Riuniti gli Stati Generali dell’edilizia riminese, settore in default

//   14 marzo 2012   // 0 Commenti

crisi edilizia

Il settore edile è al collasso: a Rimini diminuisce drasticamente il numero delle aziende, dei posti di lavoro, delle ore e degli iscritti agli ordini professionali.
Per questo occorre invertire drasticamente rotta adottando soluzioni immediate e condivise fra tutti gli attori del sistema.

E’ con questa idea che mercoledì 14 marzo 2012 si sono tenuti gli Stati Generali dell’edilizia riminese con la partecipazione delle Associazioni di Categoria (Ance Rimini, CNA, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, F.I.A.I.P. Rimini Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), le Organizzazioni Sindacali (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil), gli Ordini Professionali (Ordine degli Architetti, Ordine dei Geometri, Ordine degli Ingegneri, Collegio Periti Industriali-Edilizia).

“Da tempo- dichiarano all’unisono i rappresentanti degli enti coinvolti – stiamo richiamando l’attenzione sulle enormi problematiche che bloccano il comparto dell’edilizia. Un settore, non va dimenticato, che in tutto il mondo rappresenta uno dei pilastri dell’economia e che interessa un INDOTTO di vasta portata. La produzione e l’occupazione di un significativo numero di settori produttivi, infatti, dipendono in misura consistente e in alcuni casi pressoché totale, dall’attività delle costruzioni. Basti pensare che questo (Fonte Ance) effettua acquisti di beni e servizi dall’80% dell’insieme dei settori economici.
Il rapporto investimento giro di affari generato nel settore è da 1 a 1,8, quindi investendo ad esempio 1 Miliardo si genera 1 Miliardo e 800 mila Euro di indotto.
Ma oggi il comparto è al collasso e la situazione rischia di essere drammatica.
Il territorio continua ad essere ingessato da una lenta burocrazia, da una scarsa attenzione alle imprese, ai lavoratori e ai professionisti, dall’assenza di commesse pubbliche e da oneri elevati.
A ciò si aggiungono le difficoltà dovute ad una drastica restrizione del credito da parte delle banche.
Auspichiamo che il concetto di RIGENERAZIONE URBANA, accanto ad un normale uso del territorio, trovi sempre più una declinazione di efficacia eliminando inutili lungaggini burocratiche che in certi casi la appesantiscono.
Rigenerazione sostenibile delle città, infatti, significa valorizzazione del territorio già urbanizzato e reale taglio della burocrazia intesa come azione complessiva capace di affrontare il decadimento dello stato dell’edificazione pubblica e privata, adeguare gli edifici secondo gli standard energetici e di sicurezza, restaurare i beni culturali, recuperare gli spazi pubblici e il verde, innovare le reti tecnologiche con criteri di sostenibilità economica per imprese e cittadini. Un edificio rigenerato permette un risparmio di energia, risorse, rifiuti e favorisce le imprese innovative.

Ecco perché UNITI E ANIMATI DA UN PIU’ AMPIO SPIRITO DI COLLABORAZIONE, CHIEDIAMO ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI UN IMMEDIATO CAMBIAMENTO DEL METODO DI LAVORO CHE, ANDANDO OLTRE IL CONFRONTO NEL RISPETTO DEI RUOLI ISTITUZIONALI, PORTI AL RAGGIUNGIMENTO DI REALI E CONCRETE SOLUZIONI AI PROBLEMI CHE AFFLIGGONO IL MONDO DELLE COSTRUZIONI.

ALLE BANCHE DOMANDIAMO DI REALIZZARE CONCRETAMETE STRUMENTI CHE PORTINO AL SOSTEGNO DELLE IMPRESE GARANTENDONE LA LIQUIDITA’, FORNENDO CAPITALI PER LE NUOVE INIZIATIVE, RINEGOZIANDO ANCHE ALLA LUCE DELLA NUOVA MORATORIA RECENTEMENTE APPROVATA, IL RIENTRO DELLE PENDENZE PREGRESSE: INSOMMA, UN REALE SOSTEGNO ALL’ECONMIA CHE SI RIVERBERERA’ IN UNA BOCCATA DI OSSIGENO ALLE IMPRESE CHE A LORO VOLTA, POTRANNO CONTINUARE A GARANTIRE L’OCCUPAZIONE.

Si ritiene opportuno ricordare ancora una volta gli elementi di criticità che interessano Rimini.

BUROCRAZIA INGESSATA
Gli uffici della pubblica amministrazione continuano ad essere appesantiti non solo da problemi di metodo, nel caso normativo sempre più penalizzante per il cittadino, ma anche di distribuzione del personale.
Imprese e professionisti lamentano tempistiche lunghissime per il rilascio di certificati di abitabilità, che addirittura, in alcuni casi, non vengono mai rilasciati. Questo comporta ripercussioni gravissime in quanto le imprese vengono esposte al rischio di richieste di risarcimento da parte dei clienti per mancato rispetto degli impegni contrattuali.
Altrettanto inaccettabile è la tempistica per l’evasione di pratiche sismiche per cui si deve inspiegabilmente attendere oltre i 9 mesi.
Occorrono modalità e tempi certi per il rilascio di Permessi di Costruire e per i Piani Particolareggiati. Per il rilascio dei permessi per costruire, la normativa, scaduti i termini, prevede la possibilità di usufruire della procedura di silenzio-assenso.
Ma nel Comune di Rimini qualora l’azienda decidesse di procedere avvalendosi del silenzio-assenso, potrebbe incappare in controlli e ispezioni da parte delle Autorità Competenti, con conseguenti blocchi dei cantieri anche per lunghi periodi.
Occorre quindi creare un automatismo per cui le pratiche, maturate con il silenzio-assenso, vengano archiviate dal comune e che di questa archiviazione sia data una certificazione all’imprenditore e al professionista.

