Record di inquinamento per la Pianura Padana e Padova in Europa

//   21 ottobre 2019   // 0 Commenti

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Il Disastro della Pianura Padova come l’Area Più Inquinata del Vecchio Continente. Con due certificazioni autorevoli, la prima giunta ancora il 5 giugno 2019 nella Giornata Mondiale  per l’Ambiente della Agenzia Spaziale Europea e la seconda appena resa nota dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, che nel Rapporto Annuale sulla Qualità dell’Aria redatto sulla base degli indici di smog rilevati nelle centraline di tutti i Paesi UE, vede l’Italia 1 a per Morti Premature  derivanti da biossido di azoto con 14.600 deceduti, oltre a 3 Mila per l’ozono; e classificandosi poi 2 a per le vittime del Particolato PM2 in numero di 58.600. Anche la NASA ha definito la Pianura Padana la Camera a Gas d’Italia, sottolineando come in tale territorio vivano 23 Milioni di persone corrispondenti al 43% della Popolazione Nazionale. Con Padova che purtroppo ha una sua bella parte nell’insieme, con il suo Primato nelle PM 2,5 e PM 10 che la rendono la città piccola più inquinata in Europa. Il report ESA ha precisato come vi siano 2 milioni di italiani che vivono in  zone della Pianura Padana nelle quali sono sistematicamente superati i limiti imposti dalla UE ai principali inquinanti, con la Commissione UE che ha già avviato 2 Procedure d’Infrazione per sforamento dei parametri di PM 10 e di Biossido di Azoto, con eventuali possibili condanne della Corte di Giustizia UE che  comporterebbero per l’Italia non solo forti sanzioni pecuniarie ma pure la perdita di fondi strutturali europeo molto ridotti economicamente. Presentandosi la medesima situazione di sforamento anche nelle aree rurali, certificato dal 60% delle centraline di rilevazione usate come sistema di verifica; e relativa necessità d’azione contro le sanzioni, che sono suggerite quale litania ormai ricorrente da parte del Governo di agire immediatamente già nella sua legge di bilancio con lo stanziare risorse che aiutino i cittadini a scegliere una mobilità sostenibile con dal canto loro le Regioni che più sono colpite dall’inquinamento e cioè Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna che sono il Cuore del Bacino Padano a preparare ambiziosi piani sulla qualità dell’aria con forti limitazioni al traffico veicolare inquinante ed investendo sul trasporto pubblico. In realtà un Accordo dl Bacino Padano fu firmato a Bologna già il 9 giugno del  2017, ed anche per il 2019 ed è entrato in vigore dal 1° ottobre 2019 fino al 31 marzo 2020. Uno studio su 9 Paesi Europei Italia compresa, condotto per 13 anni su una popolazione campione di 312.944 dei loro residenti ha evidenziato la correlazione tra inquinamento e tumore ai polmoni, con la concentrazione delle polveri sottili ad alto rischio, che media è stata di 13 microgrammi per metro cubo d’aria in Norvegia, salendo già a 15/16 in Svezia Inghilterra, 17 in Danimarca, 20 in Austria, 25 in Olanda e ovvio record in Val Padana a 46/48.  Molti gli studi sul tema inquinamento dell’Università di Padova che hanno stabilito la sua correlazione con malattie respiratorie cardiovascolari quali asma, bronco pneumopatie, ictus, infarto, cardiopatie ischemiche, con  relativo rischio di mortalità che aumenta dello 0,30% per ogni 10 microgrammi in più di inquinante. La tradizionale solfa sulle mancate azioni delle Regioni per porre un freno agli inquinanti  da parte di Legambiente continua, affermando come l’Accordo siglato preveda per il Bacino Padano siano solo misure anti smog emergenziali invece che programmatiche, insieme ad un alto numero di deroghe ai Comuni che lasciano libertà decisionale ai Sindaco senza prevedere l’intervento regionale . quindi con una vera e propria deregulation che diviene ancora maggiore per i comuni  delle cinture urbane. E con Padova, Venezia, Treviso e Rovigo al Top dell’Inquinamento in Italia nel rapporto Legambiente 2019  Mal d’Aria. Permane però solo circa un 25% di Inquinamento Derivante dal Traffico ed uno molto maggiore causato proprio  dalle emissioni che sono proprie degli Edifici in generale, non rispondendo alle più moderne caratteristiche di classe energetica, chiara conseguenza di tanti edifici costruiti da tantissimi anni che caratterizzano l’Italia e dai rispettivi costi dell’efficentamento energetico che nonostante i bonus ristrutturazione previsti dai diversi governi, in troppi casi risultano insopportabili per le tasche di troppi degli italiani.

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