FederlegnoArredo: Fiscalità, internazionalizzazione e rilancio dell’’ edilizia

//   14 dicembre 2011   // 0 Commenti

roberto_snaidero

Bene il controllo delle finanze pubbliche, bene riconquistare credibilità in Europa, bene difendere l’Euro, ma bisogna spegnere l’incendio, senza distruggere la nostra possibilità futura di crescere; occorre non farsi accecare dalla necessità di dare risposte urgenti e saper guardare a un orizzonte temporale di medio periodo”.

 

Le parole di Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo, la Federazione che rappresenta l’intera filiera del legno-arredamento italiano, suonano come una riflessione sui risultati economici di uno dei più importanti settori del manifatturiero italiano, ma anche come un monito al nuovo Governo.

 

I dati, elaborati e diffusi dal Centro Studi Cosmit/FederlegnoArredo, di preconsuntivo per l’anno 2011, raccontano infatti di un settore che conquista i mercati esteri, ma continua a soffrire sul mercato domestico, frenato da un circolo vizioso di bassa crescita, bassa fiducia e bassa capacità di spesa.

Macrosistema LEGNOARREDO

(Valori in milioni di Euro a prezzi correnti)

A+L

2010

var. % 2010/2009

2011*

var. %
2011*/2010

Fatturato alla produzione (a)

    33.496

1,9%

    32.388

-3,3%

Esportazioni (b)

    11.628

6,4%

    12.219

5,1%

Importazioni (c)

      5.059

19,2%

      5.217

3,1%

Saldo (b – c)

      6.568

-1,7%

      7.002

6,6%

Consumo interno apparente

    26.712

3,0%

    25.386

-5,0%

Export/fatturato (% b/a)

34,7%

4,4%

37,7%

8,7%

(*)Pre-consuntivi elaborati a dicembre 2011 – Fonte: Centro Studi COSMIT/FEDERLEGNOARREDO

 

Il fatturato 2011 è infatti sceso a 32,4 miliardi di euro che rappresenta un calo del 3,3% rispetto al 2010, anno in cui il settore era stato già capace di recuperare una parte delle perdite del biennio 2008-09. Il risultato dell’anno in corso, se confermato a consuntivo, riporterebbe i livelli al di sotto di quelli del 2009, ovvero il punto più basso dall’inizio della crisi economica. C’è però un’importante differenza rispetto ad allora quando la crisi era generalizzata per tutti i mercati: il risultato negativo è soprattutto generato da un mercato interno che svolge il ruolo di ancora per il settore che invece segna variazioni positive sui mercati esteri. Così, il calo del 5% del consumo interno apparente dell’intera filiera vanifica la crescita delle esportazioni del 5,1%, aumento che porta il valore complessivo delle vendite estere a 12,2 miliardi di euro e del saldo commerciale a oltre 7 miliardi di euro. Risultati eccezionali se confrontati con una situazione di commercio internazionale ancora molto fiacca.

“La fiscalità del nostro paese è diventata un macigno che non permette alle imprese e al mercato di ripartire – dichiara Roberto Snaidero, presidente FederlegnoArredo. Bene quindi è mettere sotto controllo le finanze pubbliche, ma non possiamo dimenticare che per ridurre l’evasione e riportare le aliquote su livelli accettabili occorrono tre elementi: misure di controllo, deducibilità delle spese, azioni di modifica culturale credibili e costanti. Adottare le prime soltanto, avrebbe l’effetto di trasformare il nostro in uno Stato di polizia”.

 

“Le imprese che evadono e non pagano il dovuto usano strumenti di concorrenza sleale e quindi noi, come Confindustria, appoggiamo il principio dei controlli – prosegue Snaidero. Tuttavia non possiamo immaginare un Paese che rinuncia al segreto bancario e che intensifica i controlli, senza una semplificazione significativa degli adempimenti fiscali. Se le nostre imprese spendono più tempo a inseguire regolamenti fiscali e a gestire rapporti con chi è deputato a effettuare i controlli, smettono di essere imprese manifatturiere e vedremo premiate solo quelle capaci di usare una finanza spregiudicata. E’ giunto il momento di attuare una riforma fiscale complessiva perché, senza di essa, le imprese percepirebbero il giusto principio del “pagare tutti” come un ulteriore fardello sulle spalle di chi ha la presunzione della colpevolezza e non quella dell’innocenza. Molto positivo lo sforzo fatto dal Governo con l’introduzione del bonus ai fini Irap per chi assume giovani sotto i 35 anni e le donne. Si tratta di un incentivo importante allo sviluppo e alla crescita”.

 

Controlli sì quindi, ma nell’ambito di un ridisegno complessivo che non sia rimandato a tempi indefiniti come è stato negli ultimi venti anni e soprattutto accompagnati da deducibilità e credibilità. Sul primo aspetto, il Governo ha già dato una risposta significativa confermando le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, una misura indispensabile sia per promuovere una maggiore attenzione all’ambiente, sia per garantire posti di lavoro, dare slancio alla ripresa dei consumi nel mercato interno e agevolare l’emersione del lavoro nero.

 

“Questa detrazione è un esempio concreto e positivo in questi ultimi anni di come si possa agire per fare diventare un interesse collettivo, l’ambiente, un sistema per avviare collaborazione tra imprese e privati nel limitare l’evasione fiscale. Occorrono però – sottolinea ancora Snaidero azioni culturali e di credibilità: come si può chiedere alle imprese di pagare il dovuto quando l’Amministrazione Pubblica deve alle piccole e medie imprese 80 miliardi di euro e i ritardati pagamenti sono la normalità nelle relazioni tra pubblico e privato? Essere credibili significa esigere chiarezza, ma soprattutto offrire chiarezza”.

 

“Il dato dei consumi interni completamente fermi ormai da oltre 24 mesi impone reazioni oltre che riflessioni – prosegue il presidente di FederlegnoArredo. Dalle detrazioni del 55% deve partire un vero piano di rilancio di tutta l’edilizia da cui dipende la ripresa di tutto il sistema arredo. Non meno importante è il tema dell’accesso al credito per i giovani: per questo FederlegnoArredo propone un fondo di garanzia per i giovani per favorire la completa mutuabilità delle nuove case e per l’acquisto dell’arredo di primo impianto”.

 

 Macrosistema ARREDAMENTO

(Valori in milioni di Euro a prezzi correnti)

A

2010

var. % 2010/2009

2011*

var. %
2011*/2010

Fatturato alla produzione (a)

    21.301

1,8%

    20.259

-4,9%

Esportazioni (b)

    10.004

5,4%

    10.499

5,0%

Importazioni (c)

      3.110

18,0%

      3.238

4,1%

Saldo (b – c)

      6.894

0,5%

      7.261

5,3%

Consumo interno apparente

    14.408

2,4%

    12.998

-9,8%

Export/fatturato (% b/a)

47,0%

3,5%

51,8%

10,4%

(*)Pre-consuntivi elaborati a dicembre 2011 – Fonte: Centro Studi COSMIT/FEDERLEGNOARREDO

 

L’andamento negativo del mercato interno ha penalizzato in modo particolare il valle della filiera, il Macrosistema Arredamento. Il risultato economico complessivo è leggermente migliore di quello dell’intera filiera visto che i 20,3 miliardi di euro di fatturato rappresentano un calo del 4,9% rispetto al 2010. Tuttavia il consumo interno ha fatto segnare una riduzione quasi a due cifre (-9,8%) vanificando il recupero di oltre 1 miliardo di euro di esportazioni rispetto ai livelli post-crisi del 2009. L’export si è così consolidato su 10,5 miliardi di euro con una crescita del 5% rispetto al 2010 dopo i già ottimi risultati del 2009. Gli oltre 500 milioni di euro di esportazioni in più si sono quasi interamente tradotti in maggior saldo commerciale cresciuto anch’esso di 367 milioni (+5,3%).

 

Le nostre imprese hanno letteralmente fatto un miracolo rispetto alla situazione dei mercati e rispetto ai pochi supporti governativi che hanno a disposizione rispetto ad altri concorrenti mondiali. Il 2010 è stato l’anno simbolico della cancellazione dell’ICE, un’istituzione che aveva molti difetti, ma che rappresentava il nostro unico strumento promozionale – afferma il presidente di FederlegnoArredo. Al di fuori di esso, c’è soltanto l’anarchia di mille piccoli soggetti che finiscono per disperdere risorse e per sovrapporre le loro azioni con il rischio di dare un’immagine pessima del nostro sistema industriale. Bene ha fatto dunque il Governo Monti a ripristinare l’ICE, ma anche su questo punto occorre superare la pura logica di emergenza e dare un segnale forte di dove questo Paese intende investire e su quali priorità settoriali vuole puntare. Incentivare la promozione internazionale è fondamentale per dare impulso alle esportazioni e far crescere in questo modo la nostra economia”.

 

Non meno importante per l’arredamento italiano è rilanciare la domanda interna attraverso una strategia che aiuti il sistema dell’offerta e rafforzi la domanda.

 

“Oggi le nostre imprese soffrono di una stretta creditizia senza precedenti: le cattive acque in cui si trovano le banche mettono in crisi le imprese che dipendono dal sistema creditizio. Ma spesso queste difficoltà sono legate al sistema di regole imposto che è sovente arbitrario e poco trasferibile da uno Stato all’altro – afferma Snaidero. Le regole di Basilea 3 oggi costituiscono un vincolo troppo stringente per le imprese italiane ed è fondamentale una loro immediata sospensione per rispondere a una situazione straordinaria di stretta creditizia. Positivo intanto lo sforzo del Governo esplicitato nella manovra con ACE (Aiuto alla crescita economica) per favorire la ricapitalizzazione delle imprese. Dall’altro, manovre che possano sostenere la domanda diventano quanto mai essenziali: per esempio permettere un ammortamento accelerato con aliquota al 20% degli acquisti degli arredi per uffici risponde alla necessità di favorire la crescita ma è anche la diretta conseguenza dell’obsolescenza, sempre più accelerata, degli investimenti produttivi quali sono la progettazione e l’arredamento di uno spazio di lavoro”.

