Rimini celebra il 67° anniversario della Liberazione

//   21 settembre 2011   // 0 Commenti

E’ stato davanti al monumento dedicato ai soldati canadesi, che per primi entrarono a Rimini il 21 settembre 1944, che si è aperta la cerimonia per celebrare il 67° anniversario della Liberazione di Rimini.
Un omaggio dovuto – ha detto il sindaco di Rimini Andrea Gnassi - perché i Canadesi hanno sostenuto uno sforzo e un sacrificio enorme nella battaglia per la Liberazione di Rimini e ci è sembrato giusto deporre una corona in ricordo dei tanti soldati che non sono ritornati in patria.

Furono infatti le truppe canadesi, assieme a quelle greche, che il 21 settembre di sessantasette anni fa, attraversando l’Arco d’Augusto dove l’Amministrazione comunale a ricordo ha voluto dedicare loro un monumento, liberarono la città dopo un mese di combattimenti contro l’esercito tedesco, pagando il loro coraggio con mille caduti e tremila feriti.

Di quel sacrificio ha dato conto in una67° liberazione rimini 01che il sindaco Gnassi ha voluto leggere nella sua interezza. “Lo sfondamento nel settembre ‘44 della Linea Gotica – scrive l’Ambasciatore Fox - fu una delle più gloriose operazioni militari dell’esercito canadese nella storia della Seconda Guerra Mondiale e Rimini è una tappa obbligata durante i pellegrinaggi compiuti dai reduci canadesi. Io stesso ebbi l’onore di essere con loro costì all’Arco di Augusto nel dicembre 2009 quando si commemorò il 65° anniversario della partecipazione canadese alla Campagna d’Italia. Per tale motivo, ringrazio, a nome del mio Paese, il Sindaco Gnassi e il Comune di Rimini per aver voluto commemorare, in modo ufficiale e solenne, questa ricorrenza così pregna di significato per il Canada, nonché per l’onore che oggi la vostra città rende ai caduti.

In questa giornata celebrativa, però, non poteva mancare un ricordo alla figura di Amedeo Montemaggi. “Amedeo ha detto il Sindaco – ci ha lasciato nei primi giorni del mese di luglio e proprio pochi giorni prima di quella infausta domenica l’avevo incontrato in comune e ci eravamo lasciati dandoci appuntamento per verificare l’organizzazione delle prossime iniziative. Una cosa che Amedeo aveva posto era proprio quella di iniziare questa celebrazione deponendo una corona alla lapide dei Canadesi. Ecco noi abbiamo voluto accogliere questa sua ultima richiesta anche per esprimere, oltre all’affetto personale, la stima che nutriamo ancor adesso nei suoi confronti per averci consegnato pagine minuziose sulla ricostruzione del passaggio della Linea Gotica e della Battaglia di Rimini, quella che lui amava definire la più grande battaglia della Campagna d’Italia.

Mi piace però ripensare a quanto ci tenesse a essere presente a questa occasione del 21 settembre per illustrare dal colle di Monte Cieco, come ha fatto per anni, le fasi della battaglia e vorrei anche rammentare quanto Amedeo amasse profondamente questa sua città e quanto questo lo rendesse orgoglioso di essere cittadino riminese. Sono sicuro che con quello stesso orgoglio oggi, assistendoci dall’alto, sarà contento di vederci qui riuniti per celebrare questo importante anniversario cittadino.”

E proprio al monumento ai Caduti in località Monte Cieco e al cimitero del Commonwealth sulla superstrada di San Marino che la cerimonia è proseguita e conclusa.

Prima dell’inizio delle celebrazioni ufficiali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e una delegazione dell’Anpi di Rimini hanno voluto deporre una corona d’alloro presso il ponte della Resistenza, nella ricorrenza del 50° anno della sua intitolazione.

La lettera dell’Ambasciatore del Canada in Italia James A. Fox

Cari amici riminesi,

Purtroppo non posso essere presente di persona, a causa di precedenti impegni non prorogabili; tuttavia, ci tengo che voi tutti sappiate che il Canada è presente in ispirito a questa’importante cerimonia.

