Regione Puglia, colpo di spugna sotto silenzio

//   2 febbraio 2012   // 0 Commenti

Osp.San raffaele 300x166E’ sconcertante il silenzio calato dopo la notizia, risalente a poco più di una settimana fa, della raffica di revoche ad opera della Giunta regionale pugliese concernente una serie di delibere che concorrevano, nei vari aspetti scientifici, amministrativi ed urbanistici alla realizzazione del cosiddetto progetto “San Raffaele”.
Chiariamo subito che non stiamo parlando del “solo” – per quanto “cardinale” -progetto di costruzione dell’ospedale, (alla base del quale esisteva un accordo di programma fra Regione, Comune, Asl e Fondazione) ma di tutto quello che ne conseguiva in termini di realizzazioni: in primis il Polo scientifico tecnologico, legato alla struttura ospedaliera ma soprattutto destinato alla ricerca (forte era stato l’interessamento del mondo accademico) sul quale già puntavano i sistemi economico ed istituzionale per fare di Taranto l’avamposto della ricerca scientifica in campo ambientale; per altri aspetti, sicuramente minori ma non per questo trascurabili, l’intervento di Fintecna, l’immobiliare che avrebbe dovuto, sulla base di un apposito accordo sottoscritto dalle parti, recuperare e riqualificare specifiche aree del quartiere Paolo VI.
Le delibere di giunta, per le quali è stato disposto il procedimento di revoca, attengono di fatto tutti gli aspetti legati alla realizzazione del San Raffaele, non lasciando alcun margine– salvo diverse interpretazioni in cui ci riesce difficile adoperarci- per il recupero di almeno parte dell’articolato progetto.
Sconcertante, pertanto, come dicevamo, risulta essere il silenzio che sembra essere calato dopo il comunicato diramato dalla Regione in ordine alle revoche.
Una notizia che, per la verità, è passata in sordina anche in virtù della scarsa visibilità che la Regione ha conferito alla comunicazione, limitandosi a pubblicarla sul sito ed a diramarla sinteticamente agli organi di stampa riferendo inoltre di una non meglio specificata “proposta di delibera” da affidare all’assessore regionale al bilancio “per confermare la destinazione delle risorse finanziarie alla realizzazione di un nuovo polo ospedaliero pubblico”. Un passaggio, quest’ultimo, che meriterebbe forse qualche chiarimento in più alla luce della cancellazione, di fatto, di un preciso accordo di programma che vedeva assieme determinati “attori” territoriali. Che fine fa quell’accordo se si considera che a venir meno è – per i noti motivi – la Fondazione San Raffaele ma non certo la volontà chiaramente e fortemente espressa dalle altre parti di fare di Taranto un polo sanitario di eccellenza? E che fine fa il Polo Scientifico Tecnologico sul quale già convergevano le volontà e le attenzioni anche del mondo accademico e della ricerca?
Il progetto complessivo – e ci riferiamo all’ospedale vero e proprio – era giunto in una fase avanzata, con la pubblicazione del bando di concorso internazionale di progettazione preliminare finalizzato alla realizzazione del nuovo ospedale di Taranto per un importo stimato di 210 milioni: è lecito chiedersi, pertanto, che fine abbia fatto anche la variante urbanistica del Comune di Taranto che avrebbe dovuto consentire oltre alla costruzione del centro sanitario anche la realizzazione del Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia e una generale riqualificazione urbanistica del Quartiere Paolo VI.
Ci aspettiamo, a questo punto, che il territorio reagisca di fronte all’ennesimo scippo (stavolta messo a segno con i crismi istituzionali) perpetuato ai danni di un grande e qualificante progetto al servizio dell’intera comunità.
Non è possibile pensare che la città rimanga inerme, che le istituzioni tacciano, che una singola delibera possa cancellare anni di impegno.
Ci aspettiamo che anche la Regione, da parte sua, espliciti più chiaramente cosa intende quando parla di un nuovo polo ospedaliero: quali le risorse e quali gli accordi. Ci dica, insomma, se per l’ennesima volta saremo costretti, nostro malgrado, a ripartire da zero.

Confindustria Taranto


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