Quotidianamente imprenditori e tecnici, che non va dimenticato rappresentano l’interesse dei cittadini, incontrano grosse difficoltà nel confronto con le amministrazioni per la certa interpretazione della normativa, con l’aggravio di modificazioni continue dell’iter­.
SI RICHIEDONO QUINDI PROCEDURE PIÙ SNELLE E RISOLUTIVE da parte dei Comuni, della Provincia e delle Spa pubbliche, affinché venga snellita tutta la macchina amministrativa.

Gli ONERI di costruzione, gli importi riferiti alla monetizzazione dei parcheggi e delle aree verdi dovuti al Comune di Rimini, sono fra i più alti d’Italia. Oltre a richiedere l’adeguamento di tali indici, così come sta avvenendo in altre province della Regione, è necessario eliminare l’esoso balzello del 40% sui ritardi dei pagamenti degli oneri.

E’ necessario assicurare l’approvazione di PSC e RUE del comune di Rimini prendendo in considerazione i numerosi nodi che ancora rimangono da risolvere segnalati sia dalle associazioni di categoria che dai professionisti. A tal proposito le sigle coinvolte chiedono il diretto coinvolgimento nella fase di analisi delle osservazioni pervenute.
Al comune di Rimini si richiede, inoltre, di ricostruire la Commissione Mista.
Auspichiamo un maggiore coordinamento tra Provincia e Comune affinché, pur nel rispetto delle reciproche prerogative, queste non si mostrino invece ulteriori appesantimenti all’iter burocratico di approvazione dei piani. La mancanza di coordinamento, infatti, in alcuni casi sfocia addirittura nell’assunzione da parte dell’ente sovraordinato di posizioni che contrastano nello spirito e nella lettera con le scelte effettuate dal comune.

CREDITO
Le categorie coinvolte continuano a ricevere segnalazioni di una notevole restrizione del credito.
Ma in un momento così critico è indispensabile che le banche sostengano sia le imprese che i cittadini sottolineando l’importanza della liquidità per iniziative nel settore, come quelle di riqualificazione della struttura edilizia ed ai progetti riguardanti l’ambiente e il risparmio energetico.
Occorre superare, soprattutto per i comuni virtuosi, i vincoli del Patto di Stabilità Interno al pagamento dei lavori ed individuare con urgenza strumenti in grado di garantire in tempi certi i pagamenti delle PA alle imprese creditrici come previsto dalla normativa europea.

APPALTI PUBBLICI E REGOLE
Rimini rimane fra le province in Regione con il più basso numero di appalti pubblici di lavori edili. Occorre che le amministrazioni locali s’impegnino a promuovere gare di appalto escludendo il ricorso al massimo ribasso, privilegiando l’eliminazione automatica delle offerte anomale, e solo in casi particolari e per importi che lo consentano, prendere in considerazione l’offerta economica più vantaggiosa.
In accordo con il protocollo d’intesa recentemente siglato tra la Regione Emilia Romagna e le prefetture, alla presenza del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, siamo convinti che vada fermata la concorrenza sleale delle imprese che non assumono in regola, che non pagano i contributi e quindi agiscono in contrasto con tutte le regole della sicurezza per i lavoratori.

I LAVORATORI vanno tutelati. I loro diritti devono essere garantiti con condizioni che rispettino la sicurezza e la professionalità. Bisogna promuovere le azioni indirizzate alla formazione, alla promozione della sicurezza e alla trasparenza.

I DATI

A livello nazionale, secondo l’ultima indagine dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, il 2011 per il settore delle costruzioni si è chiuso con una riduzione degli investimenti del 5,4%.
Nelle previsioni per il 2012 si ipotizza una flessione degli investimenti del 3,8%. In cinque anni, dal 2008 al 2012, il settore avrà perduto il 24,1% in termini reali, riportandosi ai livelli di produzione osservati a metà degli anni ’90.
Per l’occupazione si stima che dall’inizio della crisi i posti di lavoro persi sono circa 250.000, che raggiungono le 380.000 unità se si considera anche l’indotto. Il ricorso alla Cig da parte delle imprese di costruzioni si mantiene elevato anche nel 2011, con circa 108 milioni di ore autorizzate, quasi il triplo rispetto a tre anni fa.

Per quanto riguarda la Provincia di Rimini dai dati della Cassa Mutua Edile di Rimini e della Cedaier, emerge che NEGLI ULTIMI 4 ANNI (2007-2011) A RIMINI NEL SETTORE SONO SPARITE 188 AZIENDE E circa 1.500 POSTI DI LAVORO.
Situazione analoga per le attività libero professionali dove molti studi sono stati costretti a ridurre e/o interrompere collaborazioni con giovani professionisti iscritti e per questo non tutelati da alcun ammortizzatore sociale.
Questi numeri danno con chiarezza la drammaticità della situazione che nel mondo dell’edilizia purtroppo passa sotto silenzio perché i posti di lavoro vengono persi ripartendoli su una moltitudine d’imprese, diminuendo di conseguenza l’effetto dell’impatto sociale.

Al fine di portare all’attenzione degli enti competenti tutte le considerazioni precedentemente esposte e di valutare soluzioni condivise, le associazioni di categoria, i sindacati e gli ordini professionali coinvolti, stanno lavorando per effettuare una serie di incontri con il presidente della Provincia di Rimini, i sindaci dei Comuni del territorio e i rappresentanti degli istituti di credito i cui contenuti saranno resi noti all’opinione pubblica.


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