Regno Unito, lettera degli imprenditori a Cameron: “UK resti al centro dell’Europa”

//   27 dicembre 2011   // 0 Commenti

david cameron

Premier, il Regno Unito deve rimanere al centro dell’Europa“. Al posto della letterina di Babbo Natale, venti tra i più importanti magnati britannici scrivono, nel giorno di Santo Stefano, a David Cameron. Una missiva aperta, inviata al Daily Telegraph, per chiedere al Governo di fare il possibile per mantenere il Paese “in the hearth of Europe”, perché “ne dipendono almeno 3 milioni di posti di lavoro”.

Il messaggio è chiaro: gli imprenditori britannici sono preoccupati dei recenti strappi tra Londra e l’UE, consumatisi con il mancato accordo sulle nuove regole finanziarie e certificate dalle dichiarazioni di Monti e Sarkozy, che non hanno escluso un “ridimensionamento” della Gran Bretagna nel decision making dell’Ue nel corso dei prossimi mesi. E poco importa se la lettera inviata (guarda caso) al ‘paper’ più euroscettico d’Oltremanica da magnati quali Sir Richard Branson, tycoon della Virgin, Sir Mike Rake, presidente di British Telecom, Sir Martin Sorrell, capo esecutivo del gruppo pubblicitario WPP e Lord Kerr, vice presidente dell’olandese Shell, sembri più un invito a salvare la “povera Europa” che ad evitare una pericolosa emarginazione di Londra. “Dati del governo stimano che tre milioni di posti di lavoro dipendono dalle esportazioni verso i nostri partner europei – si legge- le istituzioni europee, dalla Commissione europea alla Corte di Giustizia, esistono principalmente per salvaguardare il mercato unico”. “Proprio questo fatto – continua la missiva- deve essere il punto saldo del nostro nuovo impegno con l’Europa”. “È nell’interesse della Gran Bretagna che l’euro sopravviva. Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per garantire che questo avvenga”. Proprio il mercato unico, secondo i firmatari, “costituisce oltre la metà del nostro commercio, perciò dobbiamo farne ancora più parte ed allargarne i confini, stimolando le riforme nei servizi, telecomunicazioni, informatica ed energia”.
Cameron, nonostante tutto, non vuole rinunciare al mercato unico: “Non siamo nella moneta unica e non vogliamo essere nella moneta unica, non siamo all’interno degli accordi Schengen e sono felice di questo. Ma il cuore della nostra relazione, il mercato unico, il commercio, gli investimenti, la crescita e i posti di lavoro, resta come prima” ha dichiarato all’indomani della mancata firma sui nuovi trattati UE. Ma Downing Street può comunque ritrovarsi isolata a prescindere dalla sua volontà se continuerà a fare ostruzione a Bruxelles. E questo è un rischio che le imprese inglesi non vogliono assolutamente correre.


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