Ruinart, la più antica Maison de Champagne, annuncia a Miart 2017 la nuova collaborazione artistica con Jaume Plensa

//   1 aprile 2017   // 0 Commenti

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2 Ruinart 224x300Come ogni anno, la più antica Maison de Champagne Ruinart (fondata nel 1729 a Reims, nel cuore della Champagne) è presente a Miart, per esprimere il suo impegno nel campo dell’Arte e al contempo veicolare l’immagine e il nome dell’azienda attraverso la partecipazione alle maggiori fiere internazionali, ma anche e soprattutto tramite i lavori commissionati ad artisti di fama, che a modo loro e attraverso il loro filtro, offrono una personale visione della Maison. Quest’anno è la volta dell’artista Jaume Plensa.

Quest’anno, l’artista Jaume Plensa, famoso per le sue silhouette di corpi umani seduti o inginocchiati che sembrano scrutare l’orizzonte in maniera meditativa, come pensatori contemporanei, si è ispirato al fondatore della Maison Ruinart, dom Thierry Ruinart, realizzando un masterpiece eccezionale: un testimone silenzioso, ancorato al suolo come lo è la vigna e come dom Thierry Ruinart lo era alle sue radici champenoise. Questa importante scultura è costituita da elementi di linguaggio universali: segni, lettere provenienti da otto alfabeti diversi – il latino, il greco, l’arabo, così cari a dom Thierry Ruinart, ma anche l’ebraico, il cinese, il giapponese, il russo e l’hindi.

Ogni lettera, assemblata alla mano, crea una seconda pelle dalla forma capace di rinascere sempre in maniera diversa. Ci sono voluti quasi 5 mesi a Jaume Plensa per dargli un’anima, una pulsazione, una luce e ancorarla in modo poetico alla terra attraverso le sue radici calligrafate. Per realizzare quest’opera, Jaume Plensa ha utilizzato un acciaio levigato dalle sfumature satinate.  Il masterpiece  dopo Basel Hong-Kong, sarà presente a Frieze NY, Art Basel Basilea, Miami Art Basel, Frieze Londra, FIAC (Parigi)… A miart, è stato svelato  un book speciale, con la cover personalizzata dall’artista, e che custodisce l’ispirazione e il legame di Jaume Plensa con la Maison Ruinart. La scultura, però, non è presente. (www.ruinart.com)

Masha Sirago, ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com

 


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