Riforme subito e taglio della pubblica amministrazione

//   23 novembre 2011   // 0 Commenti

Lo spettacolo al quale si assiste in questi giorni, messo in scena dai principali leader politici è al contempo scioccante e lontano dalla realtà. Da sinistra a destra passando per il centro ci si appella all’ormai staabusato e vituperato “senso di responsabilità”. Tra il costante walzer di cifre e numeri infatti, risulta EVIDENTE che la VERA causa del problema Italia è derivato da un utilizzo smodato della spesa pubblica e di un canseguente ricorso al debito da parte di una politica che in maniera Bi-Partisan ha preferito trasformare degli elettori in clienti. Di responsabile in questo..c’è davvero gran poco. Ne deriva di consegueza che il governo Monti proverà a sopperire alla cronica e GIUSTIFICATA mancanza di credibilità che ha colpito e travolto TUTTA la politica Italiana. A farne le spese..come sempre i cittadini contribuenti. Ma ora urgono provvedimenti urgenti che coinvolgano l’intero impianto ed assetto organizzativo dello stato, in sintesi una rivoluzione copernicana nel modo di intendere e gestire la cosa pubblica.
A cominciare da una liberalizzazione delle professioni, con in primis l’abolizione degli albi, come ad esempio quelli notarili ed il conferimento dei loro ruoli agli uffici registri dei comuni; dall’abolizione di quella miriade di enti e società partecipate che altro non sono che un parcheggio per politici in pre-pensionamento se non addirittura fonte e foriera di finanziamento a partiti e realtà legate a doppio filo al mondo dela politica.
La riduzione di emolumenti e vitalizi di eletti a camera e senato, è un atto simbolico dovuto e necessario per poi chiedere ai cittadini contribuenti ulteriori e più pesanti sacrifici MA ai fini dell’abbattimento del costo dello stato è hainoi ben poca cosa.

Altro fronte sul quale non è più tempo di targiversare è senza dubbio rappresentato dall’abnorme numero di dipendenti della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE che vittime più o meno consapevoli di un fintroppo duraturo clientelismo di stato, oggi rappresentano un costo NON PIU’ SOSTENIBILE dalla collettività e che mina l’ormai flebile possibilità di riuscire a costruire uno stato economicamente sostenibile.

Il fenomeno dell’evasione o elusione fiscale, è da una parte condannabile “malcostume nazionale” ma dall’altra naturale e prevedibile reazione ad una percezione che i cittadini contribuenti hanno di un fisco iniquo esagereato ed ingiustificato per un moderno stato liberale.

La vera SFERZATA all’economia nazionale della quale il nostro paese ha disperato bisogno è rappresentata infatti da una iniezione dei risparmi ottenibili come descritto poco sopra, sottoforma di minor tassazione di redditi dipendenti e da lavoro autonomo, in modo tale da aumentare da subito il potere d’aquisto dei cittadini.

Saranno proprio questi i temi che i Tea Party Italiani porteranno in piazza San Babila a Milano sabato 26 Novembre, per un concreto e duraturo rilancio dell’economia Italiana e non solo.Carlo Sandrin5 261x300


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