Regolamentare e tassare la prostituzione

//   12 ottobre 2011   // 2 Commenti

prostituteLa manovra economica varata dal governo non è stata sufficiente a rassicurare l’Europa e i mercati. Nuove e più efficaci misure sono necessarie per evitare che l’Italia faccia la fine della Grecia. Si torna a parlare, data la gravità della situazione, di condono, di patrimoniale e di privatizzazioni ma nessuno pensa di intervenire su una voce dell’economia italiana che, per quanto sommersa, per le sue dimensioni non si può più non prendere in considerazione: la prostituzione.
Questa attività, riprovevole quanto si vuole, è esistita, esiste ed esisterà sempre. Questo vale per l’Italia come per ogni altro paese del mondo. E’ un’attività fiorente, che non conosce crisi e che movimenta un sacco di miliardi di euro. Solo che siccome in Italia è illegale, tutto il giro d’affari che ruota attorno alla prostituzione è in nero. Si stima che se la prostituzione fosse regolamentata, com’era prima della legge Merlin e com’è in moltissimi altri paesi civili, il gettito che lo stato ne ricaverebbe ammonterebbe, secondo le stime più prudenti, a 10/15 miliardi di euro l’anno e a più del doppio secondo altre. Senza contare che si darebbe un bel colpo alla malavita organizzata che controlla una buona parte della prostituzione e da essa trae illeciti quanto ingenti guadagni.
Se fino ad oggi si è fatto finta di niente; se per un’inspiegabile ipocrisia si è preferito fingere che la prostituzione non esista e di fronte alla mega-evasione di questa attività si è sempre girata la testa da un’altra parte, magari andando torturare con verifiche e controlli i piccoli e onesti contribuenti, oggi non è più lecito farlo. A mali estremi, estremi rimedi. Non ci sono soldi? C’è il pericolo che l’Europa ci metta in mora? C’è il rischio che tutto vada a puttane? Bene, prima che sia troppo tardi, tassiamole queste “signore”, battone, prostitute, excort che siano.
Regolamentiamo una volta per tutte il loro mestiere abbandonando ogni ipocrisia. E ricaviamone quei 10/15 miliardi di euro l’anno. O probabilmente, come stimano alcuni, anche di più.


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2 COMMENTS

  1. By susanna, 8 agosto 2017

    Signor Danieli lei non sa quello che dice! La prostituzione non è illegale in Italia. Come purtroppo lei dice è considerata una attività riprovevole, su questo si basa il fatto che non viene considerata un lavoro.Se gli italiani e sopratutto i politici fossero meno ipocriti e più RISPETTOSI delle lavoratrici sessuali (e non continuassimo a chiamarle come fa lei con epiteti insultanti!)certamente che sarebbero anche delle contribuenti.

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    • By Mario Molinaro, 8 agosto 2017

      Vede Gentile Operatrice del Sesso… Il Sig. Danieli non e’ a Lei che si rivolgeva che conosce l’arte più’ antica del mondo, ma a quella massa di ignoranti ipocriti che per loro vizio mentale Le impediscono di pagare le tasse! E le impediscono di essere protetta dallo Stato! Che anche col Suo contributo potrebbe dare delle pensioni sociali più’ consistenti e realistiche! DandoLe la soddisfazione che molte sue colleghe in Europa gia’ hanno con la regolamentazione del Vostro lavoro!

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