Sanità, Bisciglia (Aidr): con digitale si apre nuovo fronte

//   26 giugno 2019   // 0 Commenti

Salute/Bisciglia (Aidr): sanità digitale? Garanzia qualità e risparmio Roma, 21 mag. (askanews) - Interlocutore tra cittadino e istituzioni, per offrire soluzioni e valide alternative. Alternative che, grazie all'utilizzo della telemedicina, possono garantire una migliore assistenza e, a fronte di una cura adeguata e personalizzata, incentivare anche la riduzione dei costi sanitari. È l'impegnativa mission che si pone l'Osservatorio sanità digitale di Aidr (Associazione italian digital revolution), che il prossimo 13 giugno chiamerà a raccolta, per un convegno a Montecitorio, i principali esperti del settore. Qualità e risparmi. "Oggi la spesa sanitaria si aggira intorno ai 150-160 miliardi, di cui 110-120 garantiti dallo Stato, il resto dai singoli cittadini. Le nuove tecnologie, a fronte di una migliore qualità e assistenza, offrono un oggettivo risparmio. Grazie alla completa informatizzazione della sanità - spiega il responsabile dell'Osservatorio, Andrea Bisciglia - si potrebbe risparmiare fino al 5% della spesa sanitaria. Inoltre, il digitale, promuovendo la consultazione e la cura a distanza, produrrebbe risparmi fino al 20% nel caso di malati cronici". I numeri. "Secondo la Ragioneria generale dello Stato - riassume Bisciglia - tra il 2012 e il 2017 il Servizio sanitario nazionale ha perso 26.561 lavoratori (-3,9%), che fanno arrivare il totale dei dipendenti a quota 648.058 (un quinto dei lavoratori della PA). Le perdite maggiori in valori assoluti sono quelle del personale infermieristico: -7.055 unità. Le altre categorie, sempre nel comparto sanità, che perdono il maggior numero di unità di personale in valori assoluti sono, nell'ordine, quelle dei profili del ruolo amministrativo (-6.102 unità), i profili del ruolo tecnico (-4.727 unità), quindi i medici, che nel 2017 sono 3.448 in meno del 2012 (-3.16%)". "Tutto questo - conclude il presidente dell'Osservatorio Aidr - può tradursi in una oggettiva incapacità del SSN di assistere e curare al meglio i cittadini. Grazie ai vantaggi della sanità digitale, invertire la rotta si può. E si deve".

La “centralità” del rapporto medico-paziente “non viene mai messa in discussione”. E l’apporto delle nuove tecnologie va sempre inquadrato come “un mezzo, non certo un fine”. Detto questo, è fuor di dubbio che “oggi, con la sanità digitale, si è aperto un nuovo fronte. E intorno a ruolo del medico ruotano anche altre figure professionali, dagli operatori informatici fino ai dirigenti delle aziende sanitarie, che devono rispondere della finalità dei dati dei pazienti, oltre che alla sicurezza degli stessi”. A tracciare la rotta da seguire, nel corso del convegno “La responsabilità medica e la tutela della privacy nell’era della medicina digitale”, tenutosi ieri presso la Corte d’Appello civile di Roma, è stato il cardiologo Andrea Bisciglia, responsabile dell’Osservatorio sulla sanità digitale di Aidr (Associazione italian digital revolution).

 

“Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) – ha subito inquadrato Bisciglia – è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. È un insieme di dati e documenti. Tra questi, alcuni sono – per legge – obbligatori e fanno parte del cosiddetto ‘nucleo minimo’, altri sono, invece, documenti di tipo integrativo e servono ad arricchire il Fse, ma rimangono comunque facoltativi: prescrizioni, prenotazioni, cartelle cliniche…”.

 

“A oggi, tutte le Regioni hanno dato il consenso al Fascicolo sanitario elettronico e oltre 11 milioni e mezzo di italiani hanno dato il consenso all’apertura del proprio Fse, arrivando a oltre 239 milioni di referti digitalizzati. Il trattamento dei dati sanitari – ha evidenziato inoltre Bisciglia – è effettuato al fine di migliorare i processi di: a) prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; b) studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico; c) programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure e valutazione dell’assistenza sanitaria. Va ricordato che in qualsiasi momento è possibile oscurare i dati o cancellarli”.

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