Inquinamento delle acque: solo il 40% di quelle europee è in salute

//   24 settembre 2018   // 0 Commenti

inquinamento-acque

inquinamento acque 150x150

La tematica dell’inquinamento atmosferico non si esaurisce con i gas nocivi presenti nell’aria o la plastica diffusa sulle terre emerse, l’inquinamento delle acque è una tematica altrettanto grave, che potrebbe compromettere le sorti dell’ecosistema.

Ci sono diversi tipi di inquinamento dell’acqua:

  • civile: deriva dagli scarichi delle città quando l’acqua si riversa senza alcun trattamento di depurazione nei fiumi o direttamente nel mare;
  • industriale: formato da sostanze diverse che dipendono dalla produzione industriale;
  • agricolo: legato all’uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e pesticidi, che essendo generalmente idrosolubili, penetrano nel terreno e contaminano le falde acquifere.

Con appena il 40% delle acque europee attualmente in salute, gli Stati Membri devono intensificare seriamente il loro impegno per raggiungere l’obiettivo al 2027: garantire per tutte le acque europee buone condizioni ecologiche della risorsa idrica e prevenirne il deterioramento. Tema al centro della Conferenza di Vienna sulle acque che si apre oggi, lo strumento giuridico più importante per proteggere fiumi, laghi e zone umide d’Europa.

Nella capitale austriaca i decision makers si riuniscono per fare il punto sui progressi degli Stati membri nella gestione sostenibile delle risorse idriche e nell’attuazione della legislazione Ue sulle acque, in vigore dal 2000. La conferenza è anche l’occasione per una valutazione dell’attuale normativa, un ‘controllo di idoneità’ nel quale è importante che la Commissione raccolga le opinioni degli Stati membri.

Per il Wwf, l’attuale legislazione in materia di acque è ambiziosa ed efficace, ma ci sono tentativi di indebolirla da parte degli Stati membri dell’Unione Europea. “Un semplice emendamento alla Direttiva Quadro Acque consentirebbe infatti agli stessi di eludere facilmente il loro obbligo giuridico” a garantire il raggiungimento degli obiettivi al 2027.  “Un indebolimento della normativa comunitaria sarebbe una dichiarazione di bancarotta della politica ambientale europea – dichiara Martina Mlinaric, Senior Policy Policy Officer presso l’European Policy Office del Wwf – Avendo mancato l’obiettivo originario di portare tutte le acque europee in buona salute entro il 2015, gli Stati Membri ora percepiscono la pressione ma, invece di raddoppiare i loro sforzi, molti governi stanno ora disperatamente cercando una via d’uscita dagli impegni assunti, usando l’escamotage del processo di controllo di idoneità”.

Sulla Direttiva Acque la Commissione europea avvierà presto una consultazione pubblica, coinvolgendo cittadini e stakeholder. “Una valutazione obiettiva e trasparente che coinvolga il pubblico è fondamentale, pertanto invitiamo tutti gli stakeholder e i cittadini europei a far sentire la loro voce per difendere i nostri fiumi e laghi”, aggiunge Andreas Baumüller, responsabile risorse naturali del Wwf European Policy Office – Come Wwf, il nostro messaggio agli Stati membri e alla Commissione europea è semplice: riportare la vita nei fiumi, nei laghi e nelle zone umide d’Europa: difendere la legge europea sull’acqua”.

In merito alla situazione italiana, Andrea Agapito, responsabile Acque Wwf Italia, sottolinea: “il ministero dell’Ambiente ha dato un primo importante segnale positivo di assunzione piena delle proprie responsabilità per la tutela dei nostri corsi d’acqua nel richiamare a sé le competenze sul rischio idrogeologico, prima in parte delegate alla Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio. Ora, a Vienna, ci aspettiamo che si schieri con i Paesi che chiedono la piena attuazione della Direttiva Quadro Acque”.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *