Romania: Congresso straordinario per il PDL

//   18 giugno 2012   // 0 Commenti

Blaga

A seguito della dura sconfitta elettorale subita alle amministrative di domenica scorsa con le conseguenti dimissioni di tutta la classe dirigente, il Partito Democratico Liberale ha deciso la convocazione di un congresso straordinario che si terrà il 30 Giugno prossimo a Bucarest.

Il Presidente uscente Emil Boc, che nel disastro “arancione” è stato uno dei pochi a conquistare un mandato da sindaco nella sua Cluj Napoca, ha convocato già per questa settimana gli organi statutari del partito per avviare le procedure precongressuali.

Il dibattito interno ha raggiunto il massimo grado di scontro durante la riunione dell’ufficio politico di giovedì scorso quando le accuse tra le varie aree del partito hanno fatto correre il rischio di una spaccatura insanabile con il risultato di un’implosione e di un’uscita dell’intero dalla scena politica del Paese.

Al centro del dibattito ci sono state due mozioni, una proveniente dall’area del Presidente del Senato Blaga ovvero quella di convocare una congresso straordinario così da di dotare il partito di una guida forte e legittimata, mentre la seconda è stata quella di nominare un  triumvirato ad interim in attesa delle elezioni politiche del prossimo novembre.  Su queste posizioni si sono ritrovati soprattutto l’ex ministro Udrea e la Presidente della Camera Nastase che vengono accusate si essere tra le maggiori responsabili del pessimo risultato elettorale.

Il PDL è risultato una forza politica marginale, in alcune zone del Paese è addirittura il terzo partito. Basta fare un semplice raffronto con le precedenti amministrative e si capisce l’entità della sconfitta. Nel 2008 i liberal-democratici si erano assicurati  la vittoria in 38 provincie su 42, oggi ne governano solo 2. Per quanto riguarda i sindaci delle città capoluogo dai 37 precedenti sono scesi a 5. A livello nazionale il peso del partito non è superiore al 15% e con la nuova legge elettorale che è in discussione alla Corte Costituzionale essere che prevede l’uninominale secca senza recuperi, le prossime elezioni di novembre si annunciano come quelle di una probabile ed ulteriore collocazione ai margini della politica romena potendo contare solo su alcuni senatori ed pochi deputati.

Nelle settimane successive al congresso il nuovo presidente del partito avrà un compito difficile, quello di riorganizzare dalle fondamenta un movimento che negli ultimi anni ha pensato troppo agli interessi privati dei propri big senza avere una prospettiva politica di medio termine.

Tra le candidature possibili si segnale quella di Vasile Blaga, che dai più viene ritenuto l’unico leader in grado di gestire la situazione e riportare il partito  al centro della vita politica romena.


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