 Macrosistema LEGNO-EDILIZIAARREDO

(Valori in milioni di Euro a prezzi correnti)

L

2010

var. % 2010/2009

2011*

var. %
2011*/2010

Fatturato alla produzione (a)

    12.195

2,3%

    12.130

-0,5%

Esportazioni (b)

      1.624

13,5%

      1.720

5,9%

Importazioni (c) **

      1.949

21,2%

      1.978

1,5%

Saldo (b – c)

-  326

- 82,7%

-  259

20,5%

Consumo interno apparente

    12.304

3,7%

    12.389

0,7%

Export/fatturato (% b/a)

13,3%

11,0%

14,2%

6,5%

(*)Pre-consuntivi elaborati a dicembre 2011 – (**) Escluso commercio di tronchi e segati

Fonte: Centro Studi COSMIT/FEDERLEGNOARREDO

Per quanto riguarda il monte della filiera, il Macrosistema Legno-Ediliziaarredo, che include i semilavorati in legno e i prodotti in legno per l’edilizia, si ripresenta lo stesso scenario seppure con intonazioni diverse. Bene i mercati esteri che crescono del 5,9% e stanno rapidamente recuperando i livelli pre-crisi, benché rappresentano solo il 14,2% del fatturato complessivo. In difficoltà il mercato interno che pure fa registrare una piccola crescita dello 0,7% in parte come effetto del buon andamento dell’industria delle case in legno che stanno trovando un mercato interessante pur in un momento di grande difficoltà del settore edile in tutta Europa.

 

“E sarà certo un ulteriore volano – conclude Snaidero allo sviluppo dell’edilizia in legno la recente modifica del comma 2 dell’articolo 52 della legge n. 380 del 6 giugno 2001, per la quale non esiste più la necessità di chiedere il nullaosta al Consiglio Superiore dei lavori Pubblici per le nuove costruzioni in legno superiori ai 4 piani. Si tratta di un importante esempio, frutto di un grande lavoro condotto dalla Federazione, che mostra come liberalizzazioni a costo-zero possono rappresentare un volano di crescita e sviluppo”.

 

Tuttavia sono soprattutto le importazioni a giocare la parte del leone rendendo negativo il saldo commerciale a causa della storica dipendenza del nostro Paese dai rifornimenti di materia prima e prime lavorazioni del legno.

 

 “Il nostro Paese sta continuando a perdere occasioni per rilanciare la propria economia sfruttando le proprie potenzialità e colmando le proprie lacune. Oggi più che mai occorre puntare con decisione su piani strategici pluriennali verso quei settori che più di altri sono sostenibili dal punto di vista economico e ambientale – sottolinea infine Roberto Snaidero. Ha senso assistere passivamente al ridimensionamento o alla sparizione di alcuni comparti della filiera, quando nelle foreste, nell’industria e nel commercio del legno in Italia vi è un grande potenziale inesplorato, posti di lavoro, industria non delocalizzabile grazie all’inscindibile legame di queste attività con il territorio? Occorre subito una rinnovata cultura della gestione forestale e dell’arboricoltura da legno perché, nonostante negli ultimi decenni vi sia stato un considerevole aumento della superficie boschiva, a seguito della conversione di terreni agricoli e improduttivi in foresta, l’Italia è uno dei maggiori importatori di legname, sia a causa dell’aumento dei consumi di questa materia prima ma anche e soprattutto per la mancanza di un processo di ottimizzazione dell’uso del patrimonio boschivo nazionale. FederlegnoArredo ha proposto un progetto della filiera del legno che ha l’ambizione di rivitalizzare i nostri boschi e di gestire un settore che ha un impatto diretto dal punto di vista economico, ambientale e di gestione del territorio. Aumentare l’attuale estensione delle aree agricole destinate a pioppeto per ottenere materia prima per il settore industriale e per la produzione di biomassa a uso energetico, è ulteriore elemento di crescita del settore soprattutto se si pensa di ridurre da 24 a 12 mesi il fermo biologico attualmente previsto a livello normativo per i pioppeti ”.

 

“Ormai il ritardo con cui affrontiamo questi temi è decennale. Non possiamo più aspettare di ritornare alla normalità per cominciare a fare politica. Fiscalità, internazionalizzazione e sviluppo dell’edilizia possono e devono diventare il segnale di una politica industriale nuova e il primo elemento di discontinuità con il passato”.


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