Ricerca UE: i grandi risultati di formazione e lavorativi del progetto Erasmus

//   29 maggio 2019   // 0 Commenti

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Si intitola “Studio di Impatto sul programma Erasmus+per l’alta formazione” il più recente rapporto della Commissione UE sul Progetto Erasmus. Redatto sulla base dei giudizi  sul programma europeo di scambio per universitarie non solo dei suoi fruitori che lo hanno definito una valida palestra di vita, ancora prima che di studio, ma soprattutto  di lavoro se come sembra sia verro l’80% di chi ha frequentato i Corsi Erasmus ben 2 Milioni tra studenti e dipendenti universitari che hanno partecipato ai progetti di scambio tra 2014 e 2018, almeno tra il laureati quasi all’80%  dotati di una tale esperienza all’estero che hanno trovato posto di lavoro entro 3 mesi.  Di fatto sono state valutate 77 Mila riposte giunte fino all’aprile scorso, in attesa della decisione del Nuovo Parlamento Europeo che dovrebbe approvare il rifinanziamento proposto in UE dai vecchi governati di Erasmus triplicandolo fino a 42 Miliardi di Euro come Budget per il settennio 2021/2027 aumentando i possibili fruitori a 12 Milioni di soggetti. Rimane il dato di un 72% di chi ha utilizzato Erasmus che gli attribuisce il merito di avere aumentato le sue chance occupazionali a livello generale europeo, salendo fino al 74% nel Sud Europa che quindi comprende l’Italia; con un effetto di velocizzazione dei tempi medi per passare dalla laurea alla prima occupazione  che è arrivato esattamente nel 79% dei casi a ridursi a meno di 3 mesi andando ad unirsi ad un altro 10% di fruitori per i quali il nuovo lavoro è arrivato comunque entro 6 mesi; a fronte di un 75% di occupazione di laureati non mobili. Mobilità internazionale che sembra trasformasi come risultato in un acceleratore di competenze, in primo luogo tecniche valide per i singoli ambiti di studio, poi interpersonali ed inter culturali percependosi i partecipanti ad Erasmus come migliorati in una vasta gamma dei cosiddetti soft skills, cioè abilità  digitali, migliorate per il 51%, ben del 69% per le imprenditoriali e fino al 76% del problem solving ed al 79%  del pensiero critico con il massimo dell’88%  per la conoscenza delle lingue straniere: E non basta perché ancora superiori vengo affermati esser stati i risultati raggiunti  nella capacità relazionali, nello spirito di adattamento e conoscenza del paese ospitante tutti come parametri positivi per il 91%. E l’internazionalizzazione proposta da Erasmus prosegue spesso dopo gli studi,  con un lavoro svolto all’estero  da un sempre maggiore numero annualmente in crescita di studenti, che è salito dal 26% del 2015 al 28% del biennio 2016/2017; con una tendenza dei giovani di Sud ed Est Europa dirigersi verso l’Europa del Nord e dell’Ovest, acquistando anche una identità culturale europea più forte come è stato da quel 35% che pure è rientrato nel paese d’origine, Un europeismo naturalmente visto assai di buono occhio e considerato fautore di importanti favorevoli novità per l’Europa unita.

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