Ricarica condizionatori domestici: quando è necessaria e come viene effettuata

//   21 settembre 2017   // 0 Commenti

condizionatore-domestico

condizionatore domestico 300x225Ricorrere alla ricarica del condizionatore domestico è una necessità con cui prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti: ma come possiamo sapere quando è arrivato il momento necessario per procedere? A differenza di quel che si potrebbe essere indotti a immaginare, la ricarica non deve essere eseguita a intervalli regolari, ma va effettuata solo nel momento in cui ci si rende conto che l’impianto non è più in grado di raffrescare come al solito: con tutta probabilità, questo inconveniente è determinato dal fatto che la presenza di gas è molto limitata. Per averne la certezza, è opportuno prima di tutto verificare lo stato dei filtri dell’unità e controllare che essi siano puliti a dovere; dopodiché è bene verificare che il telecomando funzioni bene, che abbia le batterie cariche e che sia impostato come necessario. Una volta appurato che tutto è a posto, si può dedurre che il problema è da individuare nella mancanza di gas: così si può provvedere alla ricarica.

A chi rivolgersi

Se si pensa di non essere in grado di risolvere il problema da sé, non c’è altra decisione da prendere che quella di rivolgersi a un servizio professionale di ricarica ed assistenza condizionatori a Roma. Occorre che si tratti di tecnici abilitati, però, come dimostra l’istituzione – prevista dal DPR 43/2012 – di un sistema di qualificazione apposito destinato alle imprese e ai soggetti che eseguono interventi tecnici su pompe di calore, condizionatori, impianti anti-incendio, impianti frigoriferi o altri dispositivi che contengano i cosiddetti FGas, vale a dire igas fluorurati a effetto serra. Presso il Ministero dell’Ambiente è istituito uno specifico Registro nazionale che è correlato a questo sistema di qualificazione: solo le imprese e i tecnici iscritti possono essere contattati per eseguire una ricarica. A tal proposito, è previsto anche il rilascio di quello che è noto come patentino del frigorista, per ottenere il quale è necessario sostenere un esame che si articola in una prova teorica e in una prova pratica.

Vale la pena di sapere, in ogni caso, che l’operazione in sé non è troppo impegnativa e richiede poco tempo: ci vogliono non più di 30 minuti per ricaricare il gas se il problema dell’impianto è solo questo. Attenzione, però, perché in alcuni casi l’inconveniente potrebbe essere più serio, magari correlato a una perdita.

Il fai da te: consigli e suggerimenti

Se ci si vuole cimentare con il fai da te, si può fare riferimento a uno dei kit appositi che si possono trovare in commercio e che permettono di dedicarsi alla ricarica del condizionatore in totale autonomia: è indispensabile, però, prestare attenzione affinché all’interno dell’impianto sia introdotta la giusta quantità di gas. Per conoscerla, è sufficiente consultare le indicazioni fornite dal costruttore, che di solito sono riportate direttamente sull’etichetta.

Dopo avere recuperato il gas residuo avendo cura di non provocare danni all’ambiente circostante, si può procedere rimuovendo le perdite di liquido che si sono venute a creare. In caso di necessità, è opportuno pulire le linee frigorifere, per poi usare gli strumenti ad hoc per effettuare il vuoto: a questo punto non rimane altro da fare che introdurre il gas nel cilindro, evitando di immettere aria all’interno dell’impianto.


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