Sanità pubblica jonica, l’intervento di Alberto Dimitri

//   23 gennaio 2012   // 0 Commenti

dimitriLe vicende che hanno condotto ad una sospensione dell’investimento regionale nella sanità pubblica jonica non possono certo nascondere la necessità di ridare impulso ad un progetto che, per le esigenze riscontrate e per l’utilità attesa dalla comunità, rappresenta ancora oggi un’opportunità fondamentale per rafforzare l’offerta sanitaria nella provincia di Taranto.
In un’area in cui è palese il bisogno di ammodernare le infrastrutture a disposizione dei cittadini – come noto, infatti, l’edilizia sanitaria jonica presenta gli indici di investimento più bassi di tutta la Puglia – la comunità può e deve legittimamente avanzare la pretesa che i fondi messi a disposizione per la realizzazione del nuovo ospedale non vengano distolti dal territorio ma, al contrario, che venga confermato l’impegno assunto dall’Amministrazione regionale per sostenere la sanità jonica.
Se attraverso il “Piano di Rientro”, infatti, la provincia jonica aveva già fatto la propria parte per il risanamento del bilancio regionale – accettando una riorganizzazione dell’offerta con la chiusura di interi reparti ed ospedali – oggi occorre porre le basi per assicurare nel futuro livelli di assistenza adeguati che la tutta comunità si attende.
E non si può certo prescindere, in questa fase, dal contributo offerto dalle eccellenze della sanità accreditata che, pur dovendo operare con forti tagli ai propri budget, intendono confermare i propri investimenti ed i propri impegni per elevare la qualità delle prestazioni sanitarie offerte e per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali.
Il momento storico particolarmente delicato che viviamo, in cui le risorse a disposizione continuano progressivamente a diminuire, impone di guardare alla collaborazione con i soggetti privati con maggiore disponibilità rispetto al passato.
Occorre pertanto riempire di contenuti una generalizzata disponibilità all’integrazione dell’offerta pubblica con quella accreditata, studiando e mettendo punto meccanismi di compartecipazione alla definizione dei fabbisogni ed assicurando alle strutture accreditate gli strumenti e le condizioni per liberare il proprio potenziale e per sostenere, valorizzandola, l’offerta sanitaria delle strutture pubbliche.
Solo giungendo, infatti, ad un sistema realmente integrato, partecipato e trasparente, le esigenze espresse oggi dalla comunità potranno trovare adeguate risposte provando, in tal modo, a bloccare “viaggi della speranza” che, oltre a rappresentare un mero costo non più sostenibile dalla sanità pugliese, sono anche sinonimo di un malessere diffuso che una comunità moderna e responsabile non può più tollerare.

Avv. Alberto Dimitri
Presidente
Sezione “Sanità Privata”
Confindustria Taranto


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