La stabilità politica nell’area mediorientale può far ripartire le economie

//   21 novembre 2011   // 0 Commenti

rivolta egitto

La piazza in Egitto la stessa, le proteste le stesse, dopo Mubarak la popolazione egiziana è stanca anche dell’esercito. Avevamo scritto facili oracoli, che per gli egiziani forse si passava dalla padella alla brace, così sembra. 11 i morti di ieri e altri ne verranno? Auspichiamo di no ovviamente ma, il Maghreb dopo aver colto l’attenzione del mondo con le sue rivoluzioni, ancora ribolle di proteste perchè nulla appare cambiato, almeno per la maggior parte del popolo ancora alle prese con la miseria e soprattutto senza una vera speranza. Serve un progetto, che dia risposte dopo aver decapitato, e com’è la situazione per gli ” ex oppressi”? A chi il mondo democratico ha dato la patente di libertà? Guardando l’ Egitto, non sapendo cosa succederà in Libia, con le piazze insanguinate della Siria, l’Iran sempre nel mirino dell’ Onu con il suo teatrino di indecisi, la situazione ci sembra preoccupante, l’attenzione del mondo è per la crisi economica, ma l’instabilità della regione araba e mediorientale rischia di diventare un acceleratore di problemi anche per l’economia mondiale; Paesi instabili significano mercati instabili e con economie inaffidabili pochi fanno affari mentre noi Italia, siamo notoriamente protagonisti nell’import – export con tutti quei paesi. Cominciando dalla Libia dove ora sono arrivati i cugini francesi e inglesi fino a poco tempo fa gelosi del nostro rapporto privilegiato con Tripoli. Il nuovo Governo Monti dovrà avere anche una forte politica estera, eguagliare le capacità “commerciali ” di Berlusconi non sarà facile. Ma dobbiamo almeno saper mantenere le posizioni, portiamo nell’agenda europea anche questa priorità: rilanciare lo sviluppo significa ricreare anche le condizioni politiche di stabilità sui mercati e sostenere l’export delle nostre imprese. Come promosso dal Governo uscente con gli stati generali del commercio estero ideati dall’ex vice ministro on. Catia Polidori, un’idea concreta subito valorizzata dagli imprenditori che ne hanno composto la squadra. Il sen. Mario Monti ci sembra una persona, oltre che seria e concreta e con un ministro come Corrado Passera non dovrebbe essere difficile dare vero impulso alle nostre imprese facendo squadra con una Farnesina propositiva e non sudditanea alle politiche di Francia e Germania con l’onnipresente Inghilterra.


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