La riforma degli estimi catastali, ovvero l’incompetenza al potere

//   10 gennaio 2012   // 1 Commento

estimi catastali 300x200Sembra impossibile, ma la fase 2 del Governo Monti assomiglia in modo impressionante alla fase 1. A cominciare da un bell‘aumento del livello di tassazione sugli immobili, di cui non si sentiva certo alcun bisogno.
Per capire la grana macroscopica in cui i professori si stano impegolando occore fare un passo indietro, ai tempi del Ministero delle Finanze condotto da Vincenzo Visco. Visco non si poteva dire certo un fiero avversario della detassazione ( ricorderete la sua proposta di ridurre il movimento massimo del contante a 100 €….) e per incrementare, senza darlo a vedere, il gettito degli imponibili immobiliari aveva avuto una bella pensata: dato che le rendite catastali vengono tassate per vani e non, come sarebbe più logico, per metri quadri, sarebbe stato sufficiente ridurre i parametri di calcolo da vani a mq. per avere un gettito impositivo differente dal precedente e manipolabile in modo assai più facile (il conto dei vani è ovviamente più semplice del conto dei mq., cui possono essere aggiunti o -improbabilmente detratti – a piacere, nell’ambito di una riforma complessiva del sistema, significativi parametri di calcolo). Diede quindi ordine all’allora Direttore generale del Catasto di procedere con le nuove valutazioni, avviando così la più astrusa ed inattuabile delle riforme.
Il Catasto assunse migliaia di geometri alle prime armi per calcolare sulle planimetrie catastali le superfici degli immobili, poi, visto che gli immobili accatastati erano (e sono) milioni, per ridurre gli altissimi costi ebbe la bella idea di mandare buona parte delle planimetrie in Albania per farle calcolare a prezzi più bassi agli Albanesi da dove, com’era del tutto lecito aspettarsi, non fecero mai più ritorno.
Il motivo di tutto questo era costituito dal semplice fatto che il ministro Visco era, esattamente come il professor Monti, del tutto incompetente dei problemi concreti che una così ingente operazione poteva generare, limitandosi alla semplice constatazione astratta da perfetto “regno delle idee” che il criterio di contare i mq. piuttosto che i vani costituiva tutto sommato un sistema di valutazione degli estimi più realistico.
Ma i problemi sono incomprimibili come l’acqua e, come era del tutto ovvio, si evidenziarono fin da subito:

1) Moltissimi immobili (al Sud ma anche al Nord) non risultavano accatastati, quindi per conoscere la loro superficie sarebbe stato necessario mandare qualcuno a rilevarli uno per uno a spese dello stato, ma non sapendo dove cercarli questo non era possibile.

2) Gli immobili accatastati vengono redatti in scala 1:200 – ossia 2 mm. = cm. 40 (scale più grandi sono inutili, in quanto l’unità di misura è il vano) e specialmente i più vecchi, molto imprecisi. L’unico modo quindi di verificarne la superficie, evitando naturalmente milioni di sopralluoghi, era di misurarli manualmente, ma poiché lo scopo dell’accatastatore non era quello di riprodurre fedelmente la stato di fatto, sbagliare di decine di mq. era , ed è tuttora, facilissimo . La scala 1: 200 inoltre non aiuta certo : anche per le planimetrie disegnate nel modo migliore anche pochi millimetri generano vistosi errori di calcolo.

3) Dato che il primo accatastamento era del 1939, nel corso degli anni gli immobili subivano e subiscono inumerevoli modifiche, che tuttavia non venivano e non bengono tuttora riportate, per dimenticanza o per dolo, nelle planimetrie, che quindi non corrispondono alla realtà.

4) Come conseguenza già dai primissimi risultati si evidenziò il fatto che ogni ricacolazione a svantaggio dei contribuenti avrebbe generato contenziosi interminabili, senza alcun vantaggio per l’erario ma, al contrario, creando solo incommensurabili oneri ed inestricabili colluttazioni.

5) In conclusione, dopo tre anni circa di tentatitivi falliti il progetto venne (credevamo…) abbandonato e il Ministro Visco licenziò in tronco l’incolpevole Direttore del Catasto per manifeste incapacità manageriali.

Raccontata questa poco edificante vicenda, torniamo a noi: il Capo del Governo Dott. Mario Monti ha anunciato ufficialmente la sua intenzione di procedere con la riforma degli estimi catastali, proponendo nuovamente la sostituzione del vetusto (ma funzionante) sistema del computo dei vani con il più corretto (ma inattuabile) conteggio dei metri quadrati degli alloggi ! Evidentemente aveva ragione Giambattista Vico con i suoi corsi e ricorsi della storia, nella quale si continuavano a commettere, senza cambiare mai, gli stessi errori.


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1 COMMENT

  1. By copco, 23 giugno 1398

    Il catasto non è aggiornato e quando lo Stato ha provato ad aggiornarlo non ci è riuscito. Credo però che il problema vada affrontato e risolto. Non è accettabile suggerire di lasciar perdere. Non le pare?
    Comunque tra Visco che ha provato a fare qualcosa e Berlusconi che manco ci ha provato è molto meglio Visco. Non le pare?

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