Ritardi dei pagamenti della PA e AUSL, Maccaferri: “Urge una risposta alle imprese”

//   14 gennaio 2012   // 0 Commenti

gaetano maccaferri 300x199La questione dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione regionale e locale, ed in particolare delle Aziende Sanitarie – afferma il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Gaetano Maccaferriè nota da tempo per la sua consistenza e gravità. È urgente una risposta alle imprese con un intervento organico e strutturale che riporti progressivamente a normalità questa situazione”.

Un’analisi effettuata nel corso del 2011 (fonte Corte dei Conti) stimava i debiti commerciali delle AUSL dell’Emilia-Romagna verso i fornitori privati di beni e servizi intorno ai 3 miliardi di euro, con tempi di pagamento che variano da una media di 295 giorni per i prodotti medicali e 292 per quelli farmaceutici (fonte Assobiomedica e Farmindustria).

Analogamente, la stima dei mancati pagamenti verso il privato nel settore edilizia, opere pubbliche e manutenzioni varie era stimato agli inizi del 2010 (fonte Ance) in circa 3 miliardi di euro, di cui 1,8 per mancanza di liquidità e 1,2 bloccati per effetto del Patto di stabilità interno. In questi settori il ritardo medio segnalato dalle imprese di costruzioni oscilla tra i 150-200 giorni, con punte di ritardo superiori ai 18 mesi. L’intervento della Regione a favore degli enti Locali, per effetto del Patto di stabilità regionale, ha rappresentato un primo segnale d’inversione di tendenza. Tuttavia, ci sono ancora Enti Locali che aggiudicano gare per lavori pubblici con l’obbligo, per l’aggiudicatario, di accettare il primo pagamento a due anni.

“Si tratta di importi rilevanti e di ritardi fuori da ogni logica economica, in aperta violazione delle direttive comunitarie vigenti” – osserva il Presidente Maccaferri – Ma questo fenomeno diventa particolarmente grave e di rilievo sociale se incrociato con l’attuale congiuntura, caratterizzata da una crescita negativa, crollo della domanda e, soprattutto, da una fortissima stretta creditizia. Tutto ciò mette le imprese in una situazione senza via d’uscita.

Sono dunque evidenti e in alcuni casi clamorosi gli effetti negativi di questa situazione sulla stabilità, sulla possibilità di una gestione ordinaria degli equilibri finanziari e sulle stesse prospettive di sopravvivenza delle imprese creditrici.
Sono le imprese più piccole ad essere più colpite: un’azienda con fatturato inferiore a 1,5 milioni di euro sopporta un costo bancario aggravato del 3,5% rispetto ad imprese di maggiori dimensioni, anch’esse comunque penalizzate dagli stessi motivi.

“Confindustria Emilia-Romagna – continua il Presidente degli industriali – ha evidenziato e sollecitato in più occasioni il Governo regionale ad affrontare tempestivamente, in modo organico e strutturale questo problema. La soluzione non può certo dipendere da eventuali nodi nel circuito di trasferimenti da Stato a Regioni o tra Regioni, o da stanziamenti straordinari (anche rilevanti) e non programmati, su cui le aziende sanitarie comunque non riconoscono né interessi, ed anzi richiedono persino sconti finali.

Per quanto riguarda il pregresso è necessario un programma politico-legislativo che obblighi le AUSL a rilasciare, su richiesta, la certificazione dei crediti sanitari scaduti ed esigibili, così da consentire operazioni di cessione del credito verso banche o istituti finanziari. La nostra proposta al riguardo è che la certificazione, cancellata dal precedente Governo, sia ristabilita dal nuovo Esecutivo nell’ambito dei prossimi provvedimenti per la crescita.

Ovviamente, in una situazione di questo tipo, tutti i soggetti coinvolti, dovrebbero assumersi una parte di responsabilità”.

“Per il futuro – conclude il Presidente Gaetano Maccaferri – occorre garantire il rispetto dei termini di pagamento previsti dalle Direttive europee con modalità e strumenti che l’industria del settore è pronta a discutere e a condividere. ”.

Confindustria Emilia-Romagna, di fronte a queste difficoltà, ricorda di aver sottoposto alla Regione nel maggio 2011 un progetto per lo sblocco di debiti verso i fornitori, con la partnership di Sace FCT e Nomura International, operazione ovviamente aperta anche ad altri istituti di credito.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *