Regione Veneto: il nuovo codice etico delle cooperative

//   10 gennaio 2019   // 0 Commenti

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La Giunta Regionale del Veneto, in base alla Legge regionale di riforma della cooperazione sociale n. 32 del 2018, ha stabilito il nuovo codice etico al quale devono sottostare le cooperative sociali. Con tra i principi fondamentali, il rispetto dei contratti di lavoro, la valorizzazione delle risorse umane, la trasparenza nella gestione, la correttezza nei rapporti con la pubblica amministrazione, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la gestione democratica e partecipata. L’Assessore Regionale al Sociale Manuela Lanzarin ha definito il nuovo codice un ulteriore strumento che la regione intende offrire alla Cooperative di tipo A e B, al fine di qualificare al meglio la propria attività ed aumentare il loro livello di trasparenza e controllo, anche per il ruolo fondamentale che va loro riconosciuto nel sistema del welfare e nel promuovere coesione e sviluppo delle società veneta, a patto però che tale mondo sappia conservare la propria identità mutualistica e tenere fede a principi quali la piena trasparenza gestionale, la partecipazione democratica, la legalità ed il rispetto di chiunque sia socio, collaboratore od utente. Ed ha proseguito ricordando come la regione intenda aiutare un mondo di così grandi dimensioni da impiegare 25 Mila  addetti e 2500 persone svantaggiate, attraverso il sistema dell’inserimento lavorativo; ed il cui valore economico come fatturato è di oltre 700 Milioni di Euro, affinchè il mondo cooperativo possa svolgere al meglio il suo ruolo che non è solo economico in senso stretto, ma ha soprattutto una grandissima ed assolutamente imperdibile valenza sociale in particolare nelle sua azione di integrazione sociale e lavorativa di persone  svantaggiate. Il mondo cooperativo veneto che potrà aderire su base volontari al nuovo codice, si compone di 820  cooperative sociali, delle quali 470 di Tipo A di servizi socio sanitari ed educativi, di 208 di Tipo B quelle  di attività agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzati all’inserimento di persone svantaggiate: sono poi 33 i consorzi di cooperative e 109 quelle che al contempo sono di Tipo A e B, nel senso che svolgono ambedue le tipologie di attività. Adesione su base volontaria, ma naturalmente fonte di un automatico bollino regionale anche se solo ipotetico – ha ribadito la Lanzarin -  per la coop stessa nei riguardi dei propri clienti, fornitori, volontari, amministratori, enti pubblici, eventuali altri partner economici o sociali della sua attività. In realtà la disposizione regionale nel suo schema disegna le linee guida fondamentali, adattabili da ciascuno consiglio di amministrazione di ogni coop, con il presupposto di rispettare quelli che sono i principi di riferimento della cooperazione sociale rappresentati da rispetto e valorizzazione della persona, solidarietà, democrazia, trasparenza, legalità, correttezza e responsabilità. Anche le  norme più generali di comportamento sono stabilite in linea di principio, con delega applicativa alle cooperative, a partire dall’applicazione corretta delle norme contrattuali, per proseguire con quella che vieta assolutamente di accumulare utili che non vengano reinvestiti,  appare un po’ assurdo il richiedere che essa debba ripudiare ogni forma di terrorismo eversione ed attività criminale, e naturale invece l’osservanza delle norme delle transazioni commerciali, la tutela di privacy e riservatezza, il rispetto del’ambiente, l’astenersi da comportamenti anticoncorrenziali per ottenere dei vantaggi nelle trattative  ed appalta con gli enti pubblici. Vero nodo centrale del codice è quello del diritto del rispetto degli utenti, specie se minori od in stato di fragilità sociale, da trattare sempre con cortesia, disponibilità a professionalità, ma il medesimo trattamento deve esser riservato anche a soci, dipendenti, collaboratori; e naturalmente l’attribuzione di un qualsiasi contrato di collaborazione  al pari della nuova assunzione di personale deve avvenire con un regolare contratto secono le norme legali che regolano tali tipologie, di contrattazione collettiva e disciplina del lavoro di cooperative sociali. L’adesione al codice comporterà anche l’elezione e scelta di componenti il consiglio di amministrazione con procedure trasparenti, la possibilità di introdurre  adottandoli sistemi di controllo interno affidati ad un organismo indipendente, in grado di prevedere sanzioni nel caso di avvenute violazioni, in base alla norme vigenti in giurisprudenza.

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