“Stop agli scarichi fognari per evitare un’escherichia coli bis”

//   13 gennaio 2012   // 0 Commenti

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La scorsa estate, nel pieno della stagione balneare (14 luglio 2011) la riviera romagnola fu presa da un attacco d’isteria collettiva. Il solo pronunciare la parola escherichia coli faceva tremare i polsi ai colletti bianchi del nostro turismo e ai gestori delle strutture ricettive. Non certo per la salute del povero Mar Adriatico, ma per le ripercussioni a livello d’immagine del nostro turismo.
Ad ogni modo, a prescindere da quali siano gli interessi di parte, sarebbe folle ignorare o dimenticare quanto accaduto quel 14 luglio 2011, giorno in cui in un tratto della costa la balneazione venne vietata. L’inquinamento marino è diventato un serio problema anche per il nostro mare, e va fatto tutto il possibile per salvaguardarlo. In un’interessante intervista rilasciata a RomagnaNoi.it che riportiamo integralmente, la dottoressa Patrizia Serratore, docente dell’università di Bologna con sede a Cesenatico e ricercatrice in ambito ittico alimentare, fa luce su quel 14 luglio, sull’escherichia coli e il futuro dell’Adriatico.

Dottoressa, la scorsa estate, in alcune spiagge romagnole, è scattato il divieto di balneazione a causa dei troppi scarichi fognari riversati in mare. È più alto il danno ambientale o quello d’immagine?
Certamente la chiusura della balneazione crea un danno d’immagine enorme, pensate a ciò che è accaduto, in passato, con la mucillagine. Gli scarichi a mare sono una realtà con la quale si deve fare i conti anche perché producono effetti sottocosta significativi. Dagli scarichi fognari poi arrivano quei batteri che normalmente vivono nell’intestino. Fra questi c’è anche l’escherichia coli diventato celebre alcuni mesi fa quando fu trovato negli alimenti in Germania. Nel nostro caso, però, il batterio non è patogeno, ma solo l’indicatore di una possibile presenza di altri agenti più pericolosi. Per farla breve, in base alla normativa europea, noi nelle acque controlliamo solo i batteri fecali il cui sforamento oltre i limiti consentiti dalla legge determina la chiusura della balneazione“.

Ma quali sono, parlando dell’escherichia coli, i pericoli per la salute umana?
Un rischio diretto non c’è. Questi batteri infatti vengono chiamati “indicatori” perché la loro presenza indica appunto la presenza potenziale di organismi patogeni, come la salmonella, che nelle acqua non vengono cercati“.

Quali invece i rischi per la flora e la fauna marina?
Il mollusco questi batteri se li mangia. Chiaramente se aumenta la concentrazione di escherichia coli nel mollusco, allora questi possono diventare non idonei al consumo. Per questo scatta il divieto di vendita“.

Interessi politico economici e tutela ambientale del mare sembrano percorrere strade contrapposte, non è un paradosso?
A titolo generale lo è sicuramente. Noi, come regione, abbiamo qualche lacuna sul trattamento dei reflui, senza contare che dobbiamo sorbirci l’arrivo da altre regioni di enormi masse d’acqua di fiumi, come il Po o il Lambro, che contengono certamente cibo per il mare, ma anche contaminanti che potrebbero avere rilevanza per la salute umana o degli animali“.

Inquinamento, pesca intensiva, urbanizzazione costiera selvaggia: è solo la decrescita l’unica strada per salvare il pianeta e quindi anche il mare?
Io credo sia una strada da prendere in considerazione. Questo non significa far implodere la linea costiera dove ci sono gli alberghi. Sulla cementificazione io mi limiterei a recuperare l’esistente, costruendo un po’ meno perché anche questo ha a che fare con la subsidenza. E’ ovvio che non si può tornare alle dune di sabbia, ma è certo che noi possiamo fare molto“.


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