Rotta verso la democrazia

//   2 dicembre 2013   // 0 Commenti

Bill de Blasio main image objectProbabilmente nessuno sarà sorpreso del fatto che un altro “immigrato” si accinge a scrivere una pagina di storia degli Stati Uniti d’America, tanti sono infatti i casi di chi partendo da zero ha realizzato il proprio sogno è raggiunto i propri traguardi.
Questo è Bill De Blasio vero Self Made Man che incarna perfettamente gli ideali di questo paese e della sua città simbolo.
La prima città degli Stati Uniti, New York City, per molti intesa come la capitale del mondo ha emesso infatti il proprio verdetto, scegliendo Bill de Blasio come proprio Sindaco. Italo americano ( i nonni erano di Benevento) 52 anni, ha polverizzato il rivale repubblicano Joe Lhota con oltre il 70% dei voti ed è  così diventato il 109esimo primo cittadino della Grande Mela. Un’ elezione storica: da più di vent’anni infatti un democratico non era alla guida città più importante degli States. Una svolta, davvero.
La parola “cambiamento ” è stata la chiave di tutto il suo programma politico.
Una persona semplice De Blasio,  che appena dopo la sua vittoria ha twittato: “Grazie New York”, e poi ha parlato dal quartier generale di Park Slope, a Brooklyn, dove vive con la moglie afroamericana, Chirlane, e i due figli Chiara e Dante entrambi teenager.
Attivo fin da giovanissimo con una forte passione per la rivoluzione sardinista in Nicaragua, progressista nel DNA col suo motto “nessuno deve restare indietro” il suo ottimismo e il suo desiderio sei rivoluzione è riuscito a conquistare il popolo di New York ormai davvero stanco dell’amministrazione repubblicana di Giuliani e Bloomberg. Una standing ovation di consensi da Brooklyn al Queens, da Manhattan al Bronx.
Fra i punti chiave del suo programma occorre ricordare: più fondi alle scuole pubbliche, case più accessibili, basta allo “stop and frisk” pratica attraverso la quale la polizia ferma e perquisisce deliberatamente soprattutto ispanici e afroamericani, e basta con i privilegi per i ricchi. Una dichiarazione di guerra allo status quo, insomma. Una storia quella di De Blasio che da lustro anche ai milioni di emigrati italiani che come i suoi nonni partirono lanciandosi alle spalle tutto per tentare fortuna oltre oceano, storie che caratterizzano  tutte le centinaia di comunità italo-americane che hanno lontane origini nella vecchia Europa.
Qui nella West Coast, la vittoria di De Blasio non ha lasciato indifferenti, tutt’altro.
Los Angeles guarda New York City guarda Los Angeles, sono queste le due città più importanti d’America c’è poco da fare e  quando accade qualcosa di questa portata l’attenzione è assoluta.
La Calfornia democratica, liberal, dove tutto è concesso o quasi ( stante quello che invece non è concesso negli altri stati americani ) ha  “giustamente”nella sua città più importante Los Angeles, Eric Garcetti 42 anni, sindaco democratico,ebreo (di bisnonno italiano). Perfettamente in linea con quello che è e vuole rappresentare Los Angeles.  La svolta di una New York dapprima rigida conservatrice, chiusa, della famosa zero – tolerance di Giuliani, ha fatto riflettere.
Gli angeleni sono divenuti ancora più  fieri di esserlo perché importante è potersi identificare nel proprio sindaco e nella propria città ma ancora più importante e’ poter anche guardare che cosa accade altrove, che cosa fanno gli altri,  che cosa fa chi è  grande come te o più di te, che cosa fa New York e se New York è diventata democratica allora c’è davvero aria di cambiamento e allora anche la nave condotta da Eric Garcetti attraccherà in un porto sicuro.
Avanti tutta quindi con la consapevolezza che quando New York butterà un occhio qui in California sarà come guardare un fratello “minore” che sta andando nella giusta direzione, eccoli i californiani, contenti e fortificati dall’onda lunga De Blasio.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *