Essere tecnologici o fare un passo indietro? Essere tecnologici distrae

//   13 dicembre 2015   // 0 Commenti

Cari lettori, ieri a Roma si è svolta una conferenza sulle relazione tra Est e Ovest, sulle possibilità di sviluppo, su come lavorare “insieme” per costruire un futuro migliore condividendo esperienze, culture e apporti da molte direzioni.
Questo è il primo passo dell’East West Bridge Italy, nuovo ramo dell’East West Bridge (www.ewb.rs). Ma non voglio parlarvi di questo, avremo tempo in futuro di presentare i progetti che avranno inizio e potranno coinvolgere molti giovani o aziende.
Voglio parlavi di un intervento che ha colpito tutti, per la sua profondità e capacità di comunicazione. Piervincenzo Giudici, che molti non conosceranno perché non è di quei personaggi desiderosi di “illuminazione”, ma di quelli capaci di creare connessioni e consensi internazionali, delegato Vaticano dell’International Broadcasting Commission (EBU) e dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT)… e molto altro.
L’Ing. Giudici ha evidenziato un fatto e vorrei riportare la sintesi del suo messaggio, per indurci a riflettere: “…molti anni fa, le persone giungevano a Roma e le incontravo per strada mentre con il volto ammiravano i monumenti storici, oggi mi passano accanto cliccando sul telefonino, non curandosi di cosa succeda o si trovi nelle loro vicinanze”. Tutto questo è drammaticamente vero!
Poche parole capaci di “comunicare” quanto le persone siano cambiate in nome della tecnologia, la quale certamente è utile, ma anche invasiva. Una tecnologia crescente, dove a partire dai giovani, fino a tarda età, sostituiscono le parole con i messaggi abbreviati, il tono della voce a lettere scritte su di uno schermo dove la grammatica e le descrizioni non esistono più, sono sostituiti dalle “faccette”.
telefoniniGiudici ha colto nel segno, ha colto quanto sia importante connettersi fra culture e popoli, connettersi fra esperienze e religioni, ma non in questo modo, poiché questa direzione va verso un’isolamento non a una capacità di dialogo, non stimola l’approfondimento di una cultura linguistica, della capacità di parlare e rapportarsi tra persone, al contrario.
E proprio una bambina, l’unica presente alla conferenza, durante il viaggio di ritorno mi ha detto: “Perché durante argomenti interessanti molti mandavano i messaggi sul telefonino? Allora cosa sono venuti a fare?”. Purtroppo lei non sa che molte persone hanno perso la capacità di distaccarsi, anche solo per poche ore, dalla tecnologia che li tiene legati agli altri, al lavoro, alle notizie.
Probabilmente molti stanno diventando talmente abili da essere capaci di concentrarsi su più argomenti importanti nello stesso momento. Come quella bambina, io no!


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