Putin inaugura il North Stream. Il gas russo bypassa l’Ucraina e arriva nelle case europee

//   15 settembre 2011   // 0 Commenti

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Con l’apertura della valvola della stazione di compressione nei pressi della città di Vyborg, sulle sponde russe del Mar Baltico, Vladimir Putin in prima persona ha inaugurato nei giorni scorsi North Stream, segnando una svolta nel mercato energetico europeo. Il gasdotto sottomarino da 10 miliardi di dollari sarà infatti il primo collegamento diretto tra Russia ed Europa Occidentale, bypassando i cosiddetti paesi di transito, in primis l’Ucraina, le cui diatribe con Mosca avevano lasciato a secco l’UE due volte negli ultimi 5 anni.  La portata del progetto è enorme: il nuovo gasdotto sarà in grado di portare gas a sufficienza per la fornitura di 26 milioni di case europee. Una svolta carica di conseguenze positive per la politica muscolare di Mosca, fornitore del 25% di gas dell’Unione Europea, che di fatto mette fuori gioco dalla partita energetica i rivali di Kiev, che fino ad oggi veicolavano l’80% del gas russo verso l’UE attraverso condutture di epoca sovietica. ”La riduzione dei volumi di transito causerà all’Ucraina una perdita di circa 550 milioni di dollari di ricavi per le mancate royalties l’anno prossimo“, ha detto Denis Sakva, analista energetico a Kiev della banca d’investimento Dragon Capital. Gazprom, compagnia a capo del progetto North Stream, potrebbe infatti dirottare sul North Stream fino a 20 miliardi di metri cubi che attualmente transitano attraverso l’Ucraina, privandoli di fatto a Naftogaz, compagnia energetica statale ucraina. Il colosso moscovita si era offerto di rivedere i contratti con Naftogaz se questa avesse accettato di fondersi con la sua compagnia, ma tale proposta è stata respinta con forza.  Come ultima (e disperata) mossa, il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha annunciato il 3 settembre sul suo sito web che Kiev potrebbe ricorrere ad un tribunale internazionale, per rivedere i contratti di fornitura di gas. Ma le speranze di successo sono nulle.

Un progetto da 8,8 miliardi di euro

Il nuovo gasdotto è ancora in fase di costruzione e verrà probabilmente terminato nel 2012. Gazprom e i suoi partner – le tedesche BASF e Ruhrgas, l’olandese Gasunie, e la francese GDF Suez – stanno infatti costruendo l’oleodotto in più fasi; la prima linea avrà una capacità di 27,5 miliardi di metri cubi l’anno, che raddoppierà fino a 55 miliardi di metri cubi quando una seconda linea sarà pronta nel 2012.
Il lavoro è stato infatti reso più difficoltoso dalla presenza sul fondale marino di oltre 150.000 mine, eredità delle due guerre mondiali. È stata dunque necessaria una operazione di bonifica, mentre in altri casi il percorso del North Stream è stato deviato. Il costo totale della pipeline, comprese le spese di finanziamento, è di circa 8,8 miliardi di euro.

South Stream

Il connubio Russia – Gazprom è un fiume in piena. Putin e Miller (AD della compagnia) hanno annunciato novità anche per quanto riguarda il South Stream. Electricité de France e BASF entreranno a far parte del consorzio ricevendo ciascuna una quota del 15% del previsto gasdotto, la quota Eni nel progetto si ridurrà al 20%, mentre quella di Gazprom rimarrà al 50.


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