La Linea Gotica costituiva l’ultimo principale bastione difensivo tedesco in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, assicurando ai Tedeschi il controllo delle risorse agricole e industriali delle regioni del Nord e delle vie di comunicazione con i Balcani e l’Est europeo, aree vitali per i piani strategici della Germania. Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1944, il 1° Corpo di Armata Canadese, assieme alle truppe polacche e britanniche, lanciarono l’offensiva. Nel giro di quattro giorni i Tedeschi furono costretti a ritirarsi nelle postazioni base. Ma i Canadesi, invece di soffermarsi per riorganizzarsi secondo la prassi tattica abituale continuarono immediatamente l’avanzata, arrivando a sorprendere le difese avversarie. Nel corso di due giorni di lotta cruenta, le truppe canadesi riuscirono a mettere in atto quanto appariva impossibile: la penetrazione di quella linea tedesca così intensamente fortificata.

Sconvolti dall’audacia dell’operazione, i Tedeschi abbandonarono il loro caposaldo difensivo. Sfortunatamente, furono poi capaci di riprendersi prima che le riserve dell’Ottava Armata potessero sfruttare appieno il successo iniziale. Un’unica settimana era stata sufficiente ai reparti canadesi per arrivare alla Linea Gotica e penetrarla. Occorsero poi altre tre settimane di battaglie tra le più cruente dell’intera Campagna d’Italia per spingere il nemico oltre l’ultima barriera appenninica, e liberare Rimini. I Canadesi, assieme a truppe greche sotto comando canadese, entrarono a Rimini il 21 settembre 1944. Un mese di combattimenti aveva lasciato sul campo quasi 4.000 vittime canadesi: 3.000 feriti e circa mille caduti.

Lo sfondamento nel settembre ‘44 della Linea Gotica fu una delle più gloriose operazioni militari dell’esercito canadese nella storia della Seconda Guerra Mondiale e Rimini è una tappa obbligata durante i pellegrinaggi compiuti dai reduci canadesi. Io stesso ebbi l’onore di essere con loro costì all’Arco di Augusto nel dicembre 2009 quando si commemorò il 65° anniversario della partecipazione canadese alla Campagna d’Italia. Per tale motivo, ringrazio, a nome del mio Paese, il Sindaco Gnassi e il Comune di Rimini per aver voluto commemorare, in modo ufficiale e solenne, questa ricorrenza così pregna di significato per il Canada, nonché per l’onore che oggi la vostra città rende ai caduti.

Vorrei anche cogliere quest’occasione per ricordare il Gr. Uff. Professor Amedeo Montemaggi, grande storico e grande amico del Canada. So che fu suo desiderio che si ricordasse in particolare il contributo canadese in questa giornata. Come già ebbi modo di scrivere in occasione delle esequie del Professore, egli fu stimatissimo da me, dai miei predecessori, da tutti gli addetti militari e i colleghi dell’Ambasciata e del Ministero canadese per i Veterans Affairs, nonché da diversi ministri e parlamentari canadesi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di riconoscere in lui un massimo esperto dei combattimenti sulla Linea Gotica.

I suoi battlefield tours hanno permesso ai moltissimi reduci, recatisi in Italia per commemorare la partecipazione canadese alla liberazione dell’Italia, di riordinare quei ricordi che con gli anni si erano affievoliti, permettendo loro di rivivere momenti importanti, della loro vita e della Storia mondiale. Con molti di questi nostri reduci il Professore ha stretto legami di sincera amicizia, facendo loro ritrovare il calore della Romagna, i suoi buoni sapori e la gratitudine che gli abitanti della vostra meravigliosa regione provano tuttora per il popolo canadese.

Negli anni il Professore ha tenuto una fitta corrispondenza con la nostra Ambasciata, testimonianza di quanto fosse viva in lui la passione per la ricerca storica e con quanto entusiasmo il suo Centro Internazionale Documentazione “Linea Gotica” proponesse nuove iniziative, sempre volte a sottolineare l’importanza della sconfitta del Nazifascismo.

 

67° liberazione rimini 05

Sono grato al Professor Montemaggi perché non si è mai stancato di sottolineare il contributo significativo che alla Liberazione d’Italia fu dato dalle Forze Armate Canadesi. So però che la sua instancabile attività era dettata soprattutto dal desiderio di trasmettere ai giovani le lezioni della storia. Spero vivamente che qualcuno voglia raccogliere la sua eredità e ci tengo a dirvi che l’Ambasciata sarà sempre lieta e orgogliosa di collaborare con voi Riminesi ad iniziative volte a tenere viva la memoria. Affinché le fosche pagine del passato non abbiano a ripetersi.

A nome mio personale e del mio Paese, un fraterno e caloroso abbraccio alla città di Rimini.

James A. Fox
Ambasciatore del Canada in Italia


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *