Rapporto uomo-fido: tra aspetti sociologici e finanziari

//   4 febbraio 2019   // 0 Commenti

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Il rapporto tra l’uomo e gli animali esiste dalla Notte dei Tempi,  siano essi domestici o selvatici, infatti, assieme all’uomo costituiscono un codice, un insieme di norme di comunicazione non verbale che ne garantiscono la relazione.

Oggi, il modo di ripensare il ruolo degli animali domestici, in particolare i cani, sta producendo non solo un cambiamento nella relazione “a due” ma anche nell’insieme dei comportamenti che caratterizzano la personalità di ciascuno.

Il Rapporto Eurispes del 2019 restituisce un quadro interessante di questa evoluzione nel rapporto tra l’animale e il suo umano, infatti sembrerebbe che 1 italiano su 3 (proprietario di un animale) consideri l’animale domestico come suo figlio e i restanti due terzi, invece lo ritengano il proprio migliore amico. Un terzo degli italiani ha in casa almeno un animale domestico (33,6%), con un incremento dell’1,1% rispetto al 2018 (32,4%). Crescono le famiglie che accolgono due, tre o più animali: rispettivamente 8,1% (7,1% nel 2018), 4,7% (contro il 3,7%), 3,8% (nel 2018 era il 2,3%). Nella maggior parte dei casi, si tratta di cani (40,6%) e gatti (30,3%). Seguono uccelli (6,7%), pesci (4,9%), tartarughe (4,3%), e poi conigli (2,5%) e criceti (2%). Gli animali esotici si attestano al 2%, prima del cavallo (1,3%), dei rettili (1,1%) e dell’asino (0,4%).

La spesa media dedicata alla cura degli animali è cresciuta negli ultimi anni: in particolare, raddoppiano rispetto al 2017 coloro che investono tra i 51 e i 100 euro (33,2% a fronte del 31,4% del 2018 e del 15,4% del 2017). Aumentano anche coloro che spendono tra i 101 e i 200 euro (14,5% rispetto all’8,1% del 2018, al 4,5% del 2017). La spesa da 201 a 300 euro riguarda il 3,7% del campione (+1,5% rispetto al 2018, nel 2017 nessuno spendeva questa cifra.

Il 76,8% degli italiani considera i propri animali membri effettivi della famiglia. Sei su 10 li ritengono i loro migliori amici (60%), quasi un terzo veri e propri figli (32,9%). Soltanto il 20,5% considera un impegno gravoso tenere in casa un animale. I possessori di animali possono però incontrare problemi quando frequentano ristoranti, alberghi, negozi e spiagge: 4 su 10 ha avuto “abbastanza” e “molte” difficoltà quando si è dovuto interfacciare con queste strutture. Un terzo del campione (33,7%) nei propri spostamenti sceglie solo alberghi e strutture che accettano animali. Il 37,1% porta sempre il proprio amico pet in vacanza con sé. Solo 3 su 10 (29,5%) lo lasciano in pensioni per animali.

L’attenzione al benessere del proprio animale da compagnia, il costante sentimento di affetto e di unione, portano ad un incremento delle spese a vantaggio dei pet store e conducono anche a mutamenti nel mercato del turismo, infatti, negli ultimi anni si sta assistendo ad un aumento delle strutture alberghiere pet friendly.

Potremmo concludere dicendo che: la relazione uomo-animale non ha solo una sua connotazione sociologico-psicologica, bensì investe un ruolo importante anche nelle dinamiche economiche e finanziarie della società.

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