La piena è giunta in Parlamento

//   8 novembre 2011   // 0 Commenti

parlamento 300x175Dal nord Italia il fiume d’acqua che ha invaso le città e le popolazioni inermi ed indifese, è giunto fino alla Capitale ed ha inondato il Parlamento. Un pantano, un acquitrino di idee, di programmi, di progetti, di misure, di credibilità.
La maggioranza sta dando cenni di cedimento. Ieri è toccata a Gabriella Carlucci che solo ora si è accorta di “…aver creduto nella politica, ma non in quella che non riesce a preoccuparsi di quanto sta drammaticamente accadendo…Un governo di larghe intese può essere l’unica soluzione”. Con queste parole è passata all’UDC.
Altri ancora, pare, si stiano preparando a dare le dimissioni alla Camera già domani ci sarà la conta con il rendiconto generale dello Stato.
Il Ministro Maroni ha commentato: “I numeri non ci sono più, la Lega non sarà disponibile per altre maggioranze”.
Berlusconi comunica ottimismo: “Abbiamo numeri certi”, ha ribadito alla convention di Azione popolare.
L’opposizione sorniona è attestata su posizioni oltranziste e nel contempo aspetta che la morte giunga dolcemente, senza colpo ferire.
Il segretario nazionale de La Destra Francesco Storace, riferendosi ai deputati del PDL che hanno annunciato di voler lasciare il partito, ha detto “… che andrebbero fucilati…”. Non risulta che Di Pietro abbia annunciato in tribunale transumanze di onorevoli dal PDL all’UDC…”, ha aggiunto. Ed alla domanda. “ Se dovessimo fucilare tutti gli onorevoli traditori cosa accadrebbe?”. Storace ha risposto: “mancherebbe il numero legale”.
Un’inondazione vera e propria, l’acqua è giunta alla gola di noi italiani che siamo costretti a subire uno spettacolo indegno ed umiliante.
Probabilmente Storace ha centrato l’obiettivo. Chi passa dal partito di maggioranza ad un qualsiasi altro dell’opposizione, facendo mancare il proprio apporto e sostegno, proprio ora al Governo impegnato a risolvere una crisi senza precedenti, andrebbe individuato e segnalato per il futuro, affinchè non possa più essere rieletto.
Questo Governo, nel bene e nel male, deve portare il Paese fuori dall’emergenza, lo chiede l’Europa e lo chiedono milioni e milioni di Italiani. Se ciò non dovesse accadere, è giusto che si torni alle urne e si voti. Questi politici improvvisati, senza ideologie e di appartenenza al partito che gli ha offerto l’opportunità di entrare a far parte della “casta”, oggi sventolano il vessillo di una credibilità che non possono ottenere dal popolo che suo malgrado ha dovuto votarli. A Berlusconi rimprovero l’aver inserito nelle liste bloccate uomini e donne fragili e di discutibile lungimiranza.
Un governo che si chiami di larghe intese, di responsabili, di tecnici, di unità nazionale o come volete, non avrebbe la titolarità espressa dai cittadini, quindi inopportuno e delegittimato da un consenso elettorale.
E’ chiaro che il problema dei mali italiani non può essere rappresentato solo e solamente dalla figura del nostro Premier e dal suo modo di governare. Le difficoltà vanno al di là e la classe politica tutta deve interrogarsi, innanzitutto deponendo le armi e scongiurare l’attacco al nostro Paese che viene dall’esterno e dagli stessi alleati Europei, anch’essi in difficoltà. L’Europa è tutta in crisi e l’acqua ha allagato tutti i centri di potere. Mors tua vita mea, mi verrebbe da dire, interpretando il pensiero d’oltralpe del nostro principale delatore. Serve, quindi, nazionalismo e campanilismo, dedizione e spirito di servizio per la nostra Italia, per il popolo ed il Parlamento deve garantirlo, ora che l’emergenza lo impone.
Il voto sul rendiconto dello Stato deve passare senza intoppi e il disegno di legge di Stabilità deve essere riveduto in alcune sue parti lacunose e fuorvianti, come la parte che interessa i tagli alle Forze dell’Ordine ed in particolare quella riguardante l’Antimafia e gli uomini della D.I.A., la Direzione Investigativa Antimafia, sarebbe illogico ed incomprensibile per chi a testa bassa e senza porsi domande combatte la criminalità organizzata rischiando in proprio. Se ciò accadesse, sarebbe oltremodo impossibile sostenere le sorti di un governo che ha nei suoi principali obiettivi programmatici la sicurezza e la lotta alla mafia.
Meglio mettere le mani avanti, a scanso di equivoci.


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