Tiffany: una metafora

//   2 agosto 2011   // 0 Commenti

dog schoolPolitica oggi è “una parola grossa”. Occorrono dunque cani da guardia, che mordano ai polpacci i postini disonesti di messaggi lunari, riportandoli a un corretto indirizzo. Ma, ahimé, gli intellettuali latitano, né si vedono in giro molti profeti attendibili. In tale penoso contesto le sentinelle di Seir disponibili non sono molte: le strisce di Mafalda, la satira di Forattini e poco altro.

Tiffany è il nuovo. Nuova l’amabilità dei morsi, che non lacerano. Nuovo il mezzo mediatico: la fotografia didascalica e non il disegno. Nuova l’ironia acuta della fotografa, che non di rado coglie il re in mutande, e lo mostra. Talvolta sono fotografie che meriterebbero la primapagina di quotidiani importanti. Rese in cartolina, molte sarebbero successi di vendita sicuri. Raccolte in un libretto, sarebbero motivo di riflessione più matura, e insieme occasione di un sorriso distensivo dopo gli incerti della giornata. L’ironia garbata è una medicina salutare. Che possa guarire le patologie in essere, da sola forse no. Però iniettare potenti dosi di buon gusto in un tessuto sociale che s’approssima alla cancrena, di certo non danneggia.
Tiffany è dunque una ciambella di salvataggio prima di un naufragio ormai probabile. Un’occasione di rinsavire, di svegliarsi dalle sbornie propagandistiche e culturali che devastano la mentalità diffusa. Ma Tiffany non abbaia: bisogna guardarla, darle attenzione. E questo è il difficile: riportare un’attenzione patologica al corretto senso della realtà e delle proporzioni. Troppo difficile oggi, sommersi come siamo da urli continui, tesi a catturare l’attenzione fuggente e impedirle stabilità e strategia. Essere e tempo lo leggono in pochi, come logico. E, tra quei pochi, ancor meno rinsaviscono. Se Tiffany riuscirà nell’impresa, vorrà dire che in questo tempo assurdo, dove gli uomini hanno smesso di fare i miracoli, i cani stanno cominciando.

Per i festeggiamenti del 150° dell’Unità d’Italia ecco Tiffany – spirituale nell’arte – presentare la Bandiera d’Italia, rosso biano e verde.
“La bandiera italiana”
Ricordiamo che il 7 gennaio 2003, Giornata della bandiera, che proprio a Reggio Emilia, Luigi Salvatorelli, lo stesso giorno del ’47 davanti al capo dello Stato Enrico De Nicola, pronunciò queste parole: “Il nostro popolo è un popolo giovane, che ha dinnanzi l’avvenire. Il tricolore non è abbassato. Simboleggia la persistente ragion d’essere dell’Italia una in un mondo rinnovellato, ci addita la via per la salvezza della Patria . Nell’Unità d’Italia è il segreto del nostro avvenire”.

Il tricolore è quindi una scelta strategica e un must della sua opera di testimonianza e pedagogia civile.
Carducci è il poeta che ha celebrato il senso del drappo e dei suoi colori. Ecco un passaggio del discorso ufficiale pronunciato dal poeta a Reggio Emilia per il primo centenario del tricolore: “E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde la Patria sta e si augusta: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l’anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura delle speranza a frutto di bene nella gioventù de’ poeti, il rosso, la passione e il sangue dei mariti e degli eroi. E subito il popolo cantò alla sua bandiera ch’ella era la più bella di tutte e che sempre voleva lei e con lei la libertà; ond’è che ella, come là dice la scritta, piena di fati mosse alla gloria del Campidoglio”.
E mentre a Pontida i federalisti sventolano il colore “verde” dalla bandiera, da vera green ecologista (chi più di Tiffany può esserlo?) Tiffany presenta la sua bandiera realizzata coi colori rimasti, a modo suo. (Cucita e decorata dalla sua padroncina, Masha Sirago).

Tiffany è il can…dore del bianco, e il rosso è il colore della vita.

Il “fede”-“realismo” di Tiffany – ossia fede nel futuro e realismo – perché sta coi piedi per terra, ops!…”zampe per terra”. Perché dopo il Pd, il PdL, ecco Tiffany con il PdDog.
“Cane profeta in Patria”
(racconto di Tiffany aspassocolcane@libero.it)

 

 

 


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