa Ticinese, 47 (II° piano) nella quale sono contenute scritte, disegni e appunti della Poetessa.

Barbara Carniti Graziella Schenetti Emanuela Carniti Sede Sky MIlano 225x300Il Comune di Milano ha, inaugurato nel marzo 2011, in occasione del compleanno, una Casa Museo, in Via Magolfa, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 15-18, contenente parte del mobilio. Mancano tanti libri e materiali ad oggi, contenuti nei Magazzini del Castello Sforzesco, di cui le figlie hanno preciso elenco.  La nuova casa, non riproduce ovviamente l’atmosfera del nido nel quale la Poetessa ha vissuto, seppur con uno stile “ribelle”. Alda Merini è mancata il 1 novembre 2009. La parete, piccola, 3X2,5 mt, dovrebbe essere debitamente spostata, a seguito di taglio di intonaco o con altra tecnica adatta, al fine di poterla custodire e conservare a testimonianza..

Alla luce di alcuni documenti, viene fissata una data nella quale, i 15 gennaio a seguito di ristrutturazione da parte dei proprietari della casa, le pareti verranno distrutte.
Vari incontri con i famigliari, nei quali si intende fare la rimozione del muro, perfino l’intervento del Sindaco di Milano nelle settimane scorse, ad un’intervista radio, dice che è tutto risolto, tutto a posto. Purtroppo però, la situazione non è così. L’11 novembre le figlie vengono riconvocate e vien loro chiesto di raccogliere i fondi per operazioni che l’amministrazione non può sostenere, anche al gruppo della petizione, al quale loro assolutamente non intendono rivolgersi. La petizione è firmata da Adriano Celentano, Lucio Dalla, Dario Fo’, Franca Rame, Cristicchi e tanti altri nomi del mondo culturale italiano.

Schenetti dice “Ammirabile l’iniziativa alla triste scomparsa della Poetessa, delle Istituzioni a proporre i Funerali di Stato, sarebbe stato opportuno però un impegno diplomatico relativamente l creazione della Casa Museo nella effettiva residenza della poetessa, anche se non di Sua proprietà, anziché dover creare in altro luogo, ovvero in Via Magolfa una Casa Museo che purtroppo della Poetessa non rispecchia la quotidianità. Generoso il gesto della donazione da parte delle figlie al comune di Milano di libri, stampe e quadri che attualmente sono contenuti in scatoloni e conservati nei magazzini del Castello Sforzesco e dello stesso mobilio, dato invece in comodato d’uso per cinque anni, è per la maggior parte contenuto in altri magazzini, di quest’ultimo, solo alcuni pezzi sono stati portati in questa Casa Museo lontanto dalla identità della Merini

Ieri l’appello alle Istituzioni con le quali si chiede un tavolo di lavoro al fine di effettuare lo spostamento con la tecnica “stacco a massello” ovvero il distacco di una parte della muratura sul quale vi sono i disegni e scritte, ed il relativo collocamento nella Casa Museo, poiché ad oggi, da documentazione del comune di Milano di questa fase non si parla, nonsolo, pare non sia stata contemplata pechè non in grado di sostenerne i costi.
E’ imbarazzante, a mio avviso, che ad oggi, a distanza di anni, non sia stata gestita tale iniziativa in modo globale ed efficiente: vengano i libri dopo analisi e visione fatte coi parenti, messi nella Casa Museo, i mobili altrettanto e qualora non fosse possibile per spazio, prese altre iniziative. Il Muro di Alda Merini, deve si essere spostato ma essere riposizionato.
“Poiché è doveroso, da parte delle istituzioni prendersi carico del Poeta, dal latino colui che produce, colui che crea,” le Istituzioni hanno la responsabilità morale e sociale di questi patrimoni umani che l’Italia possiede. E’ imbarazzante che Milano, sede dell’Expo 2015 non sia in grado di sostenere spese per quanto sopra descritto, ma solo a frammenti,. La poesia e l’intelletto italiano dovrebbe essere contenuto nell’Expo, rappresentativi di coloro che producono e creano, ovvero emozione e sensibilità, noncpè intelletto,e se, come senza dubbio si pensa, non possa essere in grado di “pagare” i costi alti degli spazi, allora oggi dico al Sindaco, si ispiri alla Merini, incida la Poesia sulle pareti, sulle enormi vetrate dell’Expo”